• domenica , 27 Settembre 2020

LA RIVOLUZIONE DIGITALE CONTINUA!

Sono ormai sempre più le scuole in Italia che si avviano verso la digitalizzazione dei libri scolastici: sostituire gli infiniti testi con un leggero e tecnologico iPad sembra una soluzione accattivante, ma quanto esattamente influirebbe sul rendimento degli studenti? E i docenti… riuscirebbero veramente a mantenere l’attenzione in classe? Con gli infiniti pregi, ci sono altrettanti difetti e dubbi irrisolti.
Nella nostra scuola media, intanto, già da quest’anno sono stati sostituiti gli storici registri con altri registri digitali, che facilitano l’assegnazione dei voti e impediscono le tanto temute falsificazioni dei giudizi, ma sembra essere un po’ scomodo per i genitori accedere tutte le volte sul sito internet per andare a vedere i lavori dei figli…

Il grande passaggio, però, potrebbe avvenire l’anno prossimo; vi è l’ipotesi, infatti, che la scuola cominci con la 2° Scientifico – indirizzo delle Scienze Applicate – quel processo di sostituzione dei libri di testo cartacei con testi digitali, prima solo come esperimento, naturalmente.
Abbiamo indagato sulle idee degli allievi della classe sopracitata in merito all’adozione dei tablet in classe: opinioni, informazioni sul loro personale rapporto con la tecnologia ed altri dati.

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(Le valutazioni che seguono sono calcolate rispetto ad un totale di 22 studenti appartenenti alla classe sopracitata.)

Come c’era da aspettarsi, tutti gli studenti sono favorevoli all’utilizzo dei tablet a scuola: ormai noi ragazzi siamo “in confidenza” con questo tipo di strumenti; infatti, 18 su 22 studenti (circa 82%) ne hanno già uno (o più) in casa, di cui il 50% per uso personale e la restante metà condiviso in famiglia. Ma quali sono i suoi principali impieghi?

Nonostante il gran numero di possessori di tablet, però, coloro che lo ritengono veramente indispensabile sono solo il 33%; risultato prevedibile, contando che tutti gli alunni posseggono già uno smartphone, e, dei 18 che possiedono entrambi, 12 preferiscono i “cellulari intelligenti”; le motivazioni sono chiare: oltre al fatto di poter telefonare e mandare messaggi, le dimensioni ristrette lo rendono più comodo, più maneggevole, più facile da trasportare ovunque si voglia… Secondo alcuni, al contrario, i tablet sono meno dannosi per gli occhi, meno costosi e migliori, proprio perché di grandezza maggiore.

Per quanto riguarda il mondo dei telefoni cellulari di nuova generazione, come produttore si mantiene in testa la Apple di Tim Cook.

Sono ormai molti gli smartphone di altri produttori in grado di far concorrenza agli iPhone, che, per ora, sembrano comunque mantenere il primato.

Tra le altre marche, segnalate nella categoria altro, troviamo BlackBerry, LG e Vodafone Smart Chat. Come già accennato in precedenza, la categoria degli iPhone rimane la più richiesta, nonostante i modelli più recenti con sistemi operativi Android e Windows 8 comincino a diffondersi; la lotta per mantenere il primato sarà sempre più ardua!

 

 

 

 

Tornando al discorso dei tablet, ci mancano alcune informazioni. Dai dati precedenti, sappiamo che i ragazzi sarebbero “entusiasti” di adottare questi strumenti a scuola; l’interrogativo che si pongono i docenti, però, è quanto questo favorirebbe effettivamente l’apprendimento degli allievi. Noi, dunque, abbiamo chiesto agli allievi quali pensano possano essere i pregi ed i difetti del loro utilizzo tra i banchi.

 

 

 

In base all’opinione dei singoli, 12 studenti su 22 pensano che usare un tablet faciliterebbe lo studio, e, su una scala da 0 [mai] a 10 [sempre], in media dicono che lo utilizzerebbero per studiare all’incirca sul 7 [relativamente spesso]. Infine, 17 alunni dichiarano che, se avessero un iPad tra le mani durante una dura e faticosa ora di matematica, seguirebbero comunque la lezione.

Ovviamente tutta l’analisi è un’ipotesi, non avendo ancora nessuno sperimentato veramente cosa sia lo “studio digitale”… Vedremo se e che cosa succederà nei prossimi anni.

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