• sabato , 24 Ottobre 2020

La bellezza delle differenze

I concetti di bellezza, uguaglianza e inclusione sociale sono tra i più dibattuti degli ultimi anni, così come le discriminazioni e le ghettizzazioni che derivano dalla diversità vista come un qualcosa di penalizzante e che non arricchisce.

I canoni di bellezza sono stati stabiliti dall’uomo e con il passare del tempo non sono stati particolarmente modificati, anzi è sempre più affermata l’idea che esista un solo tipo di bellezza che consiste principalmente nella simmetria delle proporzioni. Fin dai tempi di Dante la donna amata era vista come una figura angelica che doveva rispettare determinate caratteristiche, quindi avere i capelli biondi, gli occhi e la pelle chiari e doveva essere una donna elegante. 

Gli anni passano, le tendenze, la moda, il trucco e le acconciature cambiano, al contrario dei prototipi e dei canoni di bellezza che nella mentalità della gente rimangono gli stessi. Addirittura si pensa che un viso e un corpo perfetto significhino una bella anima e di conseguenza avere delle caratteristiche diverse dai più viene interpretato come una minaccia. È logico che l’aspetto esteriore rimanga il mezzo attraverso il quale ci rapportiamo al mondo e sia la prima cosa che viene notata, mentre passa in secondo piano la personalità. Spesso, però, alle persone basta un solo sguardo per credere di sapere tutto, per sentirsi in dovere di giudicare e farsi un’idea sbagliata basata sui pregiudizi che la società ha fatto sì che molti abbiano.

Nell’ultimo periodo però il concetto di unicità è stato fonte di discussione e ha fatto emergere una realtà complicata riguardo l’emarginazione sociale di alcune persone considerate diverse e pertanto da escludere. Diverse personalità hanno deciso di dare voce alle proprie emozioni e al proprio stato d’animo  davanti alle telecamere e quindi raccontandosi ad un pubblico vasto che è quello del web e della televisione sono riuscite a condividere la loro storia.

Un esempio è sicuramente la modella e attivista canadese Winnie Harlow, che fin da bambina, a causa della vitiligine, è stata spesse volte denigrata e quindi costretta a combattere contro i pregiudizi e l’ignoranza. È conosciuta a livello mondiale per la carriera di grande successo che è riuscita ad ottenere essendo se stessa e per essere fonte di ispirazione non solo nel mondo della moda ma anche nella quotidianità. Un’altra prova di come la diversità renda speciali e non indebolisca riguarda la modella bionica e speaker motivazionale Tilly Lockey, una ragazza di 14 anni che dopo poco più di un anno di vita ha perso entrambe le mani per via di una meningite. O ancora Ellie Goldstein, una modella di 18 anni con la sindrome di down nota per le campagne pubblicitarie di Vodafone, Nike, ma soprattutto per essere diventata testimonial di Gucci e per essere apparsa sulle pagine di Vogue Italia. Tutto ciò rende naturalmente pieni di orgoglio lei, i genitori, ma anche tutte quelle persone che l’hanno supportata in questo suo percorso di vita e che si sono immedesimate in questa giovane donna che è riuscita a realizzare il suo sogno. Il suo successo dimostra anche che i preconcetti sul fatto che la disabilità sia un ostacolo, con il passare del tempo, stanno crollando.

Queste tre ragazze non rappresentano lo stereotipo della modella “perfetta” ed è proprio per questo che la gente le apprezza e le ammira, perché esistono molti tipi di corpi, forme, dimensioni, colori, altezze, quindi con un solo tipo di modella non tutte le donne si sentirebbero rappresentate.

Un altro preconcetto che riguarda l’aspetto fisico è che se il corpo non rispecchia i canoni prestabiliti, tu non possa svolgere una determinata attività o uno sport. Una ragazza che negli ultimi anni si è esposta per diffondere la conoscenza dello sport paralimpico e la sua passione per il fioretto è Beatrice Vio, una schermidrice e campionessa mondiale italiana che ha subito l’amputazione di tutti e quattro gli arti in seguito a una meningite. Da più di 10 anni inoltre lei e la famiglia portano avanti una ONLUS per aiutare i bambini che hanno perso degli arti a continuare a fare sport. 

Sarebbe impossibile fare un elenco di tutte quelle persone che per via della disabilità, di una mancanza o perché non rispettavano i canoni, hanno avuto più difficoltà rispetto ad  altri ad affermarsi nel mondo del lavoro o a continuare a svolgere le proprie passioni sempre a causa della discriminazione. Ci sarebbe un numero infinito di ragazzi da citare, come la ballerina e attrice Cintia Diaz, che per i suoi chili è sempre stata bullizzata e considerata inferiore, oppure Danilo Spacca, un hairstylist che nonostante i pregiudizi riguardo la sua fisicità, è riuscito a portare avanti la sua passione con successo.

Tutti questi ragazi hanno in comune la volontà d’animo, il desiderio di raggiungere i propri scopi avendo dalla propria parte soltanto se stessi. Sono riusciti a fare della loro diversità un punto di forza, ma soltanto nel momento in cui si sono accettati, o meglio amati, perché in fondo non c’è niente che deve essere accettato.

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