• domenica , 27 Settembre 2020

Una parodia politica (quasi) perfetta

La nostra commedia inizia il  21 gennaio 2011, quando sul grande schermo viene proiettato il film diretto da Giulio Manfredonia che ha nome Qualunquemente. Il film, il cui protagonista è Cetto La Qualunque (Antonio Albanese), mostra molto bene come funzionano le cose in alcuni paesi del Sud Italia (anche se forse il lungometraggio è un po’ forzato).
La trama è abbastanza semplice: il calabrese Cetto La Qualunque torna da una latitanza di quattro anni in America Latina nella sua città d’origine, Marina di Sopra. Qui ritrova la famiglia e, su richiesta dei suoi amici, si candida a sindaco della città per evitare che lo diventi il suo onesto avversario, Giovanni De Santis. A Marina di Sopra le tasse non esistono, e quando un turista chiede la ricevuta fiscale su tutti cala il silenzio più assoluto. Quando la cassiera fa lo scontrino, lo scrive su un pezzo di carta tutto ingiallito dal tempo.
Dopo una campagna elettoralmente basata soprattutto sulla conquista di voti promettendo favori legali e non legali (che sono tutte bugie), Cetto diventa sindaco.

Questa è la situazione d’inizio del nuovo film uscito il 13 dicembre 2012, sempre con Antonio Albanese e diretto da Giulio Manfredonia, dal suggestivamente  titolo Tutto tutto niente niente. Antonio, oltre ad interpretare, come sempremente, Cetto La Qualunque, sfodererà nuovi lati del suo carattere interpretando altri due personaggi suoi colleghi: Rodolfo Favaretto e Frengo Stoppato.
Eletto sindaco di Marina di Sopra, la vita è facile per La Qualunque, almeno all’inizio. Ma poco dopo deve sciogliere il consiglio comunale perché arrestato senza dubbiamente dalle autorità e portato in carcere solo perché ha legami con la Mafia. Qui però non fa alcun nome e questo gli fa guadagnare la stima del potentemente Sottosegretario del governo.

Frattanto gli altri due personaggi si infilano nella storia del primo: Rodolfo Favaretto è un secessionista veneto moooolto razzista, che fa entrare dei clandestini in Italia nascondendoli e facendo loro fare i lavori forzati. Uno di questi immigrati riesce a fuggire fingendosi morto e fa arrestare il povero Rodolfo.
Frengo Stoppato è un tossicodipendente senza precedenti, richiamato in Italia dalla madre che si finge in punto di morte per farlo arrestare come trafficante di droga. Il motivo è semplice: la madre lo vuole accanto a sé per farlo beatificare da vivo.

Giunge una notizia: tre deputati del Parlamento sono stati uccisi. Il Sottosegretario, allora, prende il triplo Antonio Albanese e lo fa entrare in Parlamento. La condizione è una sola: votare come gli dirà lui. Ma i tre sono schegge impazzite e si liberano in fretta dal controllo del Sottosegretario. Frengo inizia un’abile carriera politica con il Papato, drogando anche alcuni preti e corrompendo i collaboratori di Sua Santità. Cetto non si presenta mai in Parlamento, e il Sottosegretario spesso non raggiunge la maggioranza a causamente  dei suoi voti mancanti. Rodolfo continua le sue attività razzistiche mentre progetta di far costruire la “Bretella”, per collegare Udine, Vienna, Venezia, Brachetto di Sopra e di Sotto.

E così il governo precipiterà nel caos più completo, anche se i tre protagonisti hanno ancora molte battute ed azioni in serbo per lo spettatore.
Insomma, un bel film che fa ridere, ma anche riflettere molto. Buona visione!

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