• lunedì , 26 Ottobre 2020

La via del bello

di Anna Emprin

È finalmente giunta l’estate e la maggior parte degli individui si ritrovano a fare i conti con il proprio aspetto fisico. Tuttavia per dare questo giudizio spesso ci si affida a dei criteri ben precisi. Alcuni possono variare nel tempo, altri risultano universali.

Sul dizionario l’essere bello è definito come la qualità di ciò che è bello o che tale appare ai sensi e allo spirito, e può quindi essere riferito a molteplici aspetti come a quello puramente morale strettamente collegato alla bontà stessa, o come a quello di una cosa, di un oggetto o di un paesaggio. Oppure come in questo caso può essere collegato a un lato puramente fisico, più precisamente alla perfezione dei corpi. Platone stesso definì la bellezza dividendola in ordine gerarchico in 6 gradi partendo dalla bellezza del corpo fino ad arrivare alla bellezza in sè ovvero all’idea di bene.

In questo caso ci si sofferma sulla bellezza fisica del corpo e dei corpi ovvero del corpo come singolo e dei corpi come insieme, paragonati gli uni agli altri.

La bellezza del corpo è stata fin dalla Preistoria influenzata dalla società, dall’arte, dalla religione e negli ultimi secoli dalla moda. Queste discipline infatti hanno profondamente mutato il modo di pensare degli individui fornendo loro dei veri e propri criteri su cui misurarsi, dei modelli da imitare fino al più piccolo particolare. Ed è per questo motivo che la bellezza fisica muta nel tempo perché il suo cambiamento va di pari passo con quello dell’arte, della moda e della religione. Ad esempio nel paleolitico erano simbolo di bellezza e fertilità e per questo venerate, veneri dagli attributi sessuali molto marcati e abbondanti, mentre più avanti nella storia si può ricordare Lisippo, grande scultore e bronzista dell’arte greca classica che definì nuovamente i canoni della bellezza precedentemente forniti da Policleto rendendo la figura umana molto più slanciata e caratterizzata da un forte senso di proporzione. Fino ad arrivare al Rinascimento dove la bellezza femminile era delineata dalla pelle chiara e da forme esili e slanciate come per esempio nella nascita di Venere di Botticelli. Dal ‘900 seguirono cento anni di continui cambiamenti passando dalle vite strettissime grazie ai corsetti, alle attrici formose del 1930 di Hollywood, alle Marilyn Monroe del dopo guerra e poi ancora ai corpi magri e tonici degli anni settanta quasi privi di curve fino a giungere verso la fine del secolo ad un ideale molto simile a quello odierno, slanciato, tonico e alto che però è anche accentuato da curve ben delineate e da una vita sottile.

Così come in passato le persone si fanno influenzare dagli artisti e dalla moda che hanno un forte potere sia sulla psicologia che sul benessere. Negli ultimi vent’anni i grandi marchi hanno promosso e assunto sempre di più modelle molto magre, quasi anoressiche e così facendo hanno conferito un’impronta molto particolare dal punto di vista estetico e sovente quasi negativa. Nel 2015 dopo varie cause di istigazione all’anoressia è stata promossa una legge in Francia con la quale si decreta una pesante sanzione (fino a 75mila euro) qualora vengano assunte modelle con una massa corporea inferiore ai 55 kg.

Pertanto è proprio questo un esempio di quanto può generare insicurezza e fragilità il contesto esterno non solo in uomini e donne ma anche in giovani ragazzi e ragazze molto più instabili psicologicamente.

È un aspetto della società che non viene spesso sottolineato anche perché meno visibile ma la realtà è che la nostra mentalità viene impressionata molteplici fattori in maniera radicale e ciò avviene inconsapevolmente.

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