• mercoledì , 21 Ottobre 2020

Sulle tracce di Ezra decifrando Pound

Ezra Weston Loomis Pound, così si presenta all’anagrafe, per tutti è ricordato come Ezra Pound. Poeta americano, nato a fine Ottocento e vissuto fino al 1972, si fa conoscere in tutto il mondo con i suoi Cantos: opera monumentale, composta da più di 100 canti, opera difficile, opera epica. Nel corso della sua vita Ezra ha amato l’italia, e proprio qui ha lasciato tracce di sé, praticamente ovunque. Studiando la sua biografia si viene a sapere che arrivò in Italia per la prima volta a 13 anni, e fece ritorni ciclici, fino a stabilirsi qui per quasi metà della sua vita. Amava l’Italia, e la percorreva a piedi, in cerca dell’antichità classica, ma soprattutto del Medioevo e del Rinascimento, ancora incastonati nelle nostre città più antiche. Così io e due miei amici, Carlo ed Edoardo, abbiamo deciso di ripercorrere la sue tracce, seguire le sue orme, per tentare di decifrarlo contemplando le bellezze che lui stesso aveva contemplato. Lasciando indietro pregiudizi politici, che purtroppo oscurano la grandezza poetica di Pound, ci siamo trovati tra le città di: Rapallo, Pisa, Firenze, Siena, Ravenna, Urbino, Cesena, Rimini, Venezia, Brunnenburg. Un viaggio sulle tracce di Ezra, decifrando Pound; un viaggio per le strade e le ferrovie di quella che forse è la poesia  più grande  che il Novecento ci ha regalato. 

Rapallo: qui Ezra si è stabilito, fuggendo il clima londinese troppo aristocratico, troppo consunto della sua stessa retorica. Pound venne in Liguria, a Rapallo, a cercare la sua pace per continuare il suo poema. E ancora oggi sulla sua casa sul lungomare troneggiano i suoi versi su una iscrizione sbiadita “Al poco giorno/e al gran cerchio d’ombra/but to affirm the gold thread in the pattern/da Torcello/ al Vicolo d’oro/ (Tigullio). To confess wrong without losing rightness:/ Charity i have had sometimes,/ I cannot make it flow thru./ A little light, like a rushlight/ to lead back to splendour.” E si consideri che in un altra versione di questi versi, al posto di “a little light” c’era scritto “a little love”. 

Pisa: questa città rappresenta il momento più buio per il poeta. Venne infatti portato, dopo la cattura da parte dei partigiani per collaborazione al fascismo e dopo l’accusa da parte dell’FBI di tradimento alla sua patria, qui, in un campo di concentramento. Lo rinchiusero in una gabbia fino al collasso psichico. E, in quello stato, scriverà forse la sezione più bella del poema, I Canti Pisani

Siena: scelta come tappa per ragioni economiche; infatti il poeta fu forse il primo nella storia della letteratura ad inserire in poesia un serio interesse economico. Ammirava la banca senese del Monte dei Paschi (almeno, quello rinascimentale s’intende) e dedicò diversi canti alle riforme leopoldine, che risanarono economicamente parlando la zona nel ‘600. E poi il suo interesse all’arte italiana non poteva non trovare soddisfazione nella facciata del Duomo: semplicemente un capolavoro. 

Firenze: patria di Dante, poeta di riferimento per Pound. Ezra fu uno dei primi negli stati uniti a riscoprire l’Alighieri, e lo amò profondamente, molto più di quanto non lo si ami qui da noi. Perdendosi nelle strade del centro si respira davvero l’aria dantesca degli scontri fra guelfi e ghibellini, c’è quell’aria di grandezza che nasce dallo scontro di opposti. Nelle parole della figlia di Pound “Pound ha dato all’America, e in un certo senso al mondo, un’epica che equivale alla Divina Commedia di Dante….è l’epica necessaria per il futuro”. 

Ravenna: è l’arte ravennate ad aver attirato Ezra. Quei mosaici bizantini in Sant’Apollinare in Classe, così magnifici e al tempo stesso indecifrabili nella loro particolarità, avevano sicuramente dato adito a curiosità. Inoltre qui si dice che Dante trovò ispirazione per scrivere del giardino delle delizie, passeggiando per le pinete nei dintorni della città. Un posto magico e molto strano, si lascia contemplare in silenzio, come San Vitale e la tomba di Dante. C’è solo da ammirare in Ravenna, quasi senza trovare spiegazione. “La bellezza ch’io vidi si trasmoda/ non pur di là da noi, ma certo io credo/ che solo il suo fattor tutta la goda” dice Dante nel trentesimo del Paradiso. 

Cesena: la città è citata sette volte nei Cantos, infatti fu la patria di Domenico Novello Malatesta, fondatore della prima biblioteca civica del mondo occidentale. Qui Pound venne e visitò la biblioteca riportata ai suoi antichi splendori da Manlio Torquato Dazzi, che negli anni venti del novecento la restaurò in forma rinascimentale. C’era anche la firma di Lucrezia Borgia sotto una finestra: Dazzi la mostrò a Pound, la direttrice della malatestiana nel 2020 a noi no. “Came Madame Lucrezia/ and on the back of the door in Cesena/ are or were still the initials” dice Ezra, nel primo dei Canti Pisani, elencando le cose più belle che abbia mai visto. 

Rimini: la città è fondamentale per Pound perché era la città del suo principe preferito, Sigismondo Malatesta. Un signore rinascimentale che incarnava tutte quelle doti che Ezra vedeva come imprescindibili non solo per un sovrano ma soprattutto per un uomo: il coraggio, l’intelligenza, la sapienza, la liberalità, la prudenza, e molte altre. Era uno di quei principi che riusciva a mettere insieme cultura e potere; il suo Tempio malatestiano di Rimini ne è il simbolo. Costruito come la tomba di famiglia racchiude l’equilibrio del sapere e della politica. Inoltre Pound era affascinato dall’avvincente storia  d’amore fra Sigismondo e Isotta, storia ancora presente ovunque nel Tempio sotto la forma del simbolo di una I e una S sovrapposte. Ezra dedica una serie di Canti a Sigismondo, nei suoi primi 30 Cantos, serie che prende il nome di Canti Malatestiani. 

Venezia: passeggiando per le vie di questa città si è davanti alla struttura stessa dell’opera poundiana. Vicoli stretti impenetrabili come i versi del poeta, ponti accavallati come quelli che crea Ezra tra le culture mondiali, mille lingue, tante esperienze, secoli raccolti in un simbolo, sacro e profano che si mischiano, confusione continua fino a degli sprazzi di bellezza e splendore: la facciata di Santa Maria dei Miracoli per esempio, definita da Pound come la più bella al mondo. 

Brunnenburg: la casa di Mery de Rachewiltz, figlia di Ezra. Vive in un castello che dagli abitanti della valle è chiamato l’elefante bianco. Un luogo magico, davvero un altra dimensione, li non c’è la realtà, a Brunnenburg c’è spazio solo per i sogni d’un grande poeta. Molti suoi ricordi sono conservati nel museo, il suo lascito è li. Ma la sua eredità più grande, assieme ai Cantos, è sua figlia, che abbiamo avuto l’onore di incontrare. Due ore di chiacchierata sul padre, sui suoi ricordi, sulla vita che lei vive lì nel castello. Il viaggio si è concluso nel migliore dei modi, fra gli occhia azzurri di Mery e gli alberi verdi  della valle più bella che abbia mai  visto. 

“I have tried to write Paradise 

Do not move,

  Let the wind speak

              That is Paradise

Let the Gods forgive what

                      i have made

May those i have loved try to forgive 

                  what i have made”

                                                            appunti per il Canto 120

Nella visita a Cesena abbiamo incontrato il poeta, scrittore, e youtuber Roberto Mercadini. Con lui abbiamo avuto uno splendido incontro, ci ha accolti con grande stima ed eleganza. Abbiamo realizzato una intervista, che ora è disponibile sul canale youtube appositamente creato per i video che abbiamo fatto durante le tappe del viaggio, qui sotto lasciamo il link. Grazie ancora Roberto. E per voi lettori, se siete curiosi, buona visione. 

Intervista a Roberto Mercadini:

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Mery de Rachewiltz legge i Cantos

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