• mercoledì , 23 Settembre 2020

La questione Tav

L’acronimo TAV sta ad indicare i “treni ad alta velocità”, in particolare le linee in valle Val Susa e in valle Sangone. Tale costruzione ha il compito di collegare abitanti lontani fra di loro in breve tempo: se ne può avere un esempio in Francia con il successo della linea Parigi-Lyon. Il luogo ideale per dare vita a questa impresa potrebbe essere una zona poco abitata; tuttavia fino ad ora non si è riusciti ad accordarsi con gli abitanti della valle di Susa e valle Sangone, tant’è che hanno avuto origine i “NOTAV”.

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La creazione della Tav prevede un grande investimento di denaro che i “NOTAV” definiscono un inutile spreco di soldi che potrebbero venire utilizzati per altre infrastrutture. Si parla di circa 15 miliardi di euro.

Quest’opera viene reputata dai “NOTAV” anche inefficace dal momento che il traffico su ferrovia non è aumentato mentre  è invece incrementato quello su strada che continua ad essere preferito dai trasportatori di merci.

Bisogna inoltre tenere presente il devastante impatto ambientale che quest’opera potrebbe causare. Le gallerie ferroviarie bloccherebbero le falde che servono ad alimentare le sorgenti e si correrebbe il rischio di farle seccare rapidamente. Inoltre il deposito di materiali di scavo potrebbe aumentare il dissesto idrogeologico che già colpisce la Valle di Susa. Non parliamo poi del grande inquinamento che si verrebbe a creare a causa del continuo via e vai di autocarri che trasportano un’enorme quantità di materiale estratto dalle gallerie. In più gli scarti verrebbero depositati nella valle rendendo la zona inospitale e degradante.

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Essendo l’impresa potenzialmente dannosa per l’ambiente, non può non esserlo per la salute. Il problema sta infatti nella costruzione delle gallerie: esse dovrebbero attraversare rocce contenenti uranio e amianto che verrebbero dispersi nell’atmosfera in seguito ai lavori di scavo. Purtroppo in questo caso non si è in grado di trattare l’amianto in sicurezza dal momento che richiederebbe un maggiore aumento dei costi. Sono stati fatti studi da geologi i quali concordano che la presenza di amianto si potrebbe estendere fino alle porte di Torino. Inoltre non è scontata la presenza di incidenti nelle gallerie. Tutto ciò può ritenersi anche un grande danno nei confronti di cittadini che dovrebbero crescere all’interno di un enorme cantiere per generazioni visto che le stime prevedono un tempo di lavori di 15 anni.

Bisogna però tenere a mente che gli svantaggi della TAV interessano quasi esclusivamente la Val Susa. Aprire la linea Torino-Lione presenta per l’economia italiana dei notevoli vantaggi.

Tanto per cominciare a costruzione completata si avrà una riduzione di inquinamento da traffico dovuto ai tir. Si esamina un territorio molto ampio e su cui vi è un alta intensità di traffico: da ciò possiamo quindi sperare anche una diminuzione di incidenti stradali.

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Bisogna tenere conto delle opportunità di guadagno, infatti il progetto potrebbe consentire un riequilibrio delle modalità di trasporto. Si intensificherebbe il commercio in quella tratta e si semplificherebbe il turismo tra Italia e Francia. Saremmo quindi maggiormente collegarti al resto dell’Europa e ad una città importantissima come Lione.

Ricordiamo inoltre che le manifestazioni dei “NO TAV” sono anche sfociate in episodi di vera e propria violenza. Ne possono essere un esempio i disordini del 20 luglio in Valsusa dove quindici agenti sono rimasti feriti. Secondo il ministro dell’Interno Angelino Alfano si tratta “di veri e propri attacchi mirati alle forze dell’ordine” che vanno assolutamente combattuti.

È un’opera votata al progresso e alla modernizzazione dell’Italia quella della TAV, tuttavia dobbiamo tenere conto delle motivazioni di accusa elencate poco fa dai diretti interessati, che tentano semplicemente di salvaguardare il loro ambiente. Sarebbe opportuno prendere una decisione con un referendum, almeno regionale, per procedere con i lavori evitando i frequenti e poco sicuri episodi di collisione.

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