• mercoledì , 23 Settembre 2020

Mio caro Frodo…

Riecco un grande una grande opera di Tolkien portata sul grande schermo dal regista Peter Jackson. Si tratta del film Lo Hobbit. Un Viaggio Inaspettato, prequel, ossia che racconta gli avvenimenti accaduti prima dell’inizio del viaggio di Frodo, della fortunata trilogia Il Signore Degli Anelli.

Gandalf  il Grigio, giunto a casa di Bilbo Baggins, gli chiede se voglia prender parte ad una spedizione, ma nonostante la sua riluttanza il mago lo arruola e invita a casa dello hobbit gli altri componenti del viaggio: tredici nani, tra cui il loro re, Thorin Scudodiquercia il cui regno aveva vissuto un lungo periodo di prosperità fino all’arrivo del drago Smaug, il quale, raggiunge il regno di Erebor e lo conquista, costringendo i nani alla fuga. Poichè gira la voce che il drago sia morto, questa comitiva parte con il desiderio di riappropriarsi degli antichi possedimenti dei nani prima che altri lo facciano altri. Il gruppo parte e durante  la spedizione si ritrova a dover affrontare prima tre Troll, da cui grazie all’astuzia di Bilbo e all’aiuto di Gandalf, riesce a fuggire. Poco dopo il gruppo incontra l’eccentrico stregone Radagast il Bruno, il quale informa Gandalf di una presenza malvagia che dimora in una vecchia rocca abbandonata: un Negromante. Subito dopo, il gruppo è attaccato da alcuni Orchi. Radagast si offre di depistarli, lasciando il tempo a Gandalf e ai suoi amici di raggiungere Gran Burrone, attraverso un passaggio segreto, e di mettersi in salvo.Il viaggio riprende e passando attraverso le montagne, i nani vengono catturati dai Goblin, mentre Bilbo, che si era allontanato per il diverbio con Thorin, si imbatte in Gollum a cui ruba l’Anello. Infine riunitisi riescono a sfuggire e vengono portati lontano da alcune aquile. Sebbene la fine del viaggio sia ancora lontana, hanno già compiuto buona parte del viaggio.

Questo nuovo film non delude per quanto riguarda le ambientazioni, i paesaggi splendidi e l’avventura tiene gli occhi incollati allo schermo; sembrerebbe però che il regista abbia voluto spremere fino all’ultimo l’opera letteraria originale. La scelta di separare il libro in piu’ film è discutibile: infatti dopo tre ore di film si giunge ad una fine che non è una fine, una conclusione che non c’è. La compagnia non arriva alla meta finale lasciando lo spettatore con il dubbio se l’impresa vada a buon fine. Inoltre lunghi flashback rendono la narrazione lenta, mentre il 3D alterna scene di grande realismo a scene in cui sembra di essere in un videogioco. Non si esce dalla sala propriamente soddisfatti.

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