• mercoledì , 21 Ottobre 2020

Alla scoperta di un "nuovo" mondo

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di Beatrice Limone e Maria Laura Nebbia

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“Una stanza senza libri è come un corpo senz anima”, sostiene Cicerone. Senza alcun dubbio il nostro Arpinate sarebbe oggi orgoglioso di Valsalice, che tra campi da calcio e da pallavolo e aule studio e di informatica ospita (forse all’insaputa di molti) quasi  50.000 volumi.

Cicerone d’eccezione è stato per noi Don Mai che, con gli occhi illuminati di fronte alla “sua”  biblioteca e un orgoglioso tono di voce, ci ha portati alla scoperta di questo straordinario ed impolverato mondo a due passi dalle nostre aule.

Prima tappa dell’ itinerario è stato il deposito, situato al piano del cortile, di fronte ai tavoli da calcetto e ping pong. Qui abbiamo potuto ammirare un’infinita varietà di libri (40.000), in parte schedati e persino accessibili via Internet. Collezioni di opere letterarie e scientifiche del ‘500-‘600-‘700, in italiano, francese, inglese e tedesco coprono quegli scaffali ormai un po’ troppo dimenticati dagli allievi: Il Parnaso Italiano, Le Real Encyclopadie Wissowa, l’interacollezione di Civiltà Cattolica, la Critica di Benedetto Croce e la Biblioteca Inglese del professor Olivero sono solo pochi esempi dell’immensa ricchezza che la nostra scuola possiede.

Uscendo da questa piccola stanza, subito sulla destra, ci addentriamo in quella che possiamo ormai solo più definire ex sala di consultazione, adibita ora a sala studio.

Qui ci sono circa 8.000 volumi, alcuni dei quali sono schedati scientificamente  dal momentaneo incaricato. Si passa dalla letteratura italiana a quella  inglese o francese per poi fare un salto nel passato e addentrarsi nel misterioso e affascinante mondo classico, latino e greco; poi storia, filosofia, scienze ma anche le opere di teologia e i testi sulle varie religioni. Purtroppo le collezioni di arte sono riuscite a trovare un rifugio solo sui vani delle finestre…

Chiunque volesse usufruire della biblioteca deve rivolgersi al responsabile, il quale preleva i volumi dagli alti scaffali e li consegna: finora, come lui stesso afferma con un sorriso, non è ancora caduto dalle scale e attende tempi migliori!

Da non trascurare è anche una misteriosa stanzetta, accessibile  a pochi  privilegiati (e modestamente noi del Salice siamo arrivati anche qui!) dove si trovano circa  400 rari volumi che risalgono addirittura al ‘400-‘500: basti pensare a un’edizione della Divina Commedia del 1491, un Orlando Furioso  del 1561, senza dimenticare le lettere autografe del Manzoni con il suo sigillo. E chi fosse interessato a conoscere il colore dei capelli dell’autore può soddisfare anche questa curiosità: una sua ciocca è qui custodita con grande attenzione.

Ultimo accenno a un nuovo progetto: sta sorgendo una biblioteca specializzata con testi e raccolte varie di matematica, fisica e scienze direttamente collegata al Museo. Entro l’anno si spera di riuscire a schedare tutto il materiale presente.

Certo, ancora molto c’è da fare. Come ad esempio rendere più agibile la Sala consultazioni sia al corpo docente che agli allievi della scuola attraverso una più capillare propaganda. Poi sarebbe importante far conoscere e valorizzare in ogni modo la nostra ricchezza, magari con piccole ma efficaci mostre sui vari argomenti. Infine “il faticoso incarico” di completare la schedatura scientifica, oggi divenuta ancora più complicata

Don Mai ci lascia con un monitum:  “Occorre utilizzare quanto si possiede e metterlo a disposizione di chi ne avverte il bisogno. Se no si è dei pacifici “ladri legali””.

È indispensabile che tutto il patrimonio letterario che possediamo sia sfruttato al meglio perché  chi accumula libri, accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant’anni.” [Ugo Ojetti]

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