• martedì , 29 Settembre 2020

Valsolidarietà

Anche quest’anno Valsalice ha scelto di investire il ricavato delle feste di beneficenza della scuola media e del liceo in due grandi progetti: l’Ecuador e alcune borse di studio per ragazzi bisognosi, di cui rispettivamente si interessano la professoressa Elena Cristino e Don Mauro Mergola dell’oratorio S. Luigi.

Le borse di studio

Don Mauro, come è nato e come ha via via preso corpo il progetto?

“Tutto è iniziato due anni fa, quando Don Enrico Stasi ed io ci siamo chiesti se fosse possibile dare la possibilità di frequentare l’Istututo Valsalice a ragazzi meritevoli ma privi di un adeguato supporto familiare ed economico. Sono stati dunque proposti dal nostro oratorio due ragazzini, che tuttora frequentano la prima e la seconda media. E Don Gianni di Maggio ha deciso di continuare a sostenere il progetto anche quest’anno. Ci piacerebbe riuscire a mandare dall’oratorio un ragazzo all’anno”.

Che requisiti si richiedono ai ragazzi perchè possano meritarsi una tale opportunità?

“Innanzitutto impegno nello studio e rendimento scolastico. Si tratta soprattutto di ragazzi stranieri, di solito immigrati di seconda generazione: i nostri due studenti di Valsalice sono uno colombiano, l’altro nigeriano”.

Quali i soggetti attivi che ruotano attorno al progetto?

“Si tratta soprattutto di un lavoro d’équipe, tra i servizi sociali, educatori dell’oratorio, insegnanti e famiglia. Quest’ultima costituisce il punto in assoluto più critico: a casa i ragazzi si confrontano con una realtà per molti aspetti contrastante rispetto a quella in cui sono immersi tutto il giorno a scuola”.

Che cosa si aspetta l’oratorio da loro?

“I ragazzi continuano a frequentare il S. Luigi, luogo di studio e di amicizia. L’obiettivo ultimo sarebbe quello di continuare a vederli inseriti nella realtà dell’oratorio anche un domani “dall’altra parte”, loro stessi leader per le generazioni prossime”.

Qual è l’aspetto in definitiva più interessante del progetto?

“Sicuramente quello di mantenere coese le diversità della collina e della pianura, di Valsalice e di San Salvario.

Progetto Ecuador: No lo puedo creer

Professoressa Cristino, come nasce questo progetto?

“È iniziato circa 30 anni fa da alcuni salesiani, padre Amador e padre Zanovello, che notarono che i bambini di strada (chicos de la calle) dovevano essere aiutati. Infatti sono ragazzi molto bisognosi di affetto e cercano delle relazioni fortissime con le persone che incontrano”.

Come lo ha conosciuto?

“Valsalice ha invitato padre Garcia per una conferenza e in seguito abbiamo caricato su Youtube un video del progetto. Abbiamo poi visitato con il professor Pace un centro in Ecuador dove ci sono 3200 ragazzi. Si cerca in questa comunità o di reinserire il bambino all’interno della sua famiglia oppure se non vi è la possibilità il progetto si fa carico di loro fino alla maggiore età”.

Quale aiuto si aspetta da Valsalice?

“Spero che l’aiuto non sia soltanto di tipo economico. Mi spiego: vorrei che i ragazzi di Valsalice facessero attività di volontariato in Ecuador per un breve periodo, 3-6 mesi”

Parlando del volontariato, quali vantaggi apporterebbe a un ragazzo questo tipo di esperienza?

“Imparare a ricevere la consapevolezza di ciò che abbiamo, nonostante il nostro stato di benessere non sia una colpa e inoltre che la cultura è un bene prezioso, loro non hanno questa possibilità”.

Quali le difficoltà invece?

“Le prime difficoltà sono i pregiudizi,  inoltre loro non hanno coscienza del valore. Bisogna dunque lasciarsi mettere in gioco, se uno si lascia coinvolgere vivrà una bellissima esperienza”.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Potrai visualizzare la lista dei cookies attivi e revocare il consenso collegandoti alla pagina http://ilsalice.liceovalsalice.it/cookie-policy/. Per maggiori informazioni leggi la nostra Cookie Policy.

Chiudi