• giovedì , 29 Ottobre 2020

I mille volti dello sport

di Francesca Aimone

Le origini dello sport possono essere attribuite ai Greci che nel 776 a.C. istituirono le prime Olimpiadi. Questa manifestazione sportiva era inizialmente legata alla religione; solo in un secondo momento si è affermata come una manifestazione in cui vengono esaltati i valori morali della lealtà e della fratellanza sportiva.

Lo sport viene praticato principalmente con il fine di avere un corpo sano e muscoloso da non tralasciare, però, è l’aspetto psicologico. Lo sport, infatti, può essere un mezzo per scaricare la tensione e lo stress accumulatosi durante la giornata. Facendo sport a livello agonistico, quindi partecipando a delle competizioni, si può imparare a gestire emozioni come rabbia e ansia; ciò può portare benefici sia nello studio sia nel lavoro.

Lo sport può essere praticato sia singolarmente sia in squadra. Nel primo caso l’atleta impara a reagire a determinate emozioni con le proprie forze; essenziali sono la buona volontà e la determinazione. Nel secondo caso l’atleta condivide e vive queste emozioni con altri compagni e questo consente di alleggerire il peso della competizione portando a favorire la nascita di profonde amicizie tra i componenti della squadra in quanto tutti lottano insieme per il raggiungimento dello stesso obiettivo. Al tempo stesso, tuttavia, occorre fare i conti con il gioco di squadra e, di conseguenza, sono necessarie collaborazione e complicità.

È giusto e importante praticare sport a tutte le età. I bambini di oggi sono abituati, fin da piccoli, a trascorrere moltissimo tempo davanti alla televisione e allo smartphone; grazie a questi strumenti possono praticare “virtualmente” qualsiasi sport e ogni sorta di gioco restando, però, sempre chiusi all’interno di una stanza, fermi. Il bello di praticare uno sport dal vivo, invece, oltre all’intima condivisione con amici e compagni, è, in molti casi, anche dato dai luoghi: immense distese di prati fioriti e rigogliosi se si va a correre o in bicicletta; montagne innevate e vertiginose se si scia; suggestivi paesaggi marini o lacustri se si nuota.

Lo sport ha il potere di farci sentire vivi. In primis ci insegna a rapportarci con il nostro corpo, con i suoi talenti e con i suoi limiti. Ci sono sempre dei limiti che, volenti o nolenti, il nostro corpo ci impone; è il singolo che deve intuire queste barriere e capire come poterle oltrepassare e ciò consente sempre di migliorare se stessi. Lo sport praticato a livello agonistico porta anche ad affrontare sconfitte e insoddisfazioni. Se inizialmente è particolarmente difficile far fronte agli insuccessi, con il tempo diventano proprio questi a darci la forza e la voglia di andare avanti e ci stimolano a raggiungere obiettivi, anche ambiziosi. Aiuta a costruire la fiducia in se stessi, a non abbattersi, a rafforzare il carattere. Chi fa sport, oltre a diventare competitivo, interiorizza il senso della disciplina, assai utile in ogni occasione della propria vita. Un bambino che fa sport impara ad ubbidire, a prendere iniziative e a pensare oltre gli schemi.

Il corpo umano ha bisogno di movimento, una regolare attività fisica aiuta anche a diminuire il rischio di patologie. Lo sport fa credere che i miracoli siano possibili, che partire sfavoriti nella vita (ad esempio in mancanza di un arto o di uno dei cinque sensi) può comunque rappresentare uno stimolo a compiere un’impresa. Si impara ad avere rispetto. Lo sport, quindi, aiuta a migliorare l’autostima, l’autocontrollo e il senso di benessere generale. Concludendo, ritengo che ciascuno di noi dovrebbe darsi l’opportunità di esprimersi in un’attività sportiva che lo appassioni veramente e lo stimoli a fare forza su se stesso dando sempre il massimo, perché così è possibile sentirsi davvero vivi.

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