• venerdì , 2 Ottobre 2020

La bellezza nell’era di Instagram

Sulla prima pagina della Repubblica dell’11 aprile, è stata pubblicata la notizia della morte dell ’influencer Alessia Ferrante. 

Figlia di un ex calciatore, a soli 37 anni, Alessia sarebbe andata in arresto cardiaco subito dopo la somministrazione dell’anestesia che avrebbe dovuto precedere un intervento di chirurgia plastica di liposuzione. 

Alessia aveva un’ossessione per l’estetica, tanto che quest’intervento sarebbe stato l’ultimo di una serie di diverse operazioni a cui si era sottoposta in precedenza. 

Si pensa inoltre che questa sua passione smisurata fosse stata alimentata dall’influenza dei social media, che hanno portato la donna a modellare il proprio corpo seguendo il modello di altri influencer noti per aver fissato specifici canoni di bellezza.

Il fenomeno di questi influencer è un avvenimento del tutto attuale che coinvolge gran parte della globalizzazione per quanto riguarda il marketing. Per questo motivo infatti, sono considerati dei pilastri nel mondo pubblicitario e la maggior parte delle multinazionali sfruttano questo potere per entrare nel ciclo di compravendite continuo. 

Le aziende infatti si servono della maggior credibilità di queste persone in quanto sono a stretto contatto con i propri followers e di conseguenza ispirano più fiducia nel comprare i diversi prodotti da loro sponsorizzati.  

Gli influencer hanno appunto questa capacità di instaurare con i propri seguaci un rapporto di fiducia e reciprocità con il quale trasmettono un senso di vicinanza che è la chiave per persuaderli a voler diventare come loro e a comprare i prodotti che pubblicizzano. 

Questi imprenditori digitali dunque diventano dei veri e propri modelli che le persone seguono, modelli che definiscono certi standard che i followers più ingenui si ritrovano a imitare anche involontariamente.

Tuttavia prima dell’avvento dei social media lo strumento di influenza che veniva utilizzato era l’arte.

Uno dei molteplici esempi che descrive bene i canoni estetici impiegati in epoche precedenti alla nostra è l’arte di Gauguin

Paul Gauguin è stato un pittore post-impressionista del 1800, che ha introdotto in Occidente la bellezza esotica. Un quadro che riflette questo concetto è ‘Le due donne tahitiane’. Le due donne rappresentate sono alquanto diverse da quelle occidentali: hanno la pelle più abbronzata rispetto a quella chiara europea, tengono i capelli sciolti a differenza della tipica capigliatura rigidamente raccolta e le loro espressioni sono dolci e serene.

Un altro esempio è quello che ritroviamo nell’arte di Salvador Dali, del XX secolo.

Dali è stato un celebre artista spagnolo conosciuto sopratutto per le sue opere surrealiste; uno dei suoi quadri più noti è ‘La Galarina’ ed è particolare in quanto il pittore rappresenta una donna (quella che sarà poi sua moglie) con tratti realistici.  

Inoltre si può osservare come le caratteristiche evidenti che si avevano in Gauguin, si possano ritrovare in questa donna, dalla pelle leggermente scura e i capelli raccolti in modo morbido, alludendo proprio ad una continuità dell’arte e alla trasmissione dei soliti canoni che si sono conservati nel tempo.

Si può intuire dunque che i diversi ideali di bellezza dipendano sopratutto dalla cultura e dagli eventi storici che li accompagnano, anche se alcune caratteristiche femminili rimangono quasi invariate come affermava anche Oscar Wilde: 

“La bellezza è l’unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana, ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed è un possesso per tutta l’eternità.

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