• mercoledì , 28 Ottobre 2020

"HABEBAMUS" PAPAM

[box]Un “emerito”, tante opinioni su questa “storica novità”.[/box]

Dimissione, rinuncia, abdicazione, rifiuto, fuga. Tante, troppe parole diverse per descrivere il gesto dell’ormai Papa emerito Benedetto XVI. Un gesto nuovo per la popolazione contemporanea, che si trova sbigottita, impaurita, critica di fronte a questa novità che va a turbare il normale svolgimento degli eventi. È difficile trovare un’uniformità di pensiero: la nostra unica possibilità è trarre dai fatti le nostre personali conclusioni.

[quote]L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli sei vicino. Charles Bukowski[/quote]

«Quando ho sentito la notizia, – ci dice il prof. Luca Lojacono – ero in viaggio sotto la neve; ho subito provato sbigottimento, un profondo senso di orfanitudine: come se un padre avesse smesso di affiancarci. Più ci pensavo, più sono giunto alla conclusione che il significato di questo grande gesto si potrà comprendere solo fra molti anni… se non in Paradiso, ma sento una profonda stima e gratitudine verso la sua decisione: ha dimostrato un grande senso di umiltà e libertà. Il primo per aver riconosciuto il suo vigore venirgli meno ed aver compiuto un gesto per il bene della Chiesa; il secondo poiché egli ha agito liberamente: ha sofferto e meditato una decisione così pesante nella libertà dei figli di Dio.»

Papa Ratzinger: una grande lezione di umiltà.

Il concetto di umiltà è condiviso anche dal prof. Mario Fissore, il quale ritiene che «questo gesto sia da stimare quanto quello del precedente Giovanni Paolo II; non bisogna guardare solo agli aspetti materiali, ma riconoscere anche gli altri fattori che possono aver influenzato le scelte, opposte, di questi due grandi uomini.»

[quote]La vita è una lunga lezione d’umiltà. – James Matthew Barrie[/quote]

Probabilmente, uno dei tanti motivi potrebbe essere la sua condizione di salute: «Egli – ci dice la prof.ssa Annalisa Ellena – ha capito di non essere più in grado di gestire un incarico così grande e ricco di responsabilità». «Considerando che – continua la prof.ssa Giuliana Pinelli – con la vecchiaia si perde energia e l’obiettivo primario di ogni credente è trasmettere l’energia di Cristo all’umanità».
Su questo filone, interviene il prof. Roberto Davico: «Il suo è stato un gesto saggio, che ha rivelato la consapevolezza delle proprie forze. A maggior ragione, essendo il Papa vescovo di Roma, ha tutto il diritto, se non si sente più in grado, di essere sostituito per il bene suo e dei fedeli.»

Torna il prof. Lojacono, che sottolinea inoltre un carattere profetico nel suo messaggio; nel suo ultimo Angelus, infatti, Papa Ratzinger ha ricordato che il “capo” della Chiesa è Cristo. Pertanto non si tratta di una “fuga dalla croce”, ma semplicemente di un cambio di strada: la scelta di “portare il proprio fardello” in un modo diverso. Un gesto esemplare, che educa alla vita: «Pensandoci, il suo è un segno di grande paternità: come padre, egli ci “introduce al messaggio della nostra esistenza”, ci indica la via di Cristo, il che dimostra la sua infinita grandezza.»

Nonostante tutte queste riflessioni, una domanda rimane irrisolta… Quale termine usare per identificare il gesto di Papa Benedetto XVI?


Ci pensa il prof. Antonio Varaldo: «Assolutamente, il termine dimissione è completamente errato: ci si “dimette” da un superiore; penso che la risposta sia abdicazione, poiché, essendo il Papa anche capo di un’entità governativa, ha ceduto il suo incarico». Il professore ci cita anche un film del 2011, con regia Nanni Moretti, “Habemus Papam”, che tratta proprio il tema dell’abdicazione di un pontefice.

Umiltà, libertà, responsabilità, consapevolezza  e paternità: tutti aspetti con cui si può descrivere questa grande novità, destinata a cambiare per sempre la storia, e, ora come ora, difficile da analizzare e comprendere. Siamo tutti barche nell’oceano, sotto la guida di Gesù Cristo Nostro Signore.

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