• giovedì , 22 Ottobre 2020

La questione cannabis

di Niccolò Mosca

Un tema ancora molto dibattuto e su cui ci sono opinioni molto discordanti è la legalizzazione della cannabis

Molti sono a favore di questa attività perché non ritengono dannoso l’uso di questa sostanza e dei suoi derivati e in quanto questo provvedimento potrebbe azzerare i profitti illeciti derivanti da questo commercio.

Inoltre la cannabis contiene il cosiddetto “thc” (tetraidrocannabinolo) ovvero la componente psicoattiva che ha un effetto calmante o euforizzante. Quindi alcuni vedono in questa sostanza una terapia a diverse malattie e quindi un potrebbe essere utilizzata in ambito medico.

Non mancano le voci di coloro che ritengono  che l’annullamento delle sanzioni derivanti dal consumo della cannabis possano favorire l’alleggerimento giudiziario dei tribunali penali.

Inoltre sarebbe possibile applicare una tassa al prodotto della cannabis liberalizzata in modo da consentire introiti per lo stato che ne detterebbe il monopolio e che queste entrate possano essere utilizzate per scopi sociali, come per curare le persone dipendenti dalla droga.

Tuttavia questi aspetti apparentemente positivi nascondono parecchi problemi poiché la tassazione di questo mercato spingerebbe gli acquirenti a comprare illegalmente, in quanto i prezzi sarebbero inferiori, e di conseguenza il mercato nero sarebbe alimentato anziché ridotto.

Inoltre la coltivazione commerciale della marijuana è un’attività che ha un forte impatto sul territorio. In vista della legalizzazione le aziende si troverebbero a dover aumentare la loro capacità produttiva e nella ricerca spasmodica di spazi per coltivare la pianta, si dovrebbero rivolgere naturalmente verso i terreni a uso agricolo, limitando quest’ultima attività. Non da trascurare è l’impatto ambientale: infatti la coltivazione della cannabis richiede grandi serre riscaldate, con un certo grado di umidità e un’illuminazione a led, e quindi servirebbe una grande quantità di energia. 

Da non dimenticare che tutte queste costruzioni andrebbero a spesa dello stato, che quindi riuscirebbe a marginare su questo commercio solo nel lungo termine.

Un’altra problema non da trascurare riguarda tutti coloro che per aver venduto o fatto uso di marijuana sono stati in prigione o andati a processo; tutti questi trafficanti o consumatori potrebbero richiedere un risarcimento in denaro che potrebbe ammontare addirittura a centinaia di milioni di euro.

Per non dimenticare i soldi che andrebbero investiti sull’educazione dei ragazzi, che non avrebbero alcuna esperienza in materia.

Inizialmente si pensava che la marijuana favorisse la concentrazione ma dopo studi si è scoperto che in realtà compromette fortemente le capacità sensoriali. Questo aumenterebbe il tasso di incidenti stradali poiché i guidatori si potrebbero mettere alla guida dopo aver consumato sostanze stupefacenti.

Insomma… molti sono i pro che però rivelano un’altra faccia negativa della stessa medaglia. 

Vero è che per quanto riguarda il fattore economico le casse dello stato si arricchirebbero nel lungo termine però questo non viene davanti alla salute dei cittadini, quindi non sarebbe giusto legalizzare la cannabis solo a scopo di lucro.

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