• lunedì , 25 Gennaio 2021

Brasile: un'esperienza incredibile

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E’ proprio vero che spesso non ti rendi conto di una realtà particolare finché non la sperimenti di persona: questo è quello che è successo a me e ai molti altri giovani che hanno avuto l‘opportunità di partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro.

Il Brasile come ci viene presentato dai media di tutto il mondo è un paese in forte crescita grazie ai grandi eventi e alle manifestazioni sportive che ha ospitato e ospiterà nei prossimi anni. Si passa infatti dalla Confederation Cup appena conclusa, ai Mondiali di Calcio del 2014, fino alle Olimpiadi del 2016.

Tutto questo in realtà però non ha fatto altro che ampliare le diseguaglianze sociali e se il turismo e i ceti alti ne stanno traendo un grande beneficio, c’è purtroppo una fetta enorme di popolazione che al contrario sente sempre più il peso delle tasse che aumentano. Impressionante, entrando a Rio, è vedere come la città sia letteralmente divisa in due: da una parte il centro con la popolazione benestante e dall’altra la periferia composta da favélas, case rudimentali ammassate una sull’altra.

Le famiglie cattoliche che ci hanno ospitato a Vitòria, a Rio e infine a San Paolo non erano poverissime ma neanche ricche e nonostante ciò l’accoglienza è stata magnifica.

La frase classica che ci veniva detta appena arrivati in qualsiasi luogo era “Minha casa è sua casa” (“La mia casa è la vostra”).

GMG 2013

Superate le difficoltà del linguaggio (contrariamente a quanto si può pensare il portoghese è molto differente dall’italiano) abbiamo iniziato a dialogare e a conoscere meglio ragazzi e famiglie brasiliane. Al contrario di noi Europei, sempre un po’ chiusi e diffidenti, i Brasiliani fin da subito non hanno esitato a farsi avanti per coinvolgerci in qualsiasi tipo di attività tanto che dopo pochi giorni già sapevamo ballare spezzoni di Samba e Capoeira, due danze tipiche del luogo. Era una festa ogni sera.

Per quanto riguarda la cucina, quella brasiliana è composta da piatti a base di carne, pesce e fagioli, con il riso che viene usato come il pane qua in Italia. Verdura e frutta esotica come il mango e la papaya non mancano mai, ma a causa dell’acqua non sempre potabile la bevanda più usata era la Guaranà, una sorta di bibita energetica dal sapore frizzante.

Le abitazioni, di diversa grandezza, erano spesso attaccate tra loro e a volte per raggiungerle era necessario attraversare strade malmesse e molto pendenti. I fili elettrici che si intrecciavano in gran numero sui tralicci fanno capire come questo settore sia ancora molto arretrato nel campo della sicurezza.

Rio 2

Inoltre pur essendo le strade sempre molto trafficate, le auto sono un lusso che non tutti possono permettersi; lì ci si aiuta a vicenda e chi ne possiede una dà un passaggio a chi è a piedi.

Ecco perché si può dire che per i Brasiliani l’ospitalità e l’accoglienza sono sacri e anche al momento di dormire, molti ragazzi lasciavano libera la loro stanza per gli ospiti, andando a coricarsi sul divano. Più volte mi sono chiesto in questi giorni se mai avremmo fatto cose simili in Italia.

E sono molte altre le cose su cui ho riflettuto: il calore, l’entusiasmo, l’ammirazione con cui ci guardavano facendoci sentire quasi dei sovrani, tutte cose che non passano inosservate e ti rimangono dentro. Perché oltre alle parole confortanti del Papa, quello che mi porto dietro da questa esperienza è la consapevolezza che anche in un posto come il Brasile, dove vige la povertà e la difficoltà di qualsiasi tipo, esistono persone capaci di mettersi a disposizione del prossimo con tutto quello che hanno.

Del resto è proprio con l’amore verso il prossimo che si inizia a “fare discepoli tutte le genti”.

RIO CUORE

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