• martedì , 27 Ottobre 2020

Libertà di donna

Calcio femminile e fastidio social: ecco cosa succede quando le donne invadono il sacro recinto dei maschi
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Le donne da moltissimo tempo cercano di ottenere gli stessi diritti degli uomini, ma solo poche ci riescono. Un esempio è proprio quello che è successo nei mondiali di Francia di calcio, dove la squadra femminile italiana di calcio è arrivata ai quarti di finale. Invece parecchi maschi sui social ha attaccato le giocatrici perché vedevano il “loro sport” o “il sacro recinto del calcio” violato, praticato da coloro che vengono ritenute inferiori.  Ci sono stati molti commenti al riguardo in cui le povere giocatrici venivano accusate di non essere abbastanza brave e per questo non erano sufficientemente pagate.

I commenti sui social per la maggior parte sono stati: “Giocano male perché sono dilettanti”, “Non suscitano interesse di tipo finanziario perché giocano male”, “Hanno perso perché di natura non sono adatte a questo sport per la prestazione fisica”, e altri di questo genere. Da queste frasi si può chiaramente capire che si tende ancora a vivere in un mondo prevalentemente maschilista, in cui le donne non vengono giudicate per le loro grandi abilità, ma per retaggi culturali dello scorso secolo: le donne devono stare in casa ad occuparsi della famiglia e a pulire, nient’altro. Per questa ragione quando ci furono le prime donne che arrivavano ad ottenere lavori che fino ad ora erano sempre stati praticati da uomini, come Marie Curie o Rosalind Franklin, due grandi chimiche, o Tina Anselmi, prima donna ministro in Italia, gli uomini cercarono sempre di isolarle e di non aiutarle presumendo che non ce l’avrebbero fatta.

La frase del giornalista Riccardo Cucchi: «Paghiamo un prezzo all’arretratezza culturale maschile che altrove è stata superata», ci fa capire che in Italia e in altri paesi del mondo, alcuni uomini pensano ancora di essere nel secolo scorso e non provano nemmeno ad aprirsi verso quel mondo di cui le donne sono una parte attiva e in cui queste lavorano cercando di ottenere disperatamente delle riconoscenze dal mondo maschile. L’esempio del calcio lo fa capire: nell’articolo, infatti, la giornalista ha voluto riportare il fatto che solo ora l’Italia si è accorta di avere una forte componente femminile sul campo degli sport.

Gli uomini faticano a vedere il lavoro e soprattutto gli sport a loro molto cari, come il calcio, praticati da delle donne perché nel corso dei secoli sono sempre stati loro ad avere il potere e ad esercitare cariche importanti. Ma tutti gli anni in cui le donne hanno lottato per ottenere gli stessi loro diritti, dovrebbero insegnare qualcosa, o almeno far capire che le donne dovrebbero essere viste come aiuto nella società e non come una minaccia.  Perché le donne non possono giocare a calcio come gli uomini? È vero hanno una natura fisica e muscolare minore a quella degli uomini, ma come dicono alcuni esperti, quando giocano si vede una vera e propria tecnica e anche un grande spirito di squadra, cosa che invece in un ambiente maschile è difficile da trovare, soprattutto quando si è sotto pressione.

La verità è che gli uomini e le donne possono imparare l’uno dall’altra e quindi aiutarsi a rendere il mondo un posto migliore. Per arrivare a questa conclusione ci deve essere uno sforzo da entrambe le parti: gli uomini devono smettere di credere che le donne siano inferiori e che non debbano avere gli stessi loro diritti, e le donne non devono accusare costantemente gli uomini di metterle da parte ma cercare di affrontare la questione in maniera pacifica. Solo in questo modo l’Italia e tutti gli altri paesi del mondo potranno rendersi conto non sono della potenza maschile ma anche di quella femminile.

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