• mercoledì , 21 Ottobre 2020

“É ora di chiamare a raccolta il popolo di Dio, muovere le tende e riprendere il cammino”

Il mondo cattolico è scosso, dal 28 febbraio la sede del pontificato è vacante, in attesa del prossimo conclave. Don Gianni di Maggio si è offerto di chiarire meglio la situazione in un’intervista volta a spiegare a noi giovani studenti la difficoltà del momento.

Ci potrebbe descrivere brevemente la situazione attuale?

Vorrei in primo luogo chiarire l’erroneo termine dimissioni con cui si è descritta la rinuncia dell’ora vescovo emerito di Roma Joseph Ratzinger. Si può parlare di errore nell’utilizzo di tale vocabolo in quanto le dimissioni sono per definizione da  proporre all’autorità cui si è sottoposti, in questo caso, paradossalmente, Dio. La rinuncia del Papa è stata libera e volontaria, simile all’abdicazione di un sovrano; ricordo che tale possibilità è contemplata dalla legge canonica nell’eventualità di un eccessivo peso che gravi sulle spalle del Pontefice.

Al momento le ordinarie funzioni amministrative da chi sono portate avanti?

Il Collegio dei  Cardinali in toto ha tale compito. All’interno di esso rientrano tutti gli attuali 209 cardinali viventi. Non sono perciò esclusi gli ultraottantenni che dal 1970, a motivo di una legge promulgata da Paolo VI, sono estromessi dalla possibilità di voto. Le Congregazioni Generali dei Cardinali in questi giorni si riuniscono mattina e pomeriggio per parlare dei punti di forza e dei nodi problematici della Chiesa attuale nelle varie aree del mondo. Queste giornate danno inoltre ai cardinali la reciproca possibilità di conoscersi e confrontarsi.

Quando inizierà il conclave?

Prima dell’inizio del conclave vi deve essere un minimo di giorni di stasi di 15 giorni fino ad un massimo di 20. Tale norma era stata decisa in tempi meno moderni per dare il tempo a cardinali residenti in Paesi geograficamente molto lontani di arrivare a Roma per partecipare all’elezione del Pontefice. Inoltre, ovviamente non in questo caso, si dovevano svolgere i dovuti funerali del defunto Papa e i nove giorni di Messe  e suffragi, i novendiali. In questo momento è stata data la facoltà ai cardinali di accorciare i tempi di inizio del conclave; mercoledì 6 marzo gli ultimi cardinali sono giunti nella Città Santa. I centoquindici su centodiciassette (due cardinali hanno ritenuto opportuno non presentarsi a Roma dopo i fatti recentemente accaduti) aventi diritto di voto saranno dunque chiamati ad eleggere il successore di Pietro.

In base a cosa negli ultimi giorni sovente i media trasmettono i nomi di coloro che sarebbero i “più quotati”?

I cardinali sono tenuti a mantenere il completo riserbo, perciò probabilmente dipende tutto dalla rilevanza nel mondo ecclesiastico di alcuni personaggi. Il rischio è quello di bruciare tali candidati, nel nome di un detto che dice “chi entra papa in conclave, esce cardinale”.

Una curiosità: la lingua parlata in questa occasione?

Molti dei cardinali conoscono probabilmente l’italiano a motivo di precedenti presenza a Roma, ma il latino rimane la lingua ufficiale dei giuramenti e del conclave, secondo tutta una serie di norme regolamentate da una costituzione, la Universi Dominici gregis, di Giovanni Paolo II.

Il conclave.

La parola deriva dal latino cum clave a sottolineare la massima esclusione dal mondo del conclave. I cardinali sono ospitati nel palazzo di Santa Marta, in una sorta di clausura. Gli scrutini si svolgono come tutti sanno nella Cappella Sistina, proprio sotto il Giudizio Universale dipinto da Michelangelo; sono un massimo di quattro al giorno, due al mattino e due alla sera, fino alla famosa fumata bianca. Lo scrutinio è ovviamente segreto, vi sono tre scrutatori scelti ad ogni spoglio dei voti, essi, dopo che ciascun cardinale ha posto all’interno di un calice il biglietto del proprio voto chiamando a testimone Gesù Cristo che mi dovrà giudicare, dovranno pronunciare i singoli voti seguiti dalla formula eligo in summum Pontificem. Seguirà la fumata, l’unico mezzo di comunicazione con l’esterno, le schede vengono quindi bruciate nella stessa stufa da più di mezzo secolo.

Come viene eletto esattamente il pontefice?

Sono necessari i due terzi dei voti. Alla fine di ogni votazione il camerlengo, l’attuale cardinal Bertone, nelle mani del quale passa il potere della sede vacante, deve redigere una relazione. A proposito del camerlengo,  nonostante il cardinale Bertone sia appunto fra i sopracitati favoriti, solamente in un caso, cardinal Pacelli, poi Pio XII, si ricorda come tale figura sia succeduta al pontefice.

Che cosa ci può dire sui criteri che determinano una decisione così importante?

L’età non rappresenta in alcun modo una discriminante. Ovviamente ci si concentra su una sorta di identikit del pontefice adatto ad un dato momento storico. Attualmente ad esempio il cardinale più giovane è l’arcivescovo di Manila, di 52 anni.

Per quanto riguarda il papa destituitosi?

Egli era già stato elettore di papa Giovanni Paolo II. Attualmente non esiste più Benedetto XVI ma solo Joseph Ratzinger, egli può quindi essere considerato vescovo emerito. In quanto ultraottantenne non potrà partecipare al conclave, si ritirerà in vita di preghiera e avrà ovviamente diritto ai funerali consoni per un pontefice.

Ringraziamo Don Gianni per aver elargito a noi giovani il suo parere di esperto in materia.

Ora non resta che attendere l’arrivo degli ultimi cardinali per l’inizio del conclave.

Curioso sarà osservare come i media potranno sopravvivere a quei pochi giorni della durata delle elezioni del nuovo Papa, durante i quali non potrà trapelare alcuna parola cappella Sistina.

Oramai non susciterebbe stupore nemmeno il leggere per la prima volta il nome del vescovo protagonista della fumata bianca su Twitter (sorte vuole che proprio il precedente Papa avesse un account sull’assai diffuso social network).

Si stima che il conclave inizi lunedì 11, a conclusione della Congregazione Generale dei Cardinali: il mondo dei fedeli cattolici è pronto ad affidarsi ad un nuovo successore di Pietro.

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