• martedì , 1 Dicembre 2020

Cina, legge del figlio unico: aborti, sterilizzazioni e infanticidi

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Nel paese di Mao 400 milioni di nascite mancano all’appello

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Alla fine degli anni Settanta in Cina il governo cinese ha imposto un rigoroso piano di controllo delle nascite, noto anche con il nome di “legge del figlio unico”. Tale legge è stata attuata per ridurre la crescita della popolazione, ma ha introdotto anche pratiche come l’aborto e la sterilizzazione.

Due genitori, solo se entrambi figli unici, possono spesso avere un secondo figlio. La legge cinese prevede anche eccezioni. Per esempio le coppie contadine, se hanno avuto come primo figlio una bambina, possono facilmente avere un secondo figlio, nella speranza che nasca un maschio. I ricchi e i burocrati del partito possono permettersi, dietro pagamento di multe salatissime, di avere più di un figlio. Altre eccezioni riguardano la morte per cause naturali del figlio unico; in tal caso la famiglia può procedere in due modi differenti: è autorizzata ad averne un altro oppure se la coppia ha un secondo figlio “illegale”, quest’ultimo potrà diventare legale.

Nascite selettive in Cina, sempre meno bambini.

Ancora oggi non è consentito ai genitori di avere il numero desiderato di figli. La legge repressiva sulla pianificazione familiare causa ogni anno decine di migliaia di sterilizzazioni maschili e femminili, aborti forzati e infanticidi di bambine. Molte coppie si servono delle ecografie per identificare il sesso dei concepiti e abortire così le femmine. Il Governo cinese si vanta, però, di aver “evitato”, dalla prima introduzione della politica del figlio unico nel 1979, ben 400 milioni di nascite e continua a lanciare slogan del tipo “La tua casa sarà distrutta e le tue mucche portate via se non pratichi l’aborto“.

Un effetto indesiderato della politica del figlio unico sono i cosiddetti “cinesi-fantasma”, cioè i bambini la cui nascita non pianificata è spesso tenuta nascosta e non registrata all’anagrafe, non consentendo così a milioni di “bambini illegali” di avere un futuro.

Attualmente nel Paese non esiste un sistema pensionistico e la maggior parte degli anziani sopravvive lavorando o con i propri risparmi o grazie agli aiuti dei familiari, ma purtroppo coloro che supereranno i 60 anni a partire dal 2020  avranno uno o nessun figlio maschio. Secondo l’opinione delle autorità cinesi, il problema non è la crudele pratica delle sterilizzazioni e degli aborti forzati, ma il danno che ne potrebbe derivare all’economia. Infatti, nella Cina di oggi è lecito fare ogni cosa per il vantaggio economico del regime.

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Uomini cinesi single non per scelta: mancano 40-80 milioni di donne

In Cina per sposarsi e mettere al mondo un figlio è obbligatorio ricevere una licenza speciale emessa dal governo. Solo attraverso il pagamento di multe salatissime è possibile avere più di un figlio. Molte bambine vengono abortite o uccise dopo la nascita, poiché considerate un peso; così tuttora in Cina mancano dai 40 agli 80 milioni circa di donne: moltissimi giovani maschi, soprattutto delle zone rurali, non trovano e non troveranno donne da sposare. In Cina cresce con rapidità anche l’età media della popolazione, il rischio di un ulteriore invecchiamento nel prossimo futuro è forte, tanto che nel 2050 sono previsti circa 300 milioni di cinesi anziani, che non potendo contare in un sistema pensionistico, dovranno sopravvivere, come da tradizione, facendo conto sui figli maschi.

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