• sabato , 19 Settembre 2020

Il fuggitivo

Sembrava che la storia di M49, alias Papillon si fosse conclusa con una “condanna all’ergastolo” nel recinto del Casteller, in Veneto, e invece ha sorpreso tutti ancora una volta, riuscendo a fuggire dalla sua prigione per la seconda volta in due anni. Ed ora quest’orso con tanta voglia di libertà divide la politica italiana.

Sicuramente molti si ricordano dell’orso M49, o più affettuosamente “Papillon”, che nel luglio 2019 era fuggito dalla sua gabbia dal centro del Casteller, a Trento, per poi tentare la fuga nei boschi del vicino Trentino. Per diversi mesi aveva fatto parlare di sè in tutta Italia a seguito delle sue incursioni nelle vicinanze di malghe e pascoli, diventando contemporaneamente un eroe per le associazioni ambientalistiche e un pericoloso latitante per la guardia forestale. Per quasi dieci mesi aveva vagato tra Trentino e Veneto indisturbato, per poi essere finalmente catturato il 30 aprile scorso, ed essere riportato nello stesso centro dal quale era evaso quasi un anno prima.

Ma ci vuole ben altro che un recinto per scoraggiare questo plantigrado di due quintali, infatti dopo meno di due mesi è tornato ad assaporare la libertà, evadendo di nuovo con relativa facilità dalla stessa gabbia dell’anno precedente. Questa volta però la fuga dovrebbe presentare una dinamica differente dallo scorso anno. L’orso è infatti dotato di radiocollare. “E crediamo di poterlo localizzare celermente”, ha dichiarato il presidente della PAT Maurizio Fugatti. Il fuggitivo, infatti, sarebbe stato già localizzato in un’area del monte Marzola, sopra Trento, che i forestali stanno presidiando.

L’epilogo della vicenda forse lo sapremo tra pochi giorni, ma il problema ora è decidere se abbatterlo o no, in quanto ritenuto animale pericoloso e potenzialmente in grado di attaccare l’uomo, cosa che in realtà, per fortuna o per altro, non ha mai fatto. Infatti sembra che non siano solo le organizzazioni per la tutela degli animali a sostenerlo, sono in molti tra la popolazione locale e nazionale che pensano che il suo posto sia tra i boschi e non in una gabbia e,quando hanno appreso la notizia della fuga dell’orso, non hanno esitato ad esprimere la gioia per lui sui social. C’è persino il sospetto che “qualcuno” abbia aiutato il fuggitivo ad aprire il varco, versione che in realtà sembra poco credibile, ma gli inquirenti non negano nessuna pista.   

D’ altra parte però c’è anche chi preferirebbe assicurarsi di non fare un brutto incontro durante una tranquilla escursione sui meravigliosi sentieri del Trentino, come successe a Fabio e Christian Misseroni, aggrediti da un altro orso in val di Non un paio di mesi fa,anche lo stesso Maurizio Fugatti, presidente della regione Trentino, che sostiene che l’ orso andrebbe abbattuto immediatamente in quanto pericoloso non solo per le persone, ma anche per la biodiversità locale. È vero, M49 non ha mai aggredito nessuno, ovviamente però si è sempre comportato da orso, cercando cibo anche in malghe e strutture agricole, certamente aggredendo alcuni allevamenti. Siamo di fronte ad un animale che vuole vivere in libertà, come la Natura ha stabilito e, d’altra parte, abbiamo un livello di capacità gestionale del progetto Life Ursus, ovvero il piano demografico per lo sviluppo della popolazione degli orsi in Italia, in decadimento esponenziale da alcuni anni.

Le associazioni animaliste e protezioniste ricordano che «L’orso non si è mai reso responsabile di alcuna aggressione all’uomo, ha solamente cercato cibo dove questo era disponibile e non adeguatamente custodito, un comportamento del tutto normale che però è stato sufficiente per bollarlo come “orso dannoso e quindi problematico” offrendo il pretesto alla Provincia di Trento per catturarlo e rinchiuderlo in un recinto del tutto inadeguato e gravemente lesivo della sua etologia.

A questa dichiarazione coloro che vorrebbero abbattere M49, primo tra tutti Maurizio Fugatti, affermano che il vero problema non è l’orso Papillon, bensì il fatto che la popolazione di orsi nella sola regione del Trentino è di più d 600 esemplari, e la guardia forestale, o comunque coloro che si occupano della loro sorveglianza, non sono ovviamente in grado di monitorarli tutti in contemporanea, il che crea dei dubbi non solo sull’ efficienza degli organi di monitoraggio, ma anche sulla sicurezza dell’ ambiente naturale della regione in caso uno di questi plantigradi si desse alla fuga. Dunque ridurre il numero degli esemplari a partire da quelli meno docili, come M49, dovrebbe essere una soluzione da prendere in considerazione.

Orso, Attaccando, Mammifero, Selvatici

Ancora non sappiamo come andrà a finire, ma una cosa è certa: quest’orso ci ricorda come la natura sia qualcosa di incontrollabile e straordinario, tanto che neanche l’uomo di oggi è in grado di tenerle testa.

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