• mercoledì , 23 Settembre 2020

Sotto sotto… sono in guerra

Dopo i tacchi a stiletto, alti tra i 12 e 18 centimetri, un autentico massacro per i piedi, caviglie, polpacci e panacea anticrisi per i fisioterapisti,  ci chiedevamo quale altro strumento sadico la moda avesse mai creato come divertimento per la sua follia integralista: il riprovevole comportamento femminile di oggi in netta antitesi con quello femminista di ieri.

Le donne moderne, quando si tratta di andare incontro ad inesprimibili piaceri autolesionisti, camminano a testa alta, esibendo con orgoglio i vessilli più pesanti, armate fino ai denti di strumenti crudeli per dimostrare al mondo la loro feroce baldanza bellicosa. Una sorta di orgasmo masochistico che le prende fino all’ estasi mistica  quando riescono ad andare alla guerra, senza superstiti, con il loro corpo.

Adesso per vivere perennemente da militanti è arrivata la lingerie retrò ispirata agli anni Quaranta e Cinquanta, quando le donne avevano tempo da perdere e spendevano i soldi dei mariti per vendicarsi della loro vita da casalinghe disperate. Uno scempio estetico taroccato per il desiderio di sedurre gli uomini. Un tripudio di megareggiseni a fascia (duri come il marmo), mutandoni corazzati; culotte che trasformano i normali sederini paffuti in portaerei; guaine ammazza-fianchi e ammazza-eros; stringiciccia soffocanti, balconette di materiali sconosciuti ripiene di ferri insidiosi.

Un’ armatura mortificante per il proprio fisico, degna di un emulo del marchese De Sade. Non possiamo dimenticare improbabili bustier vittoriani, calze color carne che trasformano le normali gambe in wurstel; vesti e sottovesti che renderanno sexy Dita Von Teese (con le luci giuste ed una quantità industriale di cerone spalata ovunque), ma che faranno di un’ ordinaria poveraccia una sciattona inguardabile.

Solo una persona dotata di senso dell’ umorismo può scimmiottare la guerra tra i sessi, architettando ridicoli stratagemmi  per arpionare fidanzati e mariti che dormono davanti al televisore. Le donne dovrebbero tenere a mente una regola ben precisa: nel momento topico, al maschio basico non importa un fico secco di quello che indossano; potrebbero tenere sulla testa un peluche e avere ai piedi le scarpe verde pisello della vecchia zia che nessuno spasimante avrebbe mai da obiettare.

Per conquistare non occorre chissà quale strategia, mica bisogna ricorrere al teatro. Quello semmai serve dopo, quando è più interessante vedersi, comodamente seduta in platea, una commedia di Eduardo, piuttosto che subire in posizione alquanto disagevole le moine del solito contaballe recidivo.

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