• mercoledì , 8 Dicembre 2021

Il salone della rinascita

di Federico Basaglia, Arianna Chiarloni, Carola Cogno, Anna Emprin, Federica Furlan, Lodovica Naddeo

Il momento tanto atteso è finalmente giunto: dopo un anno di pausa forzata causata dal COVID il Salone del libro di Torino è finalmente tornato a svolgersi in presenza. L’entusiasmo della ripartenza ha coinvolto anche i lettori, che dopo un lungo periodo di lontananza fisica dai luoghi della cultura sono tornati numerosi a curiosare tra gli stand dell’evento. Nonostante situazione di immobilità dovuta alla pandemia il mondo della cultura non è rimasto fermo, anzi, ha obbligato molte case editrici a trovare nuove per adeguarsi alle esigenze di un mercato completamente sconvolto, per comprendere meglio il nuovo panorama editoriale alcuni redattori hanno intervistato un campione di editori indipendenti:

Il Convivio editore

“Un marchio di qualità da anni presente nel panorama italiano”. E’ così che sulla pagina web dedicata viene descritta la casa editrice indipendente “Il Convivio“, il cui direttore si è cordialmente offerto di scambiare qualche parola con noi. Durante l’intervista ci è stato raccontato di come l’editore durante la pandemia abbia deciso di puntare molto sul digitale, in quanto inevitabilmente il contatto con il lettore tendeva a soffrire a causa della chiusura delle librerie. L‘editore però non si è limitato ad una semplice digitalizzazione del prodotto, infatti l’altro grande ambito sul quale sono stati fatti investimenti è stato quello della pubblicità, mediante l’affitto di spazi pubblicitari su giornali cartacei e digitali, l’obbiettivo infatti non è solo quello di mantenere il contatto col pubblico il più stretto possibile, ma anche di cercare di attrarre l’attenzione di una più ampia gamma di pubblico.

Il direttore ci ha poi spiegato come essendo la sua una piccola casa editrice lui e i supi collaboratori siano costantemente costretti a mantenere degli altissimi standard di qualità, sia nella produzione, sia nella scelta degli autori, in quanto non possono permettersi di tradire la fiducia del cliente nei loro confronti. Quando gli abbiamo chiesto di fare un bilancio del salone fino a quel momento, ci è stato risposto che recentemente l’interesse per il materiale da loro pubblicato era molto aumentato, il che è un segno che la nuova politica adottata sta funzionando, sono ormai sei anni infatti che l’editore partecipa al Salone, ed ogni anno nota un sempre maggior interesse per il materiale pubblicato. Infine alla domanda: “Come descriverebbe quest’edizione del Salone” ci ha risposto “Il Salone della rinascita”.

File:Torino-Fiera libro 2006-DSCF6977.JPG - Wikimedia Commons

Kappalab

Kappalab è una piccola casa editrice nata a Bologna nel 2012, frutto di un  grande amore per l’arte del fumetto, del racconto che unisce immagini e parole. Specializzata inizialmente in manga, si è poi addentrata nel mondo della narrativa per ragazzi interessandosi soprattutto al  panorama letterario giapponese. Panorama di cui si è  fatta  portavoce, pubblicando per la prima volta in traduzione italiana opere del calibro di “ Il castello errante di Howl”, “Conan il ragazzo del futuro” e “La città incantata”. Opere care non solo ai lettori più giovani, ma anche e soprattutto ai nostalgici, ai lettori più accaniti.

Ad unire tutti una spiccata passione e un sempre maggiore interesse che hanno permesso a Kappalab di portare i suoi libri nelle principali librerie d’Italia e di triplicare le vendite nei due anni passati. Una crescita in realtà  propria di tutto il contesto editoriale e favorita dalla pandemia, dai lockdown a intermittenza, in un periodo in cui le persone si sono riscoperte lettori o lo sono diventate inaspettatamente. Un’emergenza  che è stata gestita egregiamente anche a livello organizzativo: già prima del Covid Kappalab si era  trasformata in una “casa editrice smart” in cui tutto veniva gestito per via telematica. Tale innovazione tecnologica, introdotta nelle dinamiche lavorative si è riflessa invece con più difficoltà nella modalità di pubblicazione e fruizione offerte.

A differenza di quanto ci  si potrebbe aspettare infatti il cartaceo continua a rimanere la prima scelta per i  lettori e per la stessa casa editrice che non ritiene conveniente investire sul digitale. Infatti la maggior parte dei loro prodotti è oggetto di collezione da parte  degli appassionati che preferiscono possedere, toccare con mano  i manga e i fumetti  acquistati. Sopra tutto però sono le concessioni dei diritti di pubblicazione a far scaturire le maggiori problematiche: molti artisti giapponesi temono  che i contenuti digitali vengano piratati diffusi in rete oppure venduti illegalmente.

Pessime idee

Oltre agli editori che avevano già vissuto l’esperienza del Salone del libro prima della pandemia, i direttori di “Pessime Idee” hanno spiegato quanto questa edizione, la prima per loro come editori indipendenti, sia importante. I due hanno rivelato di aver lavorato in passato per altre case editrici quando hanno deciso di aprire la propria: l’inaugurazione è avvenuta a fine gennaio 2020, poche settimane prima del lockdown. L’impossibilità di organizzare eventi in presenza ha spinto gli editori a promuovere online i nuovi prodotti, nonostante sia a loro parere più complicato. Quando gli è stato domandato se a loro avviso il COVID abbia influenzato le abitudini di lettura dei clienti, hanno risposto che c’è stato sicuramente un riavvicinamento e una vivacità maggiore verso i libri.

Le loro opere sono disponibili sia in versione cartacea, la loro principale fonte di guadagno, che in digitale: il fatto di essere associati al più grande distributore in Italia è stato un sensibile vantaggio in questi mesi per entrambi i metodi di pubblicazione . Interessante è stata la riflessione presentata sulle edizioni digitali: gli eBook costituiscono una buona fetta del mercato di ogni casa editrice, quindi è necessario dedicarsi ad essi, ma non in maniera assoluta; in aggiunta a ciò, è naturale investire in questo nuovo modo di pubblicazione in quanto il costo per la trasformazione in digitale è soltanto di qualche decina di euro.

Luni editore

Spostandoci in un altro ambiente sicuramente ben diverso da quello dei piccoli editori indipendenti abbiamo avuto la possibilità di intervistare Luni editore. 

E’un editore che si occupa principalmente della pubblicazione di saggistica, storia e pedagogia e che in media fa uscire dieci pezzi l’anno. Il nostro incontro con il fondatore è stato molto casuale. Girovagando per i vari stand ci siamo soffermati a guardare una copia del principe di Machiavelli pubblicata con le annotazioni di Napoleone Bonaparte. In questo modo un signore che abbiamo scoperto essere l’editore Matteo Luteriani, si è avvicinato e abbiamo iniziato a chiacchierare. Inizialmente si è mostrato stupito di aver visto due giovani interessate ai suoi libri e dopo esserci presentati come redattori del giornale scolastico ci ha esortato a continuare a scrivere e a leggere con curiosità e passione.

Era palpabile l’amore e la dedizione per la letteratura nei suoi occhi, ci ha parlato dei tempi passati, quando pure lui si trovava nella nostra stessa situazione, quando era un giovane redattore che provava a farsi spazio nel mondo unicamente con un pezzo di carta e una penna. In seguito gli abbiamo che cosa rendesse un libro pubblicabile e lui ci ha risposto spiegandoci che stabilire il criterio per la pubblicazione per quanto riguarda la saggistica è sicuramente più semplice rispetto alla narrativa in quanto bisogna essenzialmente valutare la presenza e l’esposizione dei fatti e delle traduzioni. Per quanto riguarda la narrativa scoprire se un libro ha del potenziale è un processo insondabile ed’è quasi impossibile sapere se un libro avrà successo oppure no.

Per spiegarci questa visione ci ha fatto vari esempi tra cui quello della pubblicazione del famoso libro di Primo Levi Se questo è un uomo che acquistò notorietà solo molti anni dopo la sua stesura. Il manoscritto infatti venne rifiutato dalla casa editrice Einaudi nel 1947 e anche 1952. L’autore si rivolse quindi alla piccola casa editrice Francesco De Silva che stampò Se questo è un uomo nell’autunno del 1947. L’opera tuttavia ebbe successo esclusivamente nel 1958 quando venne pubblicata finalmente proprio da Einaudi.  Con questo semplice esempio ci ha spiegato che non è per forza la qualità di un libro a renderlo famoso.

Neos edizioni

L’amministratrice Silvia Ramasso ha plasmato la Neos edizioni da piccola realtà, in un marchio riconosciuto e notevolmente accreditato per la qualità originale dei contenuti, l’organizzazione capillare, la sensibilità culturale e la professionalità che caratterizzano l’associazione. In particolare modo, la casa editrice si contraddistingue per l’attenzione che ripone sulla narrativa sociale, storica e biografica e su tematiche ‘al femminile’ e questo, come ci ha spiegato, “è uno dei motivi per cui non hanno riscontrato una convincente ed adeguata risposta dei lettori sul mercato digitale“.
Infatti, l’amministratrice ha specificato che la casa editrice aveva tentato di sfruttare ulteriori piattaforme in questo ambito già dal 2014, ma che ha avuto sempre un scarso riscontro: i titoli (in tutto 20 tra quelli pubblicati) si avvicinavano esclusivamente ad una narrativa sociale di fondo, ambito che nel digitale normalmente non ha avuto mai
un gran successo.

Al contrario di altre case editrici durante il periodo di pandemia, la Neos non si è spostata sul web ma ha continuato a lavorare duramente dalla redazione, proprio in quel periodo è partito un progetto nuovo a cui è stata data molta attenzione: la scuola di scrittura, che attraverso corsi di formazione insegna “i mestieri del libro e dello scrivere”. Lo stop obbligatorio è stato non solo un periodo utile per riordinare le idee e concentrarsi sul futuro ma ha permesso la creazione di nuovi cataloghi e la ricerca di nuove possibilità. Infatti essendo agenzia di talent scouting, cui ogni anno vengono mandate oltre 200 bozze, ha fatto del lavoro di selezione della narrativa il suo fiore all’occhiello. Quindi, nonostante le serrande fossero chiuse, la Neos Edizioni ha continuato nella ricerca di nuovi talenti e novità spaziando tra la saggistica e la giallistica.

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