• domenica , 16 Maggio 2021

“Make the most out of Dad”

di Luciasole Melgara e Chiara Milone

In seguito alla conferma ufficiale della modalità dell’Esame di Stato 2021, abbiamo intervistato la professoressa Alessandra Parissone, docente di inglese, per conoscere le sue impressioni a riguardo.

Come è stata la sua maturità? Ha avuto un significato importante nella sua vita? Se sì, in che modo?

Sicuramente definirei la mia maturità come un passaggio significativo attraverso il quale mettere la parola fine ad un percorso.  Dal punto di vista didattico la nostra insegnante era stata in grado di fornirci una metodologia vincente con la quale destreggiarci con un’idea di pluridisciplinarità.  Dal punto di vista personale invece mi è piaciuto prepararla. Definirei la maturità come un bel percorso finale, forse la prima volta nella quale ho studiato con cognizione di causa. Uno studio più maturo, più sentito e condiviso: abbiamo infatti svolto grandi sessioni insieme, un po’ come si fa all’Università, tutti uniti per uno stesso scopo. Insomma, una sorta di “notte prima degli esami”, come nella canzone di Venditti.

Ritiene che gli studenti di quest’anno saranno in qualche modo penalizzati da questa “nuova maturità”?

Direi di no, è chiaro però che dipende molto dallo studente: magari per chi è molto bravo nella traduzione e nella stesura di un elaborato scritto, penso al percorso di studi del liceo classico, può esserlo, mentre chi è un po’ più timido può fare fatica a mettere in relazione più materie. Devo però dire che l’esperienza dell’anno scorso mi ha fatto vedere come in realtà questa tipologia di colloquio dia un’idea anche più ampia dell’allievo andando oltre alle competenze intese puramente come conoscenze, ma proprio come risorse personali dello studente o della studentessa, facendo emergere, anche attraverso la relazione sul Pcto, gli interessi e i desideri per il futuro, soprattutto per chi ha potuto fare, nonostante la pandemia, percorsi un po’ personalizzati. Attraverso il colloquio e la discussione a partire dal documento, possono invece emergere le capacità di mettere in correlazione le conoscenze, i contenuti e le competenze. Penso dunque che sia un esame che offre la possibilità di destreggiarsi tra più ambiti insieme.

Cambierebbe qualcosa di questa maturità? L’avrebbe strutturata in modo diverso? Se sì, secondo quali modalità?

La trovo in generale abbastanza equilibrata e bilanciata anche in base alla mia esperienza precedente.

Per quanto concerne la sua materia, come verrà valutata? Ritiene che sia stata in qualche modo penalizzata a discapito di altre?

Sia al classico che allo scientifico, l’inglese non è la materia caratterizzante quindi sostanzialmente penso che si armonizzi bene all’interno di quella che è la discussione generale. Forse qualche anno fa, quando c’era la terza prova, aveva un peso magari maggiore, ma comunque ora non è assolutamente penalizzata. Viene valutata attraverso un colloquio a partire da un documento proposto dalla commissione, quindi direi che si integra bene. Sta ovviamente a chi sceglie i documenti, dunque al professore stesso, produrre dei percorsi  pluridisciplinari coerenti; credo dunque che anche l’insegnante abbia una responsabilità nel dialogo con gli altri colleghi: è chiaro che se pensassi che la mia materia bastasse da sola, escludendo collegamenti con le altre, potrebbe essere penalizzata, ma se invece riesce ad emergere un buon dialogo, è perfettamente integrata.

Come possono a parer suo prepararsi al meglio gli studenti in vista del fatidico esame?

Non devono perdere l’entusiasmo e la voglia anche in queste modalità: “make the most out of Dad”. E’ il momento in cui gli studenti devono essere in grado di far diventare proprie le loro conoscenze, con un’ottica più verso la tra trasversalità e pluridisciplinarità. Gli studenti dovrebbero infatti vedere questo come un momento serio di preparazione, e non come austero studio matto e disperatissimo. Avendo poi fiducia nei professori e chiaro il programma, bisogna iniziare, anche con il loro aiuto, a collegare le varie materie in un vero e proprio lavoro di squadra.

La maturità è ancora funzionale in vista dell’università? Ritiene prepari al meglio per i test di ammissione alle varie facoltà?

Ci sono colleghi che la abolirebbero. Io onestamente no, sono ancora un po’ dell’idea romantica: la vedo come momento finale di un percorso importante; che poi davvero fornisca le giuste competenze in vista dei test d’ammissione, non lo so. Secondo me però il metodo di studio per una maturità di questo tipo, che prevede dei collegamenti interdisciplinari attraverso un cosiddetto “public speaking” di fronte a tutti i professori e a un commissario esterno, può abituare lo studente allo studio universitario. Contenutisticamente parlando forse però no, anche se dipende molto dalla facoltà scelta. Devo dire però che i riscontri degli ex allievi sono spesso positivi.

Un suo parere riguardo le 4 fasi della maturità: Pcto, relazione riguardo le materie caratterizzanti, analisi del testo, dialogo multidisciplinare. Esse permettono una completa ed esaustiva valutazione dello studente?

La completa ed esaustiva valutazione forse sarebbe un po’ utopica come affermazione; mi verrebbe più da dire che si può capire qualcosa di più del candidato, questo sì. In generale come professori abbiamo delle sorprese proprio perché il momento della maturità si articola in varie fasi che permettono di far emergere delle competenze e delle capacità che durante l’anno non erano ancora emerse.

Che cosa si dice in sala insegnanti? Siete in un certo senso spaesati?

Purtroppo in sala insegnanti in questo periodo ci troviamo sempre un po’ in pochi, non capita che ci siano molti colleghi insieme. In ogni caso direi che non siamo spaesati, non lo eravamo nemmeno l’anno scorso che era la prima volta in cui ci siamo trovati davanti a questa novità; devo comunque dire che a Valsalice la parola “spaesati” non esiste perchè ci sono sempre insegnanti molto precisi e organizzati, una certa propositività ci caratterizz. C’è sempre il desiderio di far bene per far emergere il ragazzo o la ragazza: di questo sono certa. Qualcuno è più a favore, qualcuno meno, abbiamo idee diverse, ma lo scoraggiamento o la paura non caratterizzano i professori di questa scuola, siamo tutti molto scrupolosi e ben organizzati.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Potrai visualizzare la lista dei cookies attivi e revocare il consenso collegandoti alla pagina http://ilsalice.liceovalsalice.it/cookie-policy/. Per maggiori informazioni leggi la nostra Cookie Policy.

Chiudi