• lunedì , 21 Settembre 2020

Calcoli e sorrisi

Difficili problemi da risolvere, strani quesiti da portare a termine e tanta voglia di vincere: anche quest’anno la nostra squadra di matematici ha partecipato alle olimpiadi di matematica del Lingotto, dove, tra tante risate e un po’ di tensione pre-gara, si aggiudica un onesto undicesimo posto, buon risultato vista la solo recente partecipazione a questa manifestazione.

Tra i compagni di classe, però, la perplessità è tanta: dedicare SEI pomeriggi ad approfondire  matematica dopo essersi già sorbiti le sei ore curricolari sembra solamente un’impresa masochista. Alla risposta “E’ stato molto interessante: ci siamo divertiti” il silenzio cala e solo qualche mugolio di sorpresa esce dalle labbra stranite dei compagni prima che tutti scoppino in una fragorosa risata. Così abbiamo deciso di fare qualche domanda ai nostri ’eroi’ sulle loro meravigliose gesta.

FRANCESCO GJONEJ – 2 scientifico B

Perché mai ci si dovrebbe trovare al pomeriggio per “allenarsi in matematica”? Non bastano le ore mettutine?

Il corso per “allenarsi in matematica”, oltre a dare una specifica preparazione alle gare, offre l’importantissima possibilità di esercitarsi in gruppo a risolvere i problemi proposti che sono sempre uno stimolo a ragionare.

Ci mettiamo davanti a situazioni, che spaziano un po’ tutti gli argomenti, e cerchiamo di trovare una soluzione sfruttando le nostre capacità e un efficiente gioco di squadra. Riusciamo a risolvere problemi che, a prima vista, sembrano troppo difficili e che molti lascerebbero perdere; dobbiamo dedicarci tempo, ma alla fine che soddisfazione! È un corso davvero utile in cui si può “fare della matematica insieme” nella sua vera essenza e ci si rende conto di quanto ci si possa divertire con la matematica.

 

Raccontaci come è andata la gara a squadre alla Festa della Matematica

Per quanto riguarda la gara a squadre, voglio sottolineare i progressi fatti rispetto all’anno scorso. Certamente siamo ancora lontani da altre scuole molto più esperte della nostra (per noi questo è solamente il secondo anno che partecipiamo alla gara). Personalmente aspiravo a vedere la nostra scuola tra le prime, dato il nostro incoraggiantissimo risultato alla simulazione ufficiale con le altre scuole. Tuttavia alla gara abbiamo risolto un buon numero di problemi, anche tra quelli più difficili, e possiamo ritenerci soddisfatti.

Punti di forza e punti deboli della nostra squadra?

Due  notevoli punti di forza della nostra squadra sono, senza dubbio, la grande familiarità e intesa che abbiamo sviluppato durante il corso che ci portano a lavorare insieme con impegno e divertendoci. Senz’altro ci rendono forti e determinati anche gli stessi obiettivi e la voglia di migliorarci continuamente. Un punto su cui dobbiamo ancora lavorare molto e che ha abbassato il nostro risultato alla gara, è il fattore psicologico: ci siamo distratti e fatti prendere dall’ansia e questo che ci ha portati a fare gravi errori di strategia.

Progetti per il futuro della squadra?

Per il futuro penso servano altre occasioni per allenarci insieme ed imparare a fondo le tipologie di problemi delle gare, così da raggiungere livelli di esperienza comparabili con quelli delle scuole vincitrici.

Da dove nasce la tua passione per la matematica e cosa ti ha spinto a frequentare questo corso?

La matematica mi appassiona da sempre, non saprei trovare il momento esatto della mia vita in cui ha cominciato ad appassionarmi. A scuola è stata la mia materia preferita e lo è ancor ora: mi diverte sempre risolvere problemi, anche molto complicati, e, con questo corso, ho scoperto la bellezza di farlo  in compagnia. In particolare amo la possibilità di astrarre situazioni reali per studiarle più a fondo e  la “perfezione” della matematica stessa.

Mi hanno spinto a partecipare a questo corso il desiderio di approfondire le mie conoscenze e di potermi mettere in gioco.

 

 

SUSANNA ORESTANO  – 5 scientifico A  (capitano squadra “matematici immaginari” che ha partecipato alla Gara del Pubblico)

 

Quest’anno era la prima volta che vi siete iscritti alla gara del pubblico, com’ è andata?

Era la prima volta che partecipavo alle gara del Lingotto perchè l’anno scorso ero andata solo alla simulazione della gara ufficiale, di cui ero la riserva. Quest’anno per la prima volta siamo finalmente riusciti a formare un’altra squadra tra tutti quelli che avevano fatto il corso di matematica   per andare alla gara del pubblico! È stata un’esperienza molto costruttiva dal punto di vista matematico vero e proprio, che mi ha permesso di approfondire le mie conoscenze in matematica, ma allo stesso tempo mi sono molto divertita: un successo, direi!

 

L’hai trovata un’esperienza produttiva?

Sì assolutamente. Il corso dà la possibilità di lavorare sui nostri punti deboli ma, prendendo la cosa quasi come un gioco, si impara a vedere la materia come qualcosa in più di soli ostici calcoli e io personalmente ho trovato un approccio migliore agli argomenti trattati in classe.

Consigli per migliorare?

Ho notato che le altre scuole hanno moltissime squadre (il Cattaneo addirittura 7!!), quindi spero che il prossimo anno anche Valsalice riuscirà a raccogliere un maggior gruppo di studenti per formare qualche squadra in più! 

E dopo la maturità? La matematica continuerà ad essere presente nei tuoi studi o farai tutt’ altro?

Non sono ancora sicura al 100% ma il mio sogno sarebbe fare ingegneria aerospaziale per cui ho già dato il test di ammissione al Politecnico, passato con successo, per fortuna. Sono indecisa con l’ iscrivermi a matematica, comunque, in ogni caso, la matematica sarà sicuramente presente nei miei studi.

 

CAROLA AQUINO e BEATRICE LIMONE – 2 classico A

 

Ma ci sono anche gli studenti del Classico! Come avete deciso di partecipare a questa manifestazione?

C e B: Il professor Cagnotto ci ha proposto questo corso pomeridiano di matematica in sei tappe e  noi abbiamo deciso di provare a frequentarlo, anche se, devo dire, all’inizio eravamo un po’ titubanti, essendo le uniche “classiciste” tra le tante teste scientifiche!

Un aspetto negativo e uno positivo di questa esperienza?

C: l’aspetto più difficoltoso, ma non negativo, è stato doversi rimboccare le maniche davanti a problemi e quesiti di logica mai affrontati prima. Quello positivo è stato, dal mio punto di vista, l’aver avuto per insegnanti ragazzi universitari giovani, pressoché nostri coetanei, cui era dunque possibile chiedere spiegazioni anche sui dubbi più blandi.

B: Sicuramente un aspetto positivo è stato conoscere molte persone simpatiche, che ci hanno reso più piacevoli questi momenti “matematici”, per noi del classico un po’ ostici. Quanto all’aspetto negativo potremmo dire che per noi, abituate a Dante e Omero, l’impatto con questi argomenti e stato almeno all’inizio un po’ traumatico, ma poi fortunatamente ci siamo adattate!

Pensate sia valsa la pena di sacrificare ore dei vostri pomeriggi per partecipare a questa competizione?

 C:Assolutamente sì! E non solo sotto un profilo prettamente scolastico, infatti ci siamo molto divertite tra gli strafalcioni di chi veniva chiamato alla lavagna e le pazienti spiegazioni dei giovani docenti.

B: Sì, ne è sicuramente valsa la pena, perché insieme a momenti molto positivi a livello matematico, abbiamo potuto condividere un’esperienza completamente nuova che ci ha permesso di passare momenti molto divertenti insieme. Devo però ammettere che è stato molto impegnativo, almeno per noi, perché ha richiesto un impegno costante per cercare di rimetterci al pari con gli scientifici.

Un aneddoto curioso sul corso di preparazione e uno sullo svolgimento della gara?

C: Una parola: Kendry! Era il nostro “consegnatore” e, più che fare matematica, sembrava fosse impegnato in una gara di corsa: ci sollecitava nella soluzione dei quesiti come un vero personal trainer a bordo campo!

B: Mi viene in mente la mattina della gara, quando, appena arrivati, con la complicità del professor Giacobbe, ci siamo nascosti da un compagno che si era assentato un momento e che aveva chiesto di aspettarlo. È stato molto divertente vedere la sua espressione spaesata mentre cercava tra la folla almeno un volto conosciuto! Niente di particolare ovviamente, però sul momento è stato carino!

Un motivo per cui consigliereste questo corso agli altri studenti

C e B: È un bel modo per scoprire l’ “altra faccia” della matematica, quella in cui non ti trovi solo davanti ad un formulario con numeri da sostituire a lettere di ignota provenienza, ma in cui è innanzitutto necessario ragionare, e, soprattutto, farlo come squadra che lavora insieme.

 

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