• mercoledì , 23 Settembre 2020

La buona musica non ha età

[box] di Marco Montersino[/box]

Capita che se hai un padre di 82 anni, tu non sappia cosa regalargli. Capita che, sfogliando i programmi teatrali della stagione in corso, il tuo occhio cada su un concerto che pensi potrebbe interessare il tuo anziano genitore. Capita che alla fine del concerto il più entusiasta sia tu, che quasi quasi eri pentito di volerci andare!

Altro che ospizio, le Blue Dolls sono tre fanciulle davvero in gamba, con una jazz band “i blue dolls boys” davvero di gran qualità. Entusiasmo al Teatro Gioiello di Torino, dove le tre dolls (Viviana Dragani, primo soprano, Angelica Dettori, secondo soprano e infine il contralto, Flavia Barbacetto) danno vita ad un concerto memorabile, riproponendo alla grande i brani del Trio Lescano (di cui sono state le voci nel bellissimo sceneggiato RAI “Le ragazze dello swing”), ma anche del mitico Quartetto Cetra (di cui eseguono la straordinaria “Però mi vuole bene”, swing pieno di humor nero); omaggi anche a Carosone e a Buscaglione. Un originale tributo a Renzo Arbore (le Dolls sono state ospiti di più di un concerto dell’Orchestra italiana) è il preludio alle chicche finali, quando, a sorpresa, parte un arrangiamento, che ti fa consumare le mani per gli applausi, di “Via con me” di Paolo Conte (chi sa se l’avvocato astigiano ha sentito questa bellissima versione del suo successo, potrebbe rimanerne conquistato…) e poi dulcis in fundo una memorabile riproposta di Metamorfosi, brano dell’ultimo grande jazz swinger italiano e cioè Sergio Caputo.

Le Blue Dolls

Fantastici i ragazzi della band: Marco Parodi, alla chitarra e curatore degli arrangiamenti, Riccardo Vigorè al contrabbasso, Luca Rigazio alla batteria e last but no least il torinese Paolo Volante, al pianoforte, che chiacchiera amabilmente col pubblico, presentando le canzoni, calandole nel contesto in cui sono nate e suscitando più di una risata, nel raccontare al pubblico curiosissimi aneddoti sui compositori e sui testi delle canzoni. Applausi a non finire, meritatissimi (anche per le piccole coreografie che le tre ragazze dello swing mettono in scena per accompagnare più di una canzone. Il bis mi fa commuovere: un arrangiamento swing ironico e nello stesso tempo coltissimo della band accompagna il trio nell’esecuzione di una incredibile “Volevo un gatto nero” del Piccolo Coro dell’Antoniano, un vero evergreen della discografia italiana (alzi la mano chi non l’ha mai cantato una volta).

Maramao sarà pure morto, ma lo swing delle blue dolls è vivo, sta bene e non vede l’ora di farsi ascoltare!

[box] Le Blue Dolls sono un gruppo vocale basato sull’organico del Trio Lescano o delle Puppini Sisters con un repertorio di canzoni italiane di swing e musica leggera che va dagli anni 1930 agli anni 1970. Le Blue Dolls nascono al Teatro Carignano di Torino nel musical Mille Lire al mese, grazie ad una felice intuizione di Paolo Volante, loro attuale manager, e vengono lanciate come gruppo a sè stante al Louisiana Jazz Club di Genova, alla fine del 2005. Nel gennaio del 2008 le Blue Dolls hanno ricevuto la Nomination agli Italian Jazz Awards 2008 come Best Singers. Lo show delle tre bambole, Viviana Dragani, Angelica Dettori e Flavia Barbacetto, parte dal repertorio dei più famosi interpreti, compositori, arrangiatori italiani come Alberto Rabagliati, Pippo Barzizza, Gorni Kramer e il Trio Lescano riproponendone canzoni famosissime come Pippo non lo sa, Maramao perché sei morto? , Baciami piccina, etc., solo per citare le più note. [/box]

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