• martedì , 28 Settembre 2021

Greg cuor di leone

di Adelaide Badini Confalonieri

Gregorio Paltrinieri è al momento il più forte nuotatore italiano: le sue specialità sono gli 800 e i 1500 metri stile libero in piscina e la 10 km in acque libere. Il suo nome ha incominciato a essere familiare anche ai profani del nuoto quando nel 2016 vinse l’oro alle olimpiadi di Rio nei 1500 stile libero.

Non che prima di questa straordinaria vittoria nuotasse solo per hobby: aveva infatti già infranto due volte il record europeo sempre nei 1500. Dopo l’oro olimpico la sua carriera ha continuato in ascesa con titoli, ori e record. Date queste premesse, è quasi scontato pensare ai 1500 come la specialità di Paltrinieri, il suo cavallo di battaglia. Eppure, nel 2019 ha deciso di esplorare una nuova specialità, le gare di fondo in acque libere.

Ora mettiamoci nei suoi panni (il che non sembra nemmeno così male): siamo campioni indiscussi dei 1500 stile libero, dunque a soli 25 anni abbiamo una carriera assicurata, siamo approdati su una riva sicura, eppure decidiamo di affrontare un’altra avventura piena di incognite, le gare in acque libere. Ciò potrebbe sembrare scontato: in fin dei conti Paltrinieri è passato dal nuotare forte per 1500 metri a nuotare forte per 10 km, ma la faccenda non è così semplice. Infatti, un atleta è paragonabile a un macchina di alta gamma, che una volta programmata per svolgere un determinato compito al meglio, difficilmente riesce a farne un altro allo stesso livello, anche se simile: una macchina da corsa raggiunge prestazioni straordinarie in un autodromo, ma fuori da esso incontrerebbe seri ostacoli, anche solo nella conformazione irregolare delle strade comuni. Insomma, la versatilità di Paltrinieri ne fa già un atleta fuori dal comune. Ma non basta: la cronaca delle Olimpiadi in corso a Tokyo ci offre un’ulteriore dimostrazione delle qualità di questo atleta e un esempio di come la forza fisica possa essere moltiplicata da quella mentale.​

E’ accaduto che Paltrinieri si sia ammalato di mononucleosi a giugno, nelle settimane precedenti alla sua partenza per i Giochi Olimpici, nel pieno della sua preparazione sportiva. Una malattia tra l’altro assai debilitante. Ebbene, non si è perso di animo: non solo è riuscito a qualificarsi per la finale della gara degli 800 metri stile libero, seppure all’ultimo posto, ma in finale è partito velocissimo e ha condotto quasi tutta la prova in testa, concludendo al secondo posto nello sprint conclusivo. Significative sono state le sue dichiarazioni alla stampa dopo la gara: l’atleta ha affermato di avere superato le sue difficoltà “con il cuore”.

Così, ha evidenziato un aspetto molto importante nello sport: spesso la preparazione fisica degli atleti è molto simile, soprattutto ai livelli più alti, e ciò che fa la differenza è l’attitudine mentale. E’ ben vero che la preparazione fisica è la base e che essa si fonda su un attenta programmazione degli allenamenti in base alle qualità e capacità fisiche del singolo atleta. Ma è altrettanto vero che una tale attenta preparazione può non portare da sola ai risultati sperati, non solo quando intervengono fatti avversi, come la malattia che ha colpito Paltrinieri, ma anche per debolezze intrinseche della mente umana.

Giorgio Paltrinieri e Gabriele Detti alla fine della gara dei 1500 stile libero. (Gian Mattia D’Alberto / LaPresse)

Esemplare di quest’ultima casistica è la vicenda della ginnasta americana Simone Biles: un atleta di altissimo livello che proprio in questi Giochi di Tokyo ha abbandonato la gara per una sorta di blocco mentale, che lei stessa ha indicato con una colorita espressione, “demoni nella testa”. La prova agonistica, non solo ai massimi livelli, è una grande sfida mentale oltre che fisica: richiede impegno e sacrificio nella preparazione (gli allenamenti), e suscita aspettative e tensioni nel momento della gara. Dunque senza le necessarie qualità mentali dell’equilibrio, della determinazione e della concentrazione tutto l’impegno della preparazione fisica potrebbe essere vanificato. Addirittura, come nel caso di Paltrinieri, la determinazione e la forza di volontà hanno colmato il gap di allenamento perso rispetto agli avversari. In conclusione la vicenda di Gregorio Paltrinieri (che ha ottenuto una medaglia di bronzo anche nella 10 km in acque libere) conferma come lo sport possa essere una formidabile palestra per affrontare la vita, la quale ci presenta ostacoli e difficoltà, richiede dedizione e impegno, ma al tempo stesso anche equilibro e forza di volontà.

E’ accaduto che Paltrinieri si sia ammalato di mononucleosi a giugno, nelle settimane precedenti alla sua partenza per i Giochi Olimpici, nel pieno della sua preparazione sportiva. Una malattia tra l’altro assai debilitante. Ebbene egli non si è perso di animo: non solo è riuscito a qualificarsi per la finale della gara degli 800 metri stile libero, seppure all’ultimo posto, ma in finale è partito velocissimo e ha condotto quasi tutta la prova in testa, concludendo al secondo posto nello sprint conclusivo. Significative sono state le sue dichiarazioni alla stampa dopo la gara: l’atleta ha affermato di avere superato le sue difficoltà “con il cuore”. Così, ha evidenziato un aspetto molto importante nello sport: spesso la preparazione fisica degli atleti è molto simile, soprattutto ai livelli più alti, e ciò che fa la differenza è l’attitudine mentale. E’ ben vero che la preparazione fisica è la base e che essa si fonda su un attenta programmazione degli allenamenti in base alle qualità e capacità fisiche del singolo atleta. Ma è altrettanto vero che una tale attenta preparazione può non portare da sola ai risultati sperati, non solo quando intervengono fatti avversi, come la malattia che ha colpito Paltrinieri, ma anche per debolezze intrinseche della mente umana. Esemplare di quest’ultima casistica è la vicenda della ginnasta americana Simone Biles: un atleta di altissimo livello che proprio in questi Giochi di Tokyo ha abbandonato la gara per una sorta di blocco mentale, che lei stessa ha indicato con una colorita espressione, “demoni nella testa”. La prova agonistica, non solo ai massimi livelli, è una grande sfida mentale oltre che fisica: richiede impegno e sacrificio nella preparazione (gli allenamenti), e suscita aspettative e tensioni nel momento della gara. Dunque senza le necessarie qualità mentali dell’equilibrio, della determinazione e della concentrazione tutto l’impegno della preparazione fisica potrebbe essere vanificato. Addirittura, come nel caso di Paltrinieri, la determinazione e la forza di volontà hanno colmato il gap di allenamento perso rispetto agli avversari. In conclusione la vicenda di Gregorio Paltrinieri conferma come lo sport possa essere una formidabile palestra per affrontare la vita, la quale ci presenta ostacoli e difficoltà, richiede dedizione e impegno, ma al tempo stesso anche equilibro e forza di volontà.

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