• sabato , 28 Novembre 2020

Far West Roma

Analizzando le principali cause di morte ci si rende conto di quanto spesso un gesto quotidiano possa mutare in una tragedia.  A morire per un incidente d’auto, infatti,  sono in tanti.

Nulla di troppo inaspettato, comunque. Abbiamo imparato a convivere con il costante rischio della guida e sappiamo che in auto bisogna stare attenti.

E’ più difficile invece rimanere indifferenti di fronte a una morte dovuta all’aggressività, atteggiamento fin troppo comune tra gli automobilisti.

Avviene nel quartiere di San Basilio, a Roma, in una periferia non nuova ad eventi sanguinosi. Attorno alle 18 di martedì 12 giugno, due auto si scontrano. Sulla prima ci sono una guardia giurata, Luciano Coppi, e suo figlio diciottenne, sull’altra un trentenne, Maurizio Alletto.

Scoppia per qualche motivo una lite e Alletto accoltella il ragazzo, forse sceso dalla macchina per discutere con lui. Il padre, accecato dall’ ira, tira fuori una pistola, la punta alla nuca dell’uomo ed esplode il colpo che lo uccide a bruciapelo.

E’ ancora più incredibile ciò che succede dopo. L’uomo scappa a casa, probabilmente compresa la gravità della sua azione, mentre la folla si accalca attorno al cadavere e al figlio ferito.

Gli addetti del 118, giunti sul posto, cercano di caricare sull’ ambulanza Alletto, per verificarne la morte, e il ragazzo, per medicarlo, ma vengono presi a sassate e picchiati. In qualche modo riescono a portare i due all’ ospedale, pur riportando diverse colluttazioni, causate loro perché vogliono impedire una vendetta collettiva, un linciaggio che deve avvenire per rispettare la legge del quartiere.

Lo stesso capita ai poliziotti che vogliono, inconsci di ciò che sta per succedere, portare via la guardia giurata. Sono persino necessarie cariche contro la folla inferocita per proteggere Coppi.

Via Tranfo, luogo della tragedia

Tutto è successo in pieno giorno e tutto è iniziato per un banale urto d’auto. Scene da film western rappresentate fin troppo realisticamente non in un saloon cinematografico, ma in una strada di Roma.

Di fronte al solo danneggiamento della sua auto, Alletto non ha esitato ad estrarre il coltello, a perdere ogni traccia di umanità.

La guardia giurata è stata a sua volta pronta a una vendetta, necessaria secondo la sua mentalità, contro colui che aveva ferito suo figlio.

I presenti, come catturati in un mondo in cui la giustizia non è altro che la legge del più forte, niente più che l’affermazione del proprio orgoglio, si sono gettati sulla polizia e addirittura sull’ ambulanza.

I commenti delle autorità sono pieni di sdegno. Livio De Angelis, direttore del 118 di Roma, non si rende conto di come sia possibile aggredire chi cerca di salvare una vita: “Non ci abitueremo mai ad atteggiamenti simili. Purtroppo siamo abituati a invettive ed aggressioni fisiche, ma mai sono state così violente e immotivate.”

La reazione del sindaco di Roma, Ignazio Marino, è simile: “Non possiamo accettare che nella nostra città uomini e donne, che con professionalità e umanità prestano soccorso a chi è in difficoltà, siano aggrediti brutalmente.”

A San Basilio il clima è differente. Il fratello della vittima, tenuto a bada dagli agenti di polizia, è accorso sul luogo del delitto: “Il morto era mio fratello, chi lo ha ucciso deve morire, è un infame.”

Altri invece si lamentano di ciò che è stato detto, come la signora Rita, che a fatica si trattiene: “Ma quale Far West! A San Basilio c’è gente che si alza alle 4 di mattina per andare a lavorare. Non ci sono tutti delinquenti e basta. Poteva succedere ovunque. Siamo stanchi.”

La voglia è quella di dire che lì, a San Basilio, non ci sono soltanto criminali. E’ un quartiere in cui la criminalità ormai affermata, in grado di controllare perfettamente un importante business di spaccio, si confonde fra le persone per bene, lavoratori che non si sentono tutelati dallo Stato. Una situazione fondamentalmente comune a diverse zone d’Italia, messe in ginocchio dallo strapotere del crimine e dall’assenza di controllo.

Si spera oggi che la scia di sangue venga finalmente fermata. Le misure per reprimere la criminalità sono già state messe in atto dalla Questura, che assicura una maggiore attenzione e controlli a tappeto contro il mercato nero di armi e droga.

Risposta successiva, come al solito, a un evento tragico. La parola prevenzione suona sempre troppo nuova nello Stivale.

Che si riesca adesso a migliorare le condizioni di chi sopporta tante difficoltà.

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