• sabato , 31 Ottobre 2020

Dad, diritto di tutti

di Alessio Castelli

In questi ultimi mesi le sfide che ci ha posto questo nuovo equilibrio dovuto al Covid-19 sono molte. Il riconoscimento di quelle che sono state le maggiori problematiche di questa nuova situazione deve essere alla base delle scelte che devono compiere i politici e gli esperti che ci stanno guidando attraverso questa delicata fase.

Un esempio interessante di una problematica emersa in questo periodo è quello relativo all’utilizzo dei computer/tablet soprattutto fra gli studenti.

Il blocco completo delle attività in presenza ha reso necessario trovare nuove forme di comunicazione, impresa non troppo difficile nel XXI secolo.

Le cose, però, non sono state così semplici. In Italia, infatti, molti sono stati gli studenti che non hanno potuto avere accesso alle lezioni perché non possedevano gli strumenti adatti. E non stiamo parlando di dispositivi di ultimissima generazione: a tanti ragazzi mancava anche solo un semplice computer.

Come potevano, dunque, partecipare alle attività proposte dalla scuola e dagli insegnanti? Molti hanno rinunciato, perdendo l’occasione di poter imparare.

Rimane aperta la discussione: è giusto che in un Paese sviluppato come il nostro dei ragazzi debbano rinunciare all’occasione di apprendere perché mancano i mezzi? La scuola non dovrebbe garantire a tutti gli stessi diritti?

Secondo numerosi sondaggi, infatti, l’Italia è fra gli ultimi stati europei come grado di “digitalizzazione”, rimanendo ancorata a sistemi che non sono andati di pari passo con lo sviluppo tecnologico. Basti pensare alla gestione del sistema burocratico, che in questi mesi ha subito un tracollo anche per mancanza di sistemi nuovi e informatici.

La scuola, però, rimane un problema di carattere enorme. Solo attraverso la conoscenza e l’istruzione dei propri cittadini si può sperare in un futuro che sia migliore del presente.

E in questo ambito, entrano in gioco dei giovani ragazzi milanesi che hanno creato un sito grazie al quale c’è la possibilità di regalare dei computer vecchi, magari dimenticati in qualche angolo di casa. I ragazzi hanno anche un tecnico che ricondiziona i dispositivi che verranno poi donati ai ragazzi che non hanno la possibilità di acquistarne uno.

L’iniziativa era partita già prima dell’emergenza Coronavirus, ma si è fatta sempre più importante negli ultimi mesi permettendo a studenti universitari e non di avere accesso alle lezioni online e in questo modo possono anche sostenere esami scritti. Un modo semplice e generoso per evitare sprechi e per concedere a tutti il diritto allo studio, concetto che in uno stato civile dovrebbe essere tutelato con ogni mezzo necessario. Perché gli studenti hanno in mano la chiave di lettura per condurre un futuro nemmeno troppo lontano.

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