• venerdì , 28 Gennaio 2022

La Blockchain trasforma il mercato dell’arte con gli NFT

I Non-Fungible Token, o meglio conosciuti come NFT, sono dei certificati di autenticità di un’opera digitale che attestano la sua unicità sebbene su internet sia presente in milioni di copie. 

Prima di tutto Non-Fungible significa letteralmente “non fungibile” cioè non replicabile nè sostituibile, come ad esempio un’opera d’arte. Per quanto dunque le sue copie possano essere simili non saranno mai completamente identiche all’originale. Gli NFT dunque sono una sorta di informazioni digitali che fanno assumere al file a cui sono associati, unicità e particolarità.

Gli NFT sono dei contenuti digitali che diventano unici grazie alla blockchain, una tecnologia diventata famosa negli ultimi tempi grazie alle criptovalute. Questa infatti serve a garantire l’autenticità di ogni bitcoin, e riguardo gli NFT la blockchain assume un valore simile in quanto serve a certificare l’autenticità di un file e la sua storia, ma anche a commerciare opere d’arte, video, meme.

A inizio marzo 2021, la storica casa d’aste Christie’s ha venduto un opera che esiste solo come NFT, in formato JPEG, al valore di 69,3 milioni di dollari. L’opera in questione, nonchè più famoso NFT, è “Everyday -The First 5000 Days” di uno dei più noti autori dell’arte digitale, ovvero Beeple. Così per la prima volta Christie’s ha venduto un’opera del genere e di conseguenza accettato pagamenti in criptovalute. Everyday-The First 5000 Days è un collage di 5000 opere digitali che l’artista ha realizzato nel corso di circa 13 anni, creandone una ogni giorno.

Gli NFT possono essere non solo opere d’arte, ma anche canzoni, video, gif o qualsiasi altra cosa che sia digitale. Non è quindi il contenuto a rendere un NFT tale, ma le proprietà che qualcuno decide di associarvi; per esempio l’anno scorso è stato messo all’asta il primo tweet della storia, scritto proprio dal fondatore di Twitter nella sua versione certificata grazie agli NFT. Il tweet è stato venduto per 2,5 milioni di dollari.

E’ però importante sottolineare il fatto che gli NFT, come d’altra parte anche le criptovalute e i bitcoin, dipendendo da una blockchain, hanno un impatto ambientale disastroso. Infatti per funzionare, una blockchain richiede molta elettricità che viene prodotta da fonti di energia non rinnovabile e si stima che una transazione Bitcoin consuma la stessa energia necessaria a circa 53 giorni di vita di una famiglia media statunitense.

Il mercato degli NFT, che nel 2018 era di 41 milioni di dollari, nel 2021 è salito a 27 miliardi di dollari. Questa tecnologia difatti è considerata, insieme ai bitcoin e ovviamente alla blockchain, una tra le più promettenti del futuro dato che si pone come soluzione al problema dei diritti d’autore sul web e inoltre gli artisti, grazie ad essa, possono certificare l’autenticità delle loro opere senza dipendere da un altro individuo che ne valuti l’originalità.

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