• domenica , 27 Settembre 2020

Ogni uomo indossa una maschera

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Ogni anno Torino ospita Il Comics, un incontro per appassionati di fumetti di ogni tipo, da “Topolino” a “death note” .  Anche il Salice questa volta può dire “io c’ero” e ne è valsa la fatica, credeteci.

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Se nei giorni passati, precisamente da venerdì 12 aprile a domenica 14, avete visto sugli autobus o nella metropolitana loschi figuri, maestri del travestimento, abbigliati nei modi più strampalati possibili, cari lettori, non v’è ragione che vi allarmiate: infatti anche quest’anno il Lingotto ha ospitato la diciannovesima edizione della mostra del fumetto, il Torino Comics, tradizione che ebbe inizio nel 1994.

È stata un’esperienza esilarante, per i nostri redattori, parteciparvi per la prima volta potendo vedere quanto celato all’interno dell’enorme padiglione.

Esso nascondeva una soffocante moltitudine di appassionati, di tutte le età, giunti in massa per rendere omaggio ai propri personaggi prediletti e agli autori più stimati, per acquistare fumetti a prezzi stracciati e comprare a costi un po’ più elevati gli oggetti must delle loro serie preferite.

Chi non avrebbe voluto “un anello per domarli tutti” o il giratempo di Hermione Granger per tornare al giorno prima del compito in classe e, questa volta, studiare?

Guardandosi intorno ci si imbatte in aspiranti disegnatori immersi in una mistica concentrazione, intenti a dipingere quanto richiesto dagli avventori, la cui espressione rimane sbalordita di fronte all’abilità dei giovani studenti delle Accademie del Fumetto di Torino.


In disparte, all’interno di un’oscura camera per conferenze difficilmente accessibile si nascondevano alcuni autori; forse come i loro personaggi anche loro devono mantenere segreta la propria identità alla folla.

Attenzione a non intralciare la strenua lotta tra combattenti muniti di sfolgoranti spade laser e a non avvicinarsi troppo alle cheerleaders zombie in fase di decomposizione che attorniano la gabbia di un tipaccio poco socievole con un paletto conficcato nel cuore!

Ma soprattutto guai a chi, perso nella contemplazione delle muraglie di fumetti a 1€, inciampa, capitombola o finisce con i piedi sui preziosi costumi dei cosplayer, ovvero tutti coloro che, per assorbire con ogni fibra del proprio essere l’atmosfera surreale dell’evento, e forse in misura minore anche per godere della riduzione sul biglietto d’entrata, si sono fisicamente calati nei panni dei propri personaggi preferiti.

Il “primo premio” per il miglior cosplay di quest’anno va ad una favolosa armatura perfettamente funzionante ideata da un giovane Iron Man, doppiamente coraggioso per aver sopportato l’infuocata temperatura all’interno di essa.

Al secondo posto due pirati vanitosi, che parevano esser appena sbarcati dal loro vascello, adorati dall’obiettivo di qualsiasi fotografo nei paraggi.

Infine, sul gradino più basso del podio, un’adorabile famiglia composta da un professionale Dracula una corvina Principessa Leila direttamente da “Star Wars”, e un piccolo Pikachu aggrappato alla mano della mamma.

Comunque anche chi si è scordato la katana a casa o si è dimenticato di andare in tintoria a ritirare il mantello da “Assassin’s Creed” ha potuto mangiare ramen a volontà.

Secondo molti il fumetto é un mero passatempo da bambini, altri lo considerano un’arte vera e propria in quanto unione di letteratura e disegno, da parte nostra tanto per cominciare è un eccellente metodo per accantonare i libri… opinione più autorevole è quella di Virgina Chiabotti, ex allieva e vignettista affermata che ci ha concesso un’intervista.

Partecipi spesso al Comics di Torino?

Sì, ogni anno, e sono sempre ben felice di godermi la vista dei coraggiosissimi cosplay che si presentano sempre fedelissimi all’appuntamento! Quando mi capita di scovare qualche numero disperso dei miei fumetti preferiti è facile vedermi fiondare sulle bancarelle prima che li afferri qualche bambino che li sporcherà senza ritegno, o peggio lì ritaglierà. Ma vado anche per seguire le conferenze dei fumettisti più celebri e i workshop di fumetto.

Per molti i fumetti sono solo un passatempo, per alcuni una vera e propria arte, tu cosa ne pensi?

Vale come per la letteratura, anche in questo ambito ci sono fumetti che possono essere considerati pietre miliari e fumetti invece con pretese decisamente minori. Certo dietro un fumetto, a differenza di un libro, vi è un lavoro doppio, da una parte la sceneggiatura e dall’altra il disegno che è comunque sempre una ricerca di un segno e di uno stile che possano rendere al massimo un certo tipo di storia! In “V per Vendetta ” ad esempio Alan Moore utilizza disegni cupi e una disposizione delle vignette serrata che ben rendono il clima di un’Inghilterra oppressa e corrotta, nella quale l’unica via per restituire ai cittadini la loro libertà è una rivoluzione a tutti gli effetti. Per quel che mi riguarda i fumetti sono sia un passatempo, nel senso che leggo volentieri una storia per “vedere come va a finire”, sia una forma di arte intesa come ricerca del “bello”. Ripeto dipende da che fumetto ti ritrovi in mano e in certi casi non è neanche detto che le due cose siano separate!

Hai disegnato svariate vignette, vincendo persino un premio, quali sono i disegnatori che apprezzi maggiormente e quali sono i loro lavori ?

Sì, grazie ad un sodalizio con Umberto Mangiardi (anche lui ex-allievo di Valsalice) in veste di sceneggiatore, abbiamo creato dei personaggi, poi delle strisce comiche e per coronare il tutto abbiamo vinto in casa, presentando il progetto al Torino Comics! Apprezzo molti disegnatori, spesso diversissimi tra di loro nello stile, quindi mi limiterò a nomi che siano conosciuti anche fuori dall’ambiente e che siano allo stesso tempo consigli validi per chi cerca una buona lettura. Partiamo con autori americani come Frank Miller noto per “Sin City” o “300”, poi “Mike Mignola” il papà di “Hell Boy”, Alan Moore sceneggiatore di “Watchmen” e “V per vendetta”. Da tutti questi sono stati in seguito tratti gli omonimi film che hanno riscosso un certo successo, spesso tra spettatori “vergini” che solo in seguito hanno saputo dell’esistenza di un fumetto! Ma il successo più grande degli ultimi anni è senza dubbio “the walking dead”, una fantascientifica storia creata da Robert Kirkman in cui con il pretesto di uno scontro tra esseri umani e zombies, vengono studiati i nostri comportamenti in situazioni in cui manca un’autorità vera e propria, facendo emergere come i veri mostri in realtà non siano i morti che camminano. Da questa collana è persino nata una serie tv ancora in corso che vanta milioni e milioni di spettatori. Agli appassionati di manga segnalo “Nausicaa” unico lavoro di Miyazaki prima che quest’ultimo si lanciasse nel cinema di animazione e il must “Akira” di Katsuhiro Otomo. Per chi invece ama le storie Disney, ricordo lo Zio Paperone di Don Rosa, geniale erede di Carl Barks. Infine concludo con quelli che in Italia a mio parere sono i migliori fumettisti: il geniale Andrea Pazienza e il recentissimo quanto estroso e sarcastico fumettista Zerocalcare, di cui potete trovare le vignette sull’omonimo blog. Per chiudere con un buon consiglio leggetevi sempre Ratman sottobanco, senza ovviamente farvelo sequestrare da chi non è in grado di apprezzarlo!!!

Vi aggiungiamo questo link dove si possono trovare alcune delle vignette che sono fruttate un premio ai nosrti due ex allievi: ergo lasciate nello zaino quei libri ancora una mezz’ora… e buona lettura!!

http://pioggiadichina.blogspot.it/

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