• giovedì , 29 Ottobre 2020

Lo scandalo Cambridge Analytica

di Valentina D’Aniello e Camilla Stigliani

Cambridge Analytica è una società di analisi dei dati fondata nel 2013 a Londra. E’ diventata molto conosciuta dal 2018 a causa di uno scandalo da cui emerse che decine di milioni di dati erano stati venduti da Facebook a questa azienda.

Primi mesi del 2018: fu rivelato lo scandalo di Cambridge Analytica, la quale aveva sviluppato un’app insieme a Facebook, “This Is Your Digital Life”. Attraverso un sondaggio, a scopo “accademico”, migliaia di utenti hanno ceduto i loro dati sensibili.

A causa della rete di contatti di questi utenti, sono finiti a rischio 87 milioni di persone. Facebook sapeva tutto, ma pur di guadagnare non aveva mai sollevato la questione di carattere soprattutto morale.

Inoltre si dice che questi dati sono stati sfruttati anche per manipolare le elezioni politiche statunitensi a favore di Donald Trump. Grazie a delle telecamere nascoste è stato scoperto il CEO di Cambridge Analytica affermare che la società gestiva la campagna elettorale di Trump e metteva in cattiva luce gli altri candidati usufruendo anche di prostitute e attività illegali.

Nel luglio 2019 le conseguenze: Facebook multato $5.000.000.000 di dollari e Cambridge Analytica finita in bancarotta.

Dal nostro punto di vista: non esiste più la privacy perché non ci rendiamo conto delle conseguenze che l’uso dei social porta. Ogni volta che accediamo a internet siamo esposti a dei rischi di cui spesso ci dimentichiamo l’esistenza.
Dovremmo prendere consapevolezza di ciò che scriviamo e guardiamo sul web sapendo che non saremo mai completamente sicuri.
Se ad esempio noi accediamo ad Instagram durante un momento di privacy l’app può accedere alla nostra telecamera e filmare l’attimo.

Tornando all’argomento di Cambridge Analytica, siamo perennemente influenzati da ciò che il web vuole mostrarci (come ad esempio le pubblicità che compaiono su dei semplici siti). Dunque alcune notizie vengono oscurate e lui decide in realtà ciò che noi utenti dobbiamo guardare. In futuro non sapremo mai di chi ci si potrà fidare. Quindi inconsapevolmente non siamo noi a scegliere, ma ormai è internet che lo fa al posto nostro. Dovremmo prestare più attenzione alla vita che ci circonda e non guardarla con superficialità.

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