• mercoledì , 23 Settembre 2020

Nomina omina

Ecco qui, fresca fresca, una nuova originale creazione del professor Di Ciaula. Questa volta i protagonisti sono i professori, in clima natalizio!

 

IL PRESEPE DI VALSALICE

Mancava ormai poco al grande giorno, la stalla era stata preparata. C’era già il BOVE mentre non si era trovato l’asinello ed era stato sostituito da un MANZO. In compenso un BRACCO e un altro minuto CAGNOTTO con una piccola cresta sulla testa, una specie di CRISTINO, si disputavano un piccolo RAMELLO di olivo o forse di OLIVAZZO, non ricordo bene.

Alcuni FABBRI svizzeri, probabilmente di LOSANA, avevano fuso del ferro in un FORNERO ad alta combustione e forgiato una CROCE. Altri ARTIGIANI avevano costruito simpatiche statuine con del legno di BOSCA proveniente da Ivrea o altre zone del CANAVERO. C’era un enorme felino, U’GLIONE, e tante altre statue. Tra queste, vicino ad Achille e Menelao, c’era ELLENA con una CIOCCA di capelli color ROSSO RUBIOLO.

ACCOSSATO al muro c’era il gotha dei nobili, il MARCHIS e, FRA I RE e le regine, anche il diacono LOJACONO con un’espressione davvero BUFFA. Una zona era per i fratelli, prima gli Etti, MICHELETTI, BATTISTETTI e SCHINETTI; l’altra per i Nelli,  PINELLI e FANELLI. C’era un gradissimo spazio con molti alberi da frutto, un vero e proprio FRUTTERO  e accanto un GARDINO pieno di fiori colorati e bellissimi che qualcuno stette a guardare attentamente FISSORE ore e ore.

PERONA volta tutto era stato assemblato con molta cura. Vi era raffigurata la cima più alta della zona, il MONTERSINO, con tanto di neve, c’era il castello con lo splendido BORRIONE  accanto al quale una lunga SCALETTI per arrivare fin lassù. C’erano Maria e Gaetano, MERI-TANO: lei era il simbolo di aprile, lui DI MAGGIO; Maria era figlia di DEMARIE, Gaetano il figlio di Garri, GARRITANO.

C’era anche un fitto dedalo di strade che DA VICOlo corto portavano a vicolo lungo e anche uno strano animaletto che camminava saltellando, facendo dei BALCET  niente male. Su per giù, GIU BER GIA’, c’era un enorme pero, un PERRONE sotto il quale i due cugini Audo, GIRAUDO e GRIBAUDO, esortavano a gustare i frutti appena colti con un cartello su cui era scritto:”MANGINO signori, sono buoni e sono gratis”.

Dagli Stati Uniti era giunta una statuina di Jack Obbe (GIACOBBE) un artista della città DI BLASI, nel Missouri, che rappresentava un VARALDO che gridava le notizie tenendo le mani a imbuto intorno alla bocca. Per gli ONI  e gli altri visitatori lo spettacolo era meraviglioso, anche se ricostruito in uno spazio angusto che DI CI AULA ma in realtà solo un piccolo sgabuzzino.

Filippo, un piccolo visitatore BRUNO di capelli e MORETTO di carnagione, forse perché adottato da qualche paese africano e che la mamma chiamava FILIPPETTO, rivolgendosi a lei disse:”Ora io me ne ANDREI” e la CARA mamma, accarezzandolo teneramente gli rispose:”Bene, ora puoi andare in PACE”.

 

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Buon Natale a tutti!

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