• mercoledì , 23 Settembre 2020

Follia d'amore

Qualche giorno fa  è avvenuto l’ennesimo omicidio classificato dalla cronaca come delitto passionale: questa volta la vittima è una donna palermitana di 26 anni.

L’ex convivente si era introdotto nell’abitazione dei genitori della vittima e senza alcuna pietà l’ha accoltellata ripetutamente, ma quello che fa rabbrividire ancora di più è che l’uomo non si è fermato nemmeno davanti agli urli e al pianto del figlioletto che aveva appena soli due anni.

Secondo gli psicologi (ma è facilmente intuibile) aver assistito a questo folle gesto del padre segnerà per sempre la vita del piccolo .

Ma questo è solo uno dei più recenti  casi di violenza domestica: la percentuale di donne vittime di maltrattamenti o di omicidi all’interno delle mura domestiche tende ogni anno a salire sempre di più.

Secondo i dati recenti una donna su cinque ha subito violenza fisica o sessuale. Sono numeri che fanno riflettere: il problema consiste anche nel fatto che molte di esse non hanno il coraggio di reagire e di denunciare i loro aguzzini .

Ci si chiede però il perché di questa loro omertà: il fatto è che spesso molte donne sono affrante dalla paura per se stesse o ancora di più per i loro i figli o anche perché non hanno abbastanza fiducia nelle forze dell’ordine.

Infatti molte vittime che sporgono denuncia per stalking nei confronti dei loro ex mariti o ex fidanzati non sono abbastanza tutelate e nonostante si siano rivolte alle autorità mostri ma le forze dell’ordine non sono state in grado di prevenire ed evitare questi omicidi.

A causa quindi di questo vuoto per la tutela delle donne si è notato negli ultimi anni l’aumento di associazioni o di centri di ascolto per le vittime di violenza domestica. Una delle più note è Doppia Difesa che è stata fondata dalla show girl Michelle Hunziker e dall’amica Giulia Bongiorno.

Secondo i dati recenti le donne che sono vittime di violenza conoscono il loro aguzzino, la cosa che lascia l’amaro in bocca e che queste violenze avvengano ancora più spesso all’interno delle mura domestiche. La casa dovrebbe essere un luogo sicuro, un rifugio per coloro che la abitano e invece può accadere che proprio lì si trovi il male, la follia.

Numerosi sono i casi dei cosiddetti “omicidi  passionali“, raptus di gelosia così definiti dalla cronaca, anche se questo modo di etichettarli sembra quasi un bisogno di giustificare le azioni di uomini che si trasformano in bestie.

La violenza maschile nei confronti della donna è un  argomento assai delicato e a volte anche sottovalutato dai paesi occidentali che spesso tendono a puntare il dito contro le nazioni orientali. Fa riflettere però il fatto che non molti anni fa in Italia esisteva il “delitto d’onore” con pene più lievi rispetto ad altri assassinii.

La donna veniva vista come un oggetto ma ancora oggi è così  per quegli uomini che non accettano la fine di  un rapporto e si sentono proprietari di quella donna a cui rovinano la vita.

Perciò portano via a quelle donne la loro esistenza come se la gelosia potesse essere una giustificazione. E si giustificano dicendo che amavano troppo la loro moglie o fidanzata per lasciarla andare. Questo non è amore ma pura ossessione.

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