• domenica , 27 Settembre 2020

Le squame dei poveri

Spesso si vocifera l’esistenza di una nuova droga. Sempre più fruibili e sempre più economiche, le cheap drugs si diffondono a partire dalle modifiche nei laboratori, cominciate dagli anni Trenta, agli elementi naturali da cui esse derivano.

Dilaga sempre più velocemente in Russia (e comincia ad approdare anche in Germania) l’epidemia della Krokodil drug, il “Coccodrillo”, anche nota come Desomorfina.

E’ il passo successivo all’assunzione di eroina, e per questo può definirsi la sua dirty cousin, più potente e assai meno dispendiosa.

Trattasi di una droga fai da te, i cui ingredienti si possono spesso reperire in casa, fatto che ha reso il narcotico “eroina dei poveri”.

Componente principale è la Codeina, sostanza oppiacea utilizzata nei medicinali come analgesico, meno potente della morfina e per ciò presente in diffuse compresse per cefalee, acquistabili senza bisogno di ricetta medica (a poco prezzo, per giunta).

Ai tossicodipendenti basta infine aggiungere benzina, diluenti per vernici, acido cloridrico, iodio e fosforo rosso, tutte sostanze che, ad esempio, si raschiano via dalle scatole di fiammiferi o sono miscelati in detersivi industriali.

Il devastante cocktail può essere facilemente “cucinato” in casa ed iniettato endovena.

Le statistiche di assuefazione e guarigione da questa droga sono allarmanti.

Il Krokodil è infatti noto per i gravi danni che essa comporta: sembra “corrodere” il corpo dall’interno, in quanto blocca il nutrimento delle cellule che, di conseguenza, muoiono, provocando vere e proprie necrosi. Il colore di questi squarci varia dal marrone al verde, ragion per cui la droga è chiamata “Coccodrillo”, proprio a ricordare le squame del rettile.

 

Irina Pavlova, ricoverata al centro di riabilitazione a Chichevo (Russia) per uso di questo narcotico, racconta le diverse sorti degli altri dipendenti: “Per alcuni il Coccodrillo ha portato alla polmonite, all’avvelenamento del sangue; altri avevano una raffica al cuore, meningite. Altri ancora sono semplicemente marciti.” Per non citare le cangrene e le infezioni.

L’aspettativa di vita per un dipendente va dai tre ai quattro anni, e il tasso di assuefazione è altissimo già dalle prime iniezioni.

 

Siamo, insomma, nel bel mezzo di una gara con l’eroina a chi miete più vittime; eppure nessuno dei 100 mila morti di queste droghe riceverà mai alcun premio.

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