• venerdì , 25 Settembre 2020

Are you really my friend?

330 foto.

626 amici su facebook.

un’unica grande impresa: conoscerli tutti di persona e fare a ciascuno una foto.

Tanja Hollander

L’avventura è incominciata nel 2011, quando Tanja Hollander, fotografa, si è chiesta quanti mai fossero gli amici con cui aveva parlato di persona tra quelli su facebook.

Mentre scriveva una lettera ad un’amica e al contempo rispondeva in chat ad uno dei molti “friends”, nacque in lei proprio questo dubbio e desiderosa di trovare una soluzione a questa inusuale, quanto altrettanto normale, situazione decise di fare un viaggio. Di cercare tutti coloro che aveva aggiunto tra i suoi contatti in giro per il mondo per conoscerli di persona e instaurare con loro un rapporto di vera amicizia.

E al contempo di creare a partire da questa esperienza una collezione di “formal portraits” da divulgare e soprattutto a testimonianza del fatto che al di là di facebook, di questa immensa e sconfinata piattaforma, vi è un mondo reale.

“Arrivare ad una nuova casa reca sempre con sè una sensazione magnifica”, scrive Tanja. E’ sempre un’emozione straordinaria quella di vedere i vecchi amici, quelli del liceo e che si sono incontrati nei mille percorsi e intrecci della vita. E si deve provare, forse, la medesima sensazione nel conoscere qualcuno che si professa tuo amico da qualche anno.

Un sentimento con un retrogusto di avventura ed eccitazione.

Il suo progetto consiste in questo; nell’analizzare in tutte le sue sfaccettature le numerose amicizie e di cogliere quelle persone, immortalandole in una fotografia, nel loro ambiente naturale: la casa. Il luogo dove si è più se stessi, al di là delle solite maschere che si possono indossare quotidianamente per i diversi ambienti e le diverse situazioni.

E così viaggiando dall‘Afghanistan a Jakarta, si è spostata di casa in casa su pullman, metrò, aerei. Senza mai fermarsi.

uno dei Formal Portraits

Da quegli incontri di sfuggita poi casualmente si sono create grandi e durature amicizie, che vanno al di là della marginale conoscenza dell’altro che si può ricavare da poche parole di un profilo di Facebook.

Amicizie reali e soprattutto tangibili nonostante la distanza nel mondo. Legami semplicemente e grandiosamente espressi in una foto, in un piccolo ritratto che scava e analizza la persona stessa, in tutta la sua umana realtà.

Non quelle immagini postate su internet, ritoccate, surreali in cui la persona sembra eccezionalmente bella, o eccezionalmente finta.

Foto vere, come questa nuova amicizia. Vera.

 Ammirevole è quindi la forza di questa ragazza. Il desiderio di conoscere un numero maggiore di  persone è spesso vivo in molti, ma lei, per prima, ha avuto il coraggio di immergersi in questo desiderio e scommetterci sopra. Viaggiando, girando il mondo, investendo tempo, e alla fine scrivendo un libro e disponendo le sue fotografie in una mostra intitolata “Are you really my friend”, intitolato proprio come il progetto.

Realmente su Facebook si ha la possibilità di avere mille e più contatti, mai sentiti, forse, mai conosciuti. Ma amici di amici che hanno messo un mi piace ad una foto o ad un post.

Ancora una volta un semplice avvertimento, un’inusuale presa di coscienza, scaraventa ogni persona al di là del surreale mondo di internet, per rivelare di nuovo e prepotentemente che esiste una realtà più bella, reale. In cui l’amicizia è data dalle chiamate, dalle pacche sulle spalle e da una spalla su cui piangere nei momenti di maggiore difficoltà.

In cui si condividono emozioni positive o negative e tante esperienze che rendono la vita normalmente spettacolare.

Nulla togliendo a Facebook che talvolta può essere utile per sentire una persona lontana, per farsi sentire vicini. Una volta c’erano le missive, le lettere, estremamente romantiche quanto inesorabilmente lente nel raggiungere il destinatario. Ora con un click la situazione è risolta.

Sta quindi alla persona che utilizza tutti questi mezzi, decidere se e come usarli. Consapevoli del fatto, però che la realtà è un’altra.

E forse, chissà, è quella più bella ed emozionante nella sua normalità.

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