• mercoledì , 2 Dicembre 2020

Se…dici figli

Il 29 giugno 2013, alle ore 5.20, è nata Paola la sedicesima figlia di Aurelio Anania e di Rita Procopio. La loro prima figlia, Marta, era nata 18 anni prima.

In un periodo di profonda crisi economica generale, dove licenziamenti, fallimenti, disoccupazione, cassa integrazione hanno portato molte persone alla disperazione, fino ad arrivare al gesto estremo del suicidio, la famiglia Anania di Catanzaro riesce, con un solo stipendio, a mantenere tutti i sedici figli. Infatti Aurelio è bidello dell’Accademia delle belle arti a Catanzaro e percepisce uno stipendio di 2.200 euro al mese, inclusi gli assegni familiari. Eppure non lamenta nessuna povertà.

Il nucleo familiare vive in 110 metri quadrati, nel quartiere di Santa Maria di recente formazione nella città in via Fares e ha dichiarato recentemente al «Corriere della Sera»: “Siamo una famiglia straordinariamente normale… Ma il merito non è nostro. Semplicemente perché è un’opera di Dio. C’è sempre l’aiuto della Provvidenza, sicuro, puntuale e ben tangibile. Si può scoprire, per esempio, in un arretrato imprevisto. In un sostegno che arriva da qualche parte. Sono autentici piccoli miracoli, basta saperli capire. L’uomo può anche offendere, se regala qualcosa a qualcuno. Dio non lo fa mai. E non ti costringe nemmeno a chiedere, perché si muove in anticipo sapendo delle tue necessità».

La loro storia è iniziata l’ 8 dicembre 1993, dopo 8 anni di fidanzamento, di cui vogliono esaltare la castità. Oggi dopo la nascita di Paola mantengono lo stesso amore che hanno verso Marta di 18 anni e gli altri loro figli: Priscilla, Luca, Maria, Giacomo, Lucia, Felicita, Giuditta, Elia, Beatrice, Benedetto, Giovanni, Salvatore, Bruno e la più piccola, Domitilla, nata solo l’ estate scorsa.

L’ unico problema che la famiglia deve periodicamente affrontare è la necessità di cure termali, poiché i figli  sono facilmente soggetti a malattie respiratorie. Infatti Aurelio, ogni anno, trasporta tutti quanti a Lamezia Terme (Catanzaro) con un pulmino, dove vengono sottoposti a terapie preventive. Anche il papà ha problemi respiratori e si reca qui dall’età di 10 anni; questa abitudine sanitaria è stata resa possibile dal Comune che ha concesso alla grande famiglia di essere esentata dal biglietto di ingresso. I proprietari dell’ impianto hanno voluto sottolineare che fino a quando erano in dieci venivano disposti su di una sola fila, ma ora vengono collocati su due file separate.

Entrambi gli sposi hanno espresso la volontà di non fermarsi a quota  sedici.

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