• domenica , 20 Settembre 2020

Suona per noi, Itto

Dicono che il talento non sia in un posto speciale, o in una persona speciale. Il talento è dovunque noi cerchiamo di trovarlo. C’è chi lo trova nel mondo dello sport, chi nei successi scolastici e anche chi  nella musica. Siamo la generazione dell’Ipod, delle cuffie sempre nelle orecchie, dei video musicali sui social network. Ma c’è qualcuno di noi che va oltre, che trasforma la passione per la musica in qualcosa di più. Non si accontenta solamente di ascoltarla, ma decide di farla sua. Federico, anche se preferisce essere chiamato Itto, è uno di questi, e qui per noi si racconta.

Come hai iniziato?

All’età di 10 anni suonando la batteria e sono andato avanti per 4 anni finchè ho scoperto la passione per la chitarra e il canto e da lì ho sempre continuato a suonare e studiare musica.

Hai preso la passione da qualcuno?

Mio papà è sempre stato grande appassionato e fin da quand’ero piccolo lo sentivo suonare le canzoni di Bob Dylan e questo mi ha sempre fatto amare la musica. Quando ho deciso che volevo imparare a suonare la chitarra è stato il mio primo maestro.

Il tuo idolo?

Mi sono sempre piaciuti Simon & Garfunkel, Leonard Cohen e Bob Dylan. Per quanto riguarda la musica contemporanea c’è qualche band che mi influenza in certi aspetti come Never Shout Never e The Maine.

Perchè componi in inglese?

Ho sempre ascoltato prevalentemente musica inglese o americana, i miei punti di riferimento sono anglofoni. Inoltre penso che nella musica sia importante utilizzare un linguaggio il più possibile universale per poter raggiungere più gente e portare più lontano i propri messaggi. L’inglese è una lingua che mi è sempre piaciuta e che trovo molto musicale, inoltre subisco un certo fascino da parte della cultura americana..

E’ difficile scrivere una canzone?

La trovo una cosa abbastanza spontanea, cerco di scrivere qualcosa tutti i giorni.

Cosa o chi ti ispira?

La mia vita personale in primo luogo, di solito scrivo di fatti che mi sono realmente accaduti. Mi lascio ispirare da tutto quello che mi circonda, dai libri, i film, la natura..

 La miglior chitarra che vorresti suonare?

Al momento suono un’acustica Ibanez del 1974, fa molto vintage quindi mi piace. Come chitarra elettrica ho una Fender Stratocaster che ho comprato un paio di anni fa e che spero di suonare per sempre.

E’ il tuo nuovo singolo?

“All over the sea” è un brano che parla della fine di una storia con una ragazza. E’ stato un episodio che mi ha particolarmente colpito, quindi ho deciso di scriverci una canzone. Avevo in testa il tema melodico, ho quindi abbozzato un testo. L’ho scritta di getto in una decina di minuti. Quando poi era il momento di rielaborare il testo, mi sembrava che la canzone diventasse meno vera. Ho deciso quindi di lasciarlo semplice com’era, e anche l’arrangiamento è stato costruito a partire da quest’idea. E’ il primo pezzo che fa parte di questo progetto, e sarà affiancato da un EP in uscita a breve.

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