• venerdì , 25 Settembre 2020

La Repubblica dell’Immaginazione

di Fabiola Palumbo

Nabokov: “Il banale ciottolo della vita quotidiana, se guardato attraverso l’occhio magico della letteratura si trasforma in pietra preziosa”.

Azar Nafisi, ex professoressa universitaria di letteratura inglese a Teheran (capitale dell’Iran),trasferitasi in seguito in America, in Leggere Lolita a Teheran vuole mostrare ai suoi lettori l’opprimente e tormentosa vita condotta sotto il totalitario regime della Repubblica islamica dell’Iran.
La forza e la bellezza di questa scrittrice e donna (e di ciò che ha creato) si manifestano nel suo tenace attaccamento,affetto e desiderio di libertà in ogni sua sfaccettatura.
Azar vuole opporsi a questa realtà “dittatorialmente” soffocante e l’unico mezzo a disposizione per tale scopo è la letteratura.
Assieme alle sue studentesse crea un mondo alternativo o come la chiama lei “una contro-realtà” :non volendo più insegnare all’università per via delle ingiuste costrizioni rivolte soprattutto alle donne, apre un corso post laurea che si tiene ogni giovedì mattina nel salotto di casa sua, nel quale accoglie otto giovani ragazze che prima frequentavano le sue lezioni presso l’università.

Nei racconti che leggono, come Il Grande Gatsby, Orgoglio e pregiudizio, La lettera scarlatta, Invito ad una decapitazione, Delitto e castigio ed ovviamente Lolita, le ragazze si sentono libere di muoversi in realtà e situazioni “occidentali” (bisogna ricordare che con la rivoluzione di Khomeini, l’Occidente – il “Grande Satana” – veniva visto come la reincarnazione del male in quanto “corruttore” della tradizionale cultura islamica e maligno persuasore) che sono profondamente lontane, inusuali e  sconosciute davanti agli occhi di donne islamiche. Ma non per questo non graditi e condivisi!


La professoressa si concentra molto sul concetto di lettura di un libro: essa non deve essere letterale bensì vissuta a pieno sentendo scivolar sulla pelle frase dopo frase ed interpretando e adattando le parole del libro alla propria persona e condizione. In questo mondo le giovani studentesse di Azar Nafisi imparano a conoscersi giungendo alla fine del romanzo con idee, opinioni e personalità definite e concrete.


Questo distacco da una realtà di violenze e brutalità atroci,grazie alla creazione di contro-realtà, è una delle più vivaci testimonianze di insubordinazione ed attestazione dell’ “io” come singolo e libero individuo. È scoprendo e imparando che si può generare e plasmare una propria libertà di pensiero, arma letale per chi vuole sottomettere e comandare. Infatti come scrive Azar: “Tutte le grandi opere di narrativa, per quanto sia cupa la realtà che descrivono, hanno in sé il nocciolo di una rivolta”.


Ciò che più si può apprezzare di questo libro è l’assenza di monotonia e banalità. La scrittrice tocca varie sfaccettature della vita: la quotidianità, la politica, la guerra, la misera condizione delle donne, la paura, la gioia…
Ciò che attrae la curiosità ed il piacere del lettore per questo romanzo è il parallelismo che Azar crea tra letteratura e vita:cita numerosissimi scrittori di varie nazionalità, presenta ed analizza le situazioni e la psicologia di alcuni passi dei loro scritti, producendo un’avvincente connessione tra episodi reali e di narrazione.


“La figura del “cattivo” nella narrativa moderna è una creatura senza compassione, incapace di empatia: l’eroe è chi difende la propria integrità a qualsiasi costo. Gli eroi posso giungere “infelici alla conclusione della storia perché sono talmente legati alla propria idea di dignità che per loro vincere non significa essere felici,ma rimanere in qualche modo fedeli a se stessi,riuscire a preservare la propria integrità. La loro  ricompensa non è la felicità, ciò che ottengono è il rispetto di sé.”
Queste donne sono la testimonianza di una realtà, non molto nota a noi occidentali, vissuta in un coraggioso ed audace silenzio nonostante sia loro proibito vestirsi come desiderano, mostrare una chioma di capelli disordinati, passeggiare con qualcuno che non sia il proprio marito. Sono la personificazione degli eroi della narrativa moderna poiché mantengono la loro dignità che consiste nella creazione e nella tutela della loro libertà di pensiero

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