• mercoledì , 21 Ottobre 2020

Monopattino sì, monopattino no

di Sofia Vona

Ti ricordi quando da piccolo faticavi per convincere i tuoi genitori a comprarti il monopattino e poi, quando finalmente ce l’avevi, faticavi per spingerlo alla massima velocità? Avresti mai pensato che un giorno sarebbe diventato un mezzo di trasporto comodo e per niente faticoso, emblema della mobilità del futuro?

Ora, quel giorno è arrivato: dal primo gennaio 2020, con l’entrata della norma in Gazzetta ufficiale, i monopattini elettrici sono stati equiparati ufficialmente alle biciclette e possono quindi girare liberamente (ma non sul marciapiede) senza obbligo di casco, patente e assicurazione.

Varie compagnie di sharing hanno già  occupato i centri cittadini, dividendo le persone tra chi ne approva l’uso e chi invece li vede come un pericolo. Per provare a schiarirci le idee sull’uso del monopattino elettrico in città, si possono analizzare i pro e i contro.  

PERCHE’ SI’

Innanzitutto, sono dei mezzi di trasporto elettrici e quindi amici dell’ambiente e se tutti iniziassero a usarli per i tragitti cittadini in sostituzione dell’auto, la qualità dell’aria ne beneficerebbe (soprattutto in questi giorni in cui lo smog sta soffocando l’Italia). Sono tutto sommato abbastanza economici, soprattutto da noleggiare, visto che uno spostamento di un quarto d’ora costa circa 3-4 euro. Se si vuole comprarlo, invece, si parte dai 150-200 euro.

Inoltre, i monopattini elettrici sono molto silenziosi, comodi da parcheggiare e guidarli è molto divertente, soprattutto per via dell’effetto novità che per ora si portano ancora dietro. Muoversi in città con il monopattino elettrico, in sostanza, permette di impiegare poco tempo per spostarsi, di ridurre l’inquinamento e di trascorrere del tempo all’aperto.

PERCHE’ NO

La sicurezza è il principale problema dei monopattini, soprattutto nelle città italiane che, per la maggior parte, non hanno ancora una rete di piste ciclabili adeguata e in cui spesso le strade sono dissestate. Andare in monopattino a fianco delle auto, senza casco, a 25 chilometri orari (che possono diventare 30-35 in discesa), e magari per la prima volta, può essere pericoloso. Quindi, prima di spingere al massimo sull’acceleratore, è meglio prenderci un po’ la mano.

Inoltre, se il fatto di poterlo parcheggiare praticamente ovunque è molto comodo, questo purtroppo fa sì che possa essere vandalizzato o, peggio, rubato da persone con pochi scrupoli. Rispetto alla bicicletta, poi, oltre a essere un po’ meno sicuro (soprattutto perché la gente ha meno confidenza), non permette di fare un po’ di attività fisica, visto che dopo le prime due spinte iniziali basta schiacciare l’acceleratore per andare avanti.

Nel complesso, comunque, i monopattini elettrici sarebbero, insieme alle biciclette, il mezzo di trasporto cittadino ideale per una mobilità a minor impatto ambientale, ma solo a patto di adeguare le infrastrutture alla loro circolazione, e di sensibilizzare le persone verso un loro uso corretto.

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