• sabato , 19 Settembre 2020

La Volontà di Futuro

Un pessimista vede la difficoltà in ogni opportunità; un ottimista vede l’opportunità in ogni difficoltà.

Winston Churchill

Il pessimismo è uno scudo, una barriera che rinchiude i sogni e le aspirazioni. Il pessimismo è ciò che distoglie dalla vita, che fa diventare tutto razionale. Peccato che l’uomo non sia solo razionale, e chiunque provi ad esserlo finisce per diventare cinico, malato. Il pessimismo è un veleno e piano piano uccide. Viviamo in un mondo bellissimo, un mondo unico, perfetto perché ci sia la vita, alla giusta distanza dal sole, alla giusta velocità di rotazione. Ciò che lo mortifica è l’umanità, siamo noi uomini che lo rendiamo un luogo angusto in cui vivere e allora pensiamo che sia un mondo orribile, è più facile che pensare che siamo noi a renderlo così.

Le cose brutte capitano, è inevitabile per quanto ci sforziamo di impedirle. Mettendo da parte per un momento i fenomeni ambientali come terremoti, uragani o tempeste, e parlando strettamente dell’azione dell’uomo non è possibile ignorare i comportamenti malvagi. Sembra che per definizione il pessimista sia quello che accetta questi comportamenti e che li aspetta, e che l’ottimista li ignori. Questa è una delle tipiche generalizzazioni che portano ad una obbligata confusione. L’atteggiamento pessimistico o ottimistico non si riferisce al passato, quanto ad un futuro, in genere, lontano.

L’ottimista non è colui che ignora il passato, non è cieco e sordo e tantomeno insensibile quando si parla di avvenimenti terribili come guerre, foibe, campi di concentramento o terrorismo. E’ quello che si rende conto che questi sono stati errori commessi dall’umanità, è quello consapevole che ne verranno commessi altri, ed è quello che mantiene la speranza che ogni volta sia un errore da cui è possibile redimersi. L’ottimista vive, e mantiene vivo il pessimista. La fiducia dell’ottimista è nel progresso, nella capacità della società di migliorarsi e convivere in questo mondo stupendo.

I giornali e i telegiornali ci inondano di notizie negative che vengono annunciate in malo modo, che abbassano il livello di fiducia nell’uomo, che portano alla disperazione, alla depressione e spesso al suicidio. La società per come sta procedendo oggi è distruttiva, è pessimistica. Ed qui che è essenziale la presenza dell’ottimista, che a differenza dalla religione che segue, crede nella provvidenza, o nel fato o nella sorte. L’ottimista non guarda l’umanità in disparte, fa una scelta ben definita: la volontà di futuro.

Dietrich Bonhoeffer nel libro “Resistenza e resa. Lettere e scritti dal carcere” scrive “Ma nessuno deve disprezzare l’ottimismo inteso come volontà di futuro, anche quando dovesse condurre cento volte all’errore; perché esso è la salute della vita, che non deve essere compromessa da chi è malato.” L’ottimismo è una responsabilità di fronte a catastrofi e di fronte alla normalità della vita quotidiana. Bonhoeffer era prigioniero in un campo di concentramento nazista, fu ucciso poco dopo aver scritto queste parole. Rimase ottimista fino agli ultimi istanti di vita, non abbassò mai la testa, restò fedele alla sua volontà di futuro. Di fronte ad un uomo come lui è impossibile non notare l’essenza dell’ottimismo, guardare al di là della situazione presente, non lasciare mai il futuro agli avversari, a sperare nonostante tutto, il futuro rimane ed è nelle mani di ciascuno di noi, e va tenuto forte.

Se una vittima nazista ebbe la forza e il coraggio di resistere e perseverare nell’ottimismo nonostante la solitudine, il dolore e le sofferenze, abbiamo il diritto e il dovere di farlo anche noi, di lottare per quello che l’ha mantenuto in vita, per quello che è il nostro futuro. L’ottimista vede, soffre, accetta, e va oltre.

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