• venerdì , 19 Agosto 2022

Berrettini e Sinner, a spallate tra i grandi

Domenica mattina si concluderà il primo Slam del 2022, dopo due settimane di grandi match e di notti insonni per noi appassionati italiani. 

Questa è stata l’edizione degli Australian Open più chiacchierata della storia, in quanto anticipata dalla lunga serie di polemiche riferite al caso Djokovic, che ha messo il tennis in cima agli argomenti più discussi per settimane, anche se di fatto a tennis non si è giocato. O meglio, a tennis si giocava, ma non interessava a nessuno. 

Mentre infatti il serbo era bloccato a Melbourne, a Sydney si teneva l’Atp Cup, che purtroppo però non è durata tanto per la squadra azzurra. Ciò nonostante il primo torneo dell’anno ci ha mostrato un ottimo Sinner, sulla scia del finale della scorsa stagione, e un Berrettini in crescendo, in grado di recuperare in fretta dall’infortunio di Torino. Tutto questo ci faceva sicuramente ben sperare per lo slam australiano, e il sorteggio ha accresciuto le nostre aspettative: tra Sinner e i quarti di finale c’erano di mezzo solo Murray e Ruud, mentre Beretta si trovava nel quarto di Djokovic, in cui era improvvisamente diventato il favorito.

Il primo giorno finisce già il torneo di Fognini, così come succederà a Musetti l’indomani, entrambi sorteggiati contro avversari ostici. Tuttavia l’infortunio di Casper Ruud a poche ore dal suo primo turno apre la strada a Sinner, che ringrazia e ne approfitta, arrivando alla seconda settimana con un solo set al passivo. Deve faticare di più invece Berrettini, il cui percorso si incrocia solamente al terzo round con Carlos Alcaraz, giovane che non ha certo bisogno di presentazioni. Nonostante i pronostici favorissero lo spagnolo, Matteo ha fatto sentire il peso della sua esperienza e nei momenti importanti non ha tremato, andandosi a prendere la vittoria al tie-break del quinto. Nel quarto turno lo aspetta Carreno-Busta, mentre a Jannik tocca il padrone di casa Alex De Minaur. Due partite complicate sulla carta, ma entrambe risolte in tre set

Jannik Sinner in Coppa Davis

Per la prima volta dal 70’, due italiani approdano contemporaneamente ai quarti di uno slam, ma a questo punto vogliamo di più. A Berrettini capita Monfils, probabilmente il meno temibile degli otto rimasti, ma da non sottovalutare: dopo due set letteralmente dominati da Matteo, il francese lascia andare il braccio consapevole che non ha niente da perdere e trascina il match al quinto. Nonostante sembrasse aver finito le energie, sono ancora una volta l’esperienza e l’abitudine di Berrettini a risultare determinanti: nell’ultimo set Matte non gli fa vedere la palla, zittisce il pubblico schierato e si guadagna la terza semi in carriera.

Dall’altra parte del tabellone Sinner se la deve vedere con Stefanos Tsitsipas che, se era sembrato tutto fuorché imbattibile nel round prima con Fritz, contro Jannik alza decisamente il livello, gioca il suo miglior tennis e chiude la partita in neanche due ore. L’italiano probabilmente avrebbe potuto rispondere meglio, come di solito fa, ma era soltanto il suo secondo quarto di finale in uno Slam, è normale che non partisse favorito. Probabilmente l’altoatesino non è ancora al livello dei più forti, ma se guardiamo dov’era un anno fa siamo sicuri che continuando a crescere così ci arriverà molto presto. 

In questa nuova fase del tennis, in cui i big 3 iniziano a non essere più così dominanti e a lasciare qualcosa agli altri, si stanno aprendo tante opportunità che non ci sono state nell’ultimo decennio e, quando si presenteranno queste chance, Jannik sarà pronto.

Per quanto riguarda Matteo, purtroppo non è andato oltre la semifinale, in cui però ha ancora una volta dato prova del suo spirito da guerriero, portando la partita al quarto set quando sembrava ormai chiusa da uno straordinario Rafael Nadal, tornato in grandissima forma. Comunque bisogna solamente elogiare il torneo di Berrettini, che ha giocato degli incontri ad altissimo livello e ha dimostrato che non è tra i migliori per caso. Ormai è una costante nei turni importanti degli slam, e solo due o tre riescono a batterlo. Nadal è stato superiore, giocando i primi due set in maniera incredibile, neutralizzando completamente il diritto di Berrettini e ricordandoci a tutti il “mancino di Manacor” degli anni d’oro.

Domenica Rafa potrebbe diventare il giocatore più vincente della storia del tennis, ma l’umiltà e lo spirito di sacrificio che ha dimostrato in questi mesi così duri per lui dimostrano che, oltre a essere un campione, è anche un esempio da seguire, cosa non scontata anche se hai venti slam in bacheca.

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