• martedì , 18 Maggio 2021

Il sangue dei cristiani

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” La libertà religiosa comporta […] che le comunità religiose non siano proibite di manifestare liberamente la virtù singolare della propria dottrina nell’ ordinare la società e nel vivificare ogni umana attività” (Papa Paolo VI)

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Nella società odierna, soprattutto quella mediorientale, vi e una discriminazione religiosa che si trasforma, il più delle volte, in una vera e propria guerriglia religiosa. Dall’ Egitto all’ Arabia Saudita, dal Pakistan alla Siria, sono questi i paesi dove le persecuzioni contro i cristiani sono più diffuse. Secondo recenti indagini, si è notato che sono aumentati in maniera esponenziale gli attacchi contro i fedeli cristiani in Siria. Oppressioni effettuate da milizie salafite-jihadiste. Queste milizie sequestrano i fedeli cristiani, che per non non essere uccisi devono convertirsi all’ islam, ma questa condizione il più delle volte non è sufficiente per salvargli la vita.

La mentalità del Medio Oriente, riguardo alla libertà religiosa, non si è ancora sviluppata. L’ unica cosa che si è sviluppata è il metodo divulgativo con cui, queste milizie islamiche, trasmettono al mondo le loro repressioni. Recentemente un gruppo di estremisti islamici ha messo in rete un video nel quale è evidente la loro crudeltà disumana davanti a fedeli cristiani. L’esecutore di questo scempio, con la barba lunga e sulla testa il pakol, cappello usato dai mujaheddin afgani, incita la folla presente ripetendo la classica frase islamica “Allah akbar!”, Dio è grande.

La milizia jihadista dopo la parodia di processo, messa in atto dal capo, non esita un istante a decapitare le teste delle tre vittime, che giacciono inermi in ginocchio. In seguito alla decapitazione, il boia alza la testa in cielo, in segno di vittoria, tra le urla di gioia dei presenti, che non titubano nel filmare tutto con i telefonini, ripetendo sempre l’ immancabile frase “Dio è grande”. Secondo la Middle East Christian News agency e Radio France International le tre vittime sarebbero dei monaci francescani prelevati dal convento di Ghessanie, paese in Siria, abitato, prima delle guerriglie religiose, da una moltitudine di cristiani. Notizia però subito smentita da padre Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terra Santa, ribadendo che sono state mescolate notizie vecchie, dal momento che non hanno notizia di frati morti.

Si può dunque pensare che questo video-shock sulle tre decapitazioni sia stato divulgato da Al Qaeda con il fine di spaventare le popolazioni cristiane in Siria. Ciò è confermato anche dal fatto che la milizia protagonista è composta da ribelli, gli jihadisti di al-Nusra, fedeli ad Al Qaeda. Molte persone, compreso il generale Riad al-Assad dell’ Esercito siriano libero, sostengono però che questi gruppi di ribelli non hanno nulla a che vedere con la religione islamica, tanto meno con la Siria. Questa ipotesi è molto plausibile dal fatto che il capo-boia si esprime in un arabo molto diverso da quello siriano, e che nella milizia fanno parte persone con connotazioni asiatiche o nordafricane. In Siria ma anche in altre zone in cui sono presenti milizie di mujahedin, si verificano spesso questi attacchi ai cristiani, ma anche a minoranze religiose.

Nei paesi dove comandano i guerriglieri jihadisti sono numerose le dispute tra ribelli e popolazioni locali perche queste milizie vogliono imporre, anche con la forza, la Sharia, la legge islamica. Ultimamente però l’ Europa insieme agli Stati Uniti e con la collaborazioni di grandi Stati mondiali hanno messo in all’erta una moltitudine di forze armate, con l’ ordine di intervenire. Da più di due anni in Siria si sono verificati circa 100mila morti in seguito a queste persecuzioni. La disputa che ha fatto la maggior parte di vittime è stata quella che vedeva opposti gli sciiti e i sunniti. In nome dell’ appartenenza religiosa, soprattutto la prima fazione, quella degli sciiti, compie atti sconvolgenti, dal momento che sostengono che i loro santuari sono continuamente minacciati da altre religioni.

L’ immagine del Medio Oriente è sempre sporcata da questi fatti di pura crudeltà, che non cesseranno se non si pone un freno alle numerose repressioni.

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