• martedì , 24 Novembre 2020

Don Gianni con noi a Vicoforte

[box] Per don Gianni il pellegrinaggio a Vicoforte è stato un “debutto”. Ecco le sue impressioni

di Francesco Maccarone e Francesco Berruto[/box]

 

 

Abbiamo intervistato Don Gianni, il successore di Don Enrico Stasi nella direzione della nostra scuola, che per la prima volta ha concesso un’intervista al Salice, accogliendoci in modo molto informale.

 

Ad oggi gli studenti sanno ancora poco di lei, quali sono state le sue esperienze in ambito scolastico prima di giungere qui a Valsalice?

Per non annoiarvi più del necessario, vi parlerò soltanto di quelle più importanti. Per quasi otto anni, dal 2003 al 2011, sono stato catechista(è il ruolo che svolge Don Mario a Valsalice) al liceo scientifico Agnelli, per poi essere trasferito nel 2011 nel piccolo liceo di Borgomanero(tra il lago Maggiore e il lago D’Orta), come direttore. Questo trasferimento mi ha dunque colto piuttosto di sorpresa, ma sono ovviamente molto felice di essere a Valsalice, perla della scuola salesiana piemontese.

Aveva quindi già partecipato a qualche pellegrinaggio, con le classi del liceo?

Sì, tutti gli anni nei centri salesiani c’è la tradizione di fare un pellegrinaggio in un santuario mariano. In particolare a Borgomanero si andava insieme con tutta la scuola, ma lì avevamo molte meno classi.

L’ultimo pellegrinaggio?

A Crea, l’anno scorso, dove insieme ai professori, dopo aver radunato tutto il corpo studentesco, si è portata una croce in processione fino al santuario. E’ stato un momento particolarmente bello e sentito da tutti i ragazzi.

Per quanto riguarda invece il pellegrinaggio a Vicoforte del triennio classico, qual è la prima impressione che si è fatto degli studenti?

Mi aspettavo grandi cose e sono rimasto molto soddisfatto. Non solo sono rimasto impressionato dall’ottimo comportamento mantenuto e dall’interesse dimostrato, ma ho incontrato ragazzi svegli e al passo coi tempi ma soprattutto simpatici e allegri.

Quali migliorie apporterebbe ai pellegrinaggi, traendo spunto dalle sue esperienze precedenti?

Quando ero all’Agnelli, c’era un momento durante la giornata in cui si radunavano le classi e davanti a tutta la scuola si presentavano i rappresentanti di classe e coloro che partecipavano alle attività extra-curriculari, a cui veniva consegnato un dono simbolico. Credo che un’iniziativa del genere possa spingere i ragazzi a impegnarsi di più nella scuola e soprattutto a sentirsi parte integrante di essa.

In conclusione, cosa direbbe agli studenti che spesso saltato i pellegrinaggi, considerandoli una perdita di tempo?

Direi loro che non sanno che cosa si sono persi, ovvero un’occasione per passare una giornata con i professori e con i compagni in un clima rilassato, lontano dalla fatica delle aule scolastiche, utile per consolidare i rapporti nella classe e nella scuola.

 

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