• martedì , 11 dicembre 2018

Amore e guerra: Venuto al mondo

“Sai chi ci vorrebbe per raccontare questa guerra, Pietro? Un comico.”


E non ha tutti i torti, Gojko. Forse è vero. Forse c’è davvero bisogno di un comico, per dare la giusta serietà ad orrori così profondi.

Solo un paradosso, alla fine dei conti, può descrivere qualcosa di così inumano.

Il punto, però, non è la guerra. Il punto, se davvero è possibile individuarne uno tra i complicati intrecci di Castellitto, non sono le bombe, i morti per strada, i cibo che non c’è.

Non è lassedio.

Quello è la cornice, serve solo a dare il tocco finale ai drammi di Gemma.

Lei è una ragazza fresca e inconsapevole quando atterra per la prima volta a Sarajevo. Incontra lo stralunato poeta Gojko e, poi, si imbatte nell’amore della sua vita, Diego. Così, all’improvviso.

Penelope Cruz e Sergio Castellitto

Diego è troppo felice e spensierato per non destare subito qualche sospetto. Ma è contagioso, e ci si lascia travolgere con Gemma da tanta vitalità. E in men che non si dica lei si ritrova innamorata e legata a lui più di quanto si potesse aspettare. Lo vuole per sé per tutta la vita.

L’idillio di un amore che sembra non esaurirsi mai.

C’è solo un piccolo particolare, l’ultima carta in grado di far crollare tutto il castello.

Lui vuole figli. È la cosa che desidera di più al mondo. Gemma ci mette poco a capire che è quella la chiave. Il “lucchetto di carne” che lo avrebbe vincolato a lei per sempre.

Gemma si scopre sterile, e la magia si incrina. Passano i giorni, ed è come se l’amore di Diego diminuisse poco a poco, una virgola per volta. L’adozione è impossibile.

Si cerca di fare finta di niente, ma ormai è un’ossessione che perseguita Gemma.

È più o meno a questo punto che comincia la guerra. Così, sullo sfondo.

Gemma quasi non se ne rende conto quando compie il passo che non avrebbe mai dovuto intraprendere. Quando lascia che sia un’altra a concepire il suo bambino.

Prende in prestito un ventre più efficiente del suo per tenere in piedi una storia che ormai non ha più nulla da raccontare. E l’amore che Diego non era più in grado di rivolgerle trova sfogo in un’altra persona.

Pietro è il figlio di Gemma. Con la madre fa una vacanza, su invito di Gojko, per ripercorrere quei giorni così tremendi che hanno preceduto la sua nascita.

Diventa ben presto un viaggio alla ricerca della verità. Prima che possa rendersene conto Gemma è chiamata a gettare uno sguardo a quel passato da cui ha tentato così disperatamente di uscire. E Gojko la porta da lei, la vera madre, quella che le ha portato via Diego.

Tutto diventa chiaro, con un’esplosione più forte delle tante bombe di neanche vent’anni prima.

Forse solo un comico, in fin dei conti, potrebbe capire la piccola sfumatura di ironia che colora la vita di Gemma. Sfumatura che, indubbiamente, viene sottolineata dalla straordinaria interpretazione della Cruz, che ha fatto una vera magia nella nostra Torino sotto la guida del fido Castellitto.

Così amore e morte si intrecciano, si sfiorano, si fondono. Unità di fondo in un susseguirsi di salti temporali.

Uniche certezze in un mondo che si sgretola, talmente ingarbugliato da saper confondere. Uniche ragioni per andare avanti, sempre.

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