• martedì , 28 Settembre 2021

La parità di genere passa anche dallo sport

La nazionale femminile di pallamano norvegese, al termine della partita a Verna contro la Spagna, ha ricevuto una multa di 150 euro per giocatrice, per un totale di 1.500 euro a causa della scelta delle atlete di indossare pantaloncini elastici al posto del costume come divisa imposta dalla Federazione internazionale di pallamano. In questa disciplina le donne, secondo le regole della Federazione, sono infatti tenute ad indossare top e slip bikini “con una vestibilità aderente e tagliare con un angolo verso l’alto verso la parte superiore della gamba” e una larghezza laterale massima di 10 centimetri.

La Federazione nazionale di pallamano norvegese aveva già richiesto preventivamente di poter giocare con dei pantaloncini, permesso negato dalla federazione continentale. La Norvegia ha poi presentato una mozione formale per ottenere un emendamento alle regole in vigore durante le gare.

Non solo nella pallamano ma anche in molti altri sport le divise delle atlete lasciano scoperta una porzione molto più ampia di corpo rispetto a quelle degli atleti.

Sin dal diciannovesimo secolo, quando alle donne venne concesso per la prima volta di impegnarsi in uno sport, l’abbigliamento era modesto e progettato per attirare un potenziale marito piuttosto che garantire comodità alle atlete.

Le donne impegnate nello sport nel ventunesimo secolo si trovano a dover combattere contro provvedimenti datati per quanto riguarda l’abbigliamento. Secondo molti far indossare divise più succinte alle atlete é un modo per attrarre più fan e sponsor allo sport femminile. Le atlete scelgono, quindi di coprirsi anche per evitare penalizzazioni, preoccupazioni durante l’esecuzione dell’esercizio, imbarazzo e possibili fotografie o riprese fatte da cameramen che le possano ritrarre in posizioni compromettenti. Esse cercano di stabilire un confine tra sport e la mercificazione del loro corpo.

Le differenze tra sport maschile e femminile sono ravvisabili non solo nelle divise ma anche nel divario di retribuzione e nelle domande che vengono poste alle donne durante le interviste.

La sportiva più pagata al mondo é la tennista Naomi Osaka che guadagna 37.4 milioni di dollari all’anno. Lo sportivo più pagato al mondo é il tennista Roger Federer con un guadagno di 106.3 milioni di dollari annui, quasi tre volte tanto. È un divario di quasi settanta milioni di dollari tra i due atleti. Nelle classifiche dei dieci atleti più pagati vediamo come vi sia differenza anche negli sport che praticano, che vanno dal tennis al calcio passando per il golf. Al contrario nella classifica femminile vi sono quasi solo tenniste.

Anche nelle interviste che vengono fatte al termine di una competizione possiamo vedere come i giornalisti siano maggiormente interessati alla vita privata della donna piuttosto che alla sua performance sportiva.

Nonostante le conquiste ottenute negli anni dalle donne per la parità, rimangono ancora degli ambiti, come lo sport, dove troviamo un grande divario tra uomo e donna.

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