• domenica , 19 Settembre 2021

Il coraggio di un sorriso

Marta Salvagnini, ex allieva di Valsalice e medico anestesista presso l’ospedale di Aosta, con una grande passione per il suo lavoro, basato anche su rinunce e fatiche, è stata ospite della redazione del Salice per parlare del suo impegno quotidiano a stretto contatto con il dolore e la malattia.

A soli diciannove anni dopo essersi appena diplomata al Liceo Classico a Valsalice, Marta in estate intraprende un viaggio capace di cambiarla per sempre. Parte infatti per l’Africa, più precisamente in Burundi, con il desiderio di aiutare i meno fortunati.  Questa esperienza ed un secondo ritorno in Africa le fa capire qual è il suo vero desiderio nella vita: diventare medico. Supera il test di Medicina e terminata l’Università e i cinqueanni di specializzazione in vari ospedali del Veneto, inizia la sua carriera lavorativa presso un ospedale pubblico del nord Italia. Marta inoltre lavora come volontaria alla Croce Verde sulle ambulanze di emergenza.

Durante il suo viaggio in Africa, è stato l’abbraccio con una donna malata a farle capire che quella del medico sarebbe stata la sua strada. Ci consiglia, forte della sua esperienza di vita fatta di tante scelte, di non avere paura delle occasioni che ci vengono offerte ed al tempo stesso di non temere di tornare indietro per una decisione sbagliata. Perché nella tua vita l’unico protagonista sei tu.

Quello che è emerso dall’incontro è lo straordinario coraggio di Marta nell’inseguire i suoi sogni. Nonostante le sue scelte siano state non sempre semplici e condivise da chi le stava vicino, ciò che conta è la perseveranza: il messaggio chiaro è credere sempre in ciò che facciamo, indipendentemente dalle nostre passioni. Ogni decisione è infatti una crescita.

Come in tutte le cose il lato negativo esiste: Marta ci racconta che non è stato semplice, ma quando si ha un obbiettivo, bisogna riuscire a raggiungerlo nonostante le innumerevoli difficoltà. In questi anni ha dovuto sacrificare la sua vita privata, soprattutto in questo anno durante il primo lockdown primaverile, quando è stata in prima linea nella battaglia al covid-19 e non ha potuto vedere i suoi genitori per circa sei mesi per la paura di poterli contagiare. Causa pandemia inoltre ha dovuto rinunciare ad un terzo viaggio in Africa, ma ci ha raccontato, con passione, la sua speranza di recuperarlo al più presto.

Ci ha commosso il modo in cui la dottoressa ha raccontato la sua storia: era come se si percepissero “gli occhi lucidi”, ed è stato emozionante quando ha affermato “non c’è nulla di più bello che svegliarsi la mattina contenti del proprio lavoro”.  La soave e delicata voce nasconde realtà una donna coraggiosa, da cui tutti noi dobbiamo prendere esempio.

Terminato l’ incontro, Marta salutandoci ci ha detto che l’aspettava un turno di notte in ambulanza. E lo ha detto con un gran sorriso, lo stesso che sicuramente sfoggia in ospedale con i suoi pazienti.

Grazie Marta per le emozioni e gli insegnamenti che sei riuscita a trasmetterci, sicuramente queste emozioni rimarranno in noi per molto tempo.

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