• venerdì , 23 Ottobre 2020

Una normale pericolosa estate

di Umberto Matarozzo

Ormai da mesi telegiornali e quotidiani trattano in gran parte, il tema del covid-19. In particolare, da qualche giorno, l’attenzione è incentrata su un ramo di questo argomento, cioè il comportamento dei giovani di fronte alla situazione che stiamo vivendo. Le notizie più ricorrenti sono quelle di giovani imprudenti ed irresponsabili che continuano a vivere la propria vita come se nulla fosse, non curanti della pandemia in corso. E quindi di notti d’estate spensierate, discoteche sovraffollate (all’interno delle quali le norme non vengono rispettate), e di movida, ormai sinonimo di assembramento.

American President with a face mask against CoV Corona Virus infection.

Facendo un passo indietro possiamo affermare che durante il periodo del lockdown ci si è ritrovati a fronteggiare una situazione che prima, in tempi normali, si cercava di contrastare, cioè quella dell’isolamento (infatti coloro che tendono naturalmente ad isolarsi, specialmente quando si parla di giovani ed adolescenti, sono ritenuti affetti da patologie, poiché l’uomo vive in relazione agli altri, perciò si cerca di inserirli nella società). Tutto d’un tratto è stato invece necessario, se non indispensabile, circoscrivere le nostre attività all’interno delle abitazioni, per quanto questo fosse possibile.

Finito il periodo di chiusura totale quello che è stato percepito è stata un’idea di ritorno immediato alla normalità (tant’è che durante i primi giorni di riapertura, i parchi erano affollati e tutti erano alla ricerca di libertà). Dopo poco la situazione sembrava essersi piuttosto ristabilita; fino all’arrivo dell’estate.

Proprio l’inizio del periodo estivo sembra essere stato inteso come la fine del “capitolo Covid”, giunto al termine per lasciare spazio a quella spensieratezza tanto ricercata nei mesi precedenti. In fondo questa stagione rappresenta da sempre, specialmente per i più giovani, un tempo caratterizzato da leggerezza, divertimento e libertà.

Ed è stato così anche quest’anno, nonostante il virus continui a mietere vittime (seppur in quantità minore rispetto ad un paio di mesi fa). Questo sta portando, già in questi giorni, ad un nuovo aumento del numero di contagi, con tutto quello che ne segue e che ormai conosciamo bene.

Banknotes of the United States of America and a protective mask against the virus. World economic crisis associated with coronovirus.

Ma di chi è la colpa? Seguendo i telegiornali sembrerebbe che la situazione si stia dirigendo verso un nuovo peggioramento a causa dei ragazzi che non pensano ad altro se non a divertirsi trascendendo alle regole imposte dal governo.

Partendo dal presupposto che il buon senso dovrebbe appartenere a tutti, e che ognuno dovrebbe cercare di evitare contatti ristretti, in presenza o meno di regole anti-contagio, è sbagliato scaricare tutte le colpe sull’irresponsabilità dei giovani, dal momento che gli assembramenti non si verificano esclusivamente all’interno delle discoteche o dei locali della movida, ma si possono elencare molti altri luoghi in cui giunge una moltitudine di persone, in maniera incontrollata e senza distanziamento (uno su tutti è rappresentato sicuramente dalle spiagge).

Inoltre il rispetto delle regole non è sicuramente favorito dal fatto che queste siano state emanate dalle autorità in maniera poco chiara, incoerente, e confusa. Ma soprattutto è ipocrita che le norme di sicurezza siano state dettate, ma si sia rinunciato a farle rispettare dato che gli assembramenti siano stati vietati, ma poi vengano tollerati quasi ovunque, a partire dalle discoteche.

E allora la leggerezza con cui i giovani affrontano la situazione sembra partire da chi dovrebbe far rispettare le regole. Pare che gli stessi che dovrebbero garantire lo svolgimento degli eventi in sicurezza, non credano in quello che dovrebbero fare, o forse che preferiscano chiudere un occhio di fronte a grandi incassi derivanti da una serata in discoteca che fa sold-out, o una spiaggia al completo.

L’enorme rischio, che è poi ciò che sta avvenendo, è che questo “lasciar correre” vanifichi la credibilità delle regole, rendendole agli occhi di tutti “finte regole”.

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