• sabato , 5 Dicembre 2020

Quando la musica sposa la moda

di Niccolò Mosca

La moda e la musica sono due forme d’arte in continua evoluzione e osmosi. Queste due forme di espressione artistica hanno numerosi aspetti in comune ma anche di antitesi. Tuttavia entrambe vertono sullo stesso obiettivo, ossia quello di creare pezzi unici che emozionano il pubblico, la moda attraverso la vista e la musica attraverso l’udito.

Questa relazione arriva già dai lontani outfit stravaganti di Elvis Presley con il suo ciuffo che suscitò le provocazioni di diversi cantanti quali David Bowie e Madonna.

Sicuramente anche gli appariscenti abiti di Freddie Mercury negli anni ‘70 rivoluzionarono fortemente il modo di vedere il vestiario nel mondo della musica.

Inizialmente vi era una forte critica riguardante gli atteggiamenti dei cantanti e si pensava che il modo di presentarsi, lo sfoggio dei grandi brand di lusso e il vestiario mettesse in secondo piano la vera e propria musica quindi. Che insomma si desse più importanza al personaggio pubblico piuttosto che alle sue abilità canore.

Questo dibattito non è tutt’oggi concluso e si pensa che i protagonisti della scena trap, rap e hip hop mondiale cerchino di mettersi in mostra vestendo capi e accessori costosi solo per raggiungere una maggiore audience di ascoltatori, non concentrandosi sul proprio lavoro. In un recente episodio che vede il noto YouTuber SocialBoom e il famoso rapper Tha Supreme scontrarsi viene detto dal primo che ormai i cantanti stanno diventando degli “influencer che cantano”, proprio a confermare il concetto prima espresso.

Parlando di moda anche con una visione più ampia: l’espressione “fare musica solo per moda” è stata molto dibattuta ed è un altro punto di scontro tra queste due correnti. Si pensa che molti artisti al giorno d’oggi scrivano canzoni esclusivamente perché va di moda, sperando che con un pezzo, una volta diventato virale, riescano a fare carriera e a scalare le classifiche. Ultimamente è infatti frequente vedere cantanti che concentrano tutta la popolarità sul proprio modo di comportarsi e scrivono pezzi quasi come hobby, seguendo appunto la tendenza, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sulla musica.

Un avvenimento che ha avvicinato questi due mondi invece è stata la collaborazione nel 2016 tra Gionata Boschetti (in arte Sfera Ebbasta) e Marcelo Burlon, rispettivamente cantante e designer del famoso brand che porta il suo nome; da questa relazione (inizialmente lavorativa ma in seguito anche amicale), che vede Sfera sfilare per la casa di moda del suo collega, si è innescato una catena di partnership tra brand e cantanti che ha dato un grande impulso ad entrambi i settori, soprattutto a livello di notorietà online.

Il mondo della moda da questo accaduto ha invaso ogni angolo dell’ambito musicale: i designer hanno iniziato a prendere come fashion icon tutti gli artisti più famosi e viceversa questi ultimi utilizzavano capi della stessa marca per posare nei propri video. Questo ha suscitato un’attenzione mediatica di rilievo e sembrava incredibile come queste due realtà potessero effettivamente convivere, favorendo l’una lo sviluppo dell’altra.

Questo avvicinamento ha persino portato famosi rapper americani a collaborare con dei brand per dare vita a co-branding che portano il nome degli stessi cantanti (basti pensare all’ampio ventaglio di scarpe firmate Nike e Travis Scott piuttosto che alla linea Yeezy di Kanye West in collaborazione con Adidas).

Insomma due mondi che negli ultimi decenni hanno viaggiato molto di pari passo, quasi interconnessi e definitivamente complementari; ovviamente ogni singolo artista può scegliere liberamente se investire molto sui vestiti, sul proprio personaggio piuttosto che sulla musica ma certo è che la moda e la musica dialogano in continuazione e si “contaminano” a vicenda.

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