• mercoledì , 21 novembre 2018

"Siate testimoni esperti!"

“La rete è non è un mezzo di trasmissione ma un ambiente, un luogo di esperienza.”

La #rivoluzionedigitale secondo Marco Bardazzi, Digital Editor La Stampa è filosofia applicata: “va vissuta superando il dualismo tra la vita reale e quella virtuale. L’uomo è uno solo”.

Bardazzi ne è convinto sul palco del convegno sulla Comunicazione di Valsalice e ci dedica un po’ di tempo per discuterne prima di correre al giornale. Gli lasciamo l’ultimo Salice e forse qualcosa di più: “avete capito come si sta nel web 2.0. L’ambiente social è proprio un cortile digitale: dobbiamo imparare da voi!”. Lui ricambia con la promessa di una collaborazione tra il quotidiano torinese e la nostra rivista: gli chiediamo consigli per esserne all’altezza…

Ritratto del giovane giornalista.

Naturali capacità multimediali, grande curiosità, buona scrittura, pazienza, presenza e interesse verso tutti i media (la carta esiste ancora!), lettura vorace e a 360° (giornali, riviste, Twitter, poesia, romanzi). Dopo cena non solo Bignardi e Santoro ma soprattutto un buon film.

 La “rivoluzione” dell’informazione avvantaggia chi comincia oggi?

In parte sì, ma il vostro essere nativi digitali vi espone anche a qualche pericolo. Penso al rammarico di Woodward e Bernstein, quando domandarono ai loro allievi da dove avrebbero iniziato se fosse toccata a loro l’inchiesta sul Watergate e i ragazzi puntarono subito al web. I due maestri  furono lapidari: “il giornalismo è morto perché a nessuno è venuto in mente di parlare con un altro”. Esageravano, ma c’è un fondo di verità: si è persa l’esperienza di chi  si formava “con la suola delle scarpe”…

Esperienza. Ha spiegato durante la sua relazione che “il web è pieno di testimoni, ma l’informazione ha bisogno di testimoni esperti”. Come si diventa testimoni esperti?

Seguendo una buona guida, accumulando un bagaglio di esperienze e valutando costantemente il proprio cammino. Senza smettere mai di imparare.

La sua “Teoria delle C”, che enuncia i principi regolatori del giornalismo, ne prevede sei: comunità, condivisione e conversazione, creatività, contenuti, credibilità. A che punto è il nostro giornale? Che cosa dobbiamo migliorare?

Mi sembra che sulle prime quattro siate preparati. Insistete sulla credibilità: è molto bello il vostro slogan del video “Il Salice si fida di te”, la fiducia deve essere reciproca! Dovete conquistare quella dei vostri lettori ogni giorno, è un test continuo. Verificate le fonti e allenatevi al “Fact checking” (sapete che su La Stampa abbiamo aperto una rubrica ad hoc). Continuate a curare i contenuti nei dettagli: la bellezza comunica e attrae.

Com’è cambiato il suo modo di fare giornalismo in questi anni?

Mi lasciano scrivere poco, adesso, perché mi occupo del coordinamento della redazione web. Ho vissuto a lungo negli Stati Uniti (fino al 2009) e ho osservato la trasformazione prima che investisse anche l’Italia: si sta affermando un nuovo modo di raccontare. Non esiste più la storia lineare, quella che seguiva lo schema inizio-svolgimento-fine. Dobbiamo usare strumenti diversi: un po’ come i bambini a scuola. Una volta le ricerche si presentavano in un compito scritto, oggi si preparano cartelloni colorati pieni di frecce e fotografie.

Bardazzi ha quarantacinque anni, tre figlie, un blog ed almeno una decina di tweet al giorno (@marcobardazzi). Ci saluta cinguettando:

@luciacaretti

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