• martedì , 29 Settembre 2020

Kinesiologia applicata: l'uomo al centro, non la malattia

Sentiamo spesso parlare di terapie alternative alla medicina classica e altrettanto frequenti sono i pareri discordanti che ci provengono al riguardo da varie fonti. Da una parte, quanti sono entusiasti di tali discipline che vanno diffondendosi con notevole consenso da parte di pazienti soddisfatti; dall’altra, invece, i più scettici, che le considerano pseudoscienze e guardano con diffidenza a tali terapie neonate.

Tra queste figura la kinesiologia applicata, nuova frontiera per molti specialisti, eppure ancora poco conosciuta proprio a causa della sua giovane comparsa nel mondo.

Chiediamo lumi al dottor Ettore Manildo, incontrandolo nella sua residenza di Gaeta: la brezza mattutina che accarezza un volto aperto e affabile, al contempo sicuro e carismatico, a tratti ironico. Risponde con cortesia e chiarisce con esaustiva professionalità tutti i punti di cui viene richiesto.

ettore

Il dottor Manildo in uno dei suoi studi

Il dottor Ettore Manildo è laureato in osteopatia, dietistica e scienze motorie: dal 1990 al 1994 ha svolto attività di docenza presso la cattedra di ginnastica rieducativa di Roma e, negli ultimi vent’anni, ha conseguito numerosi master, tra cui nutrizione, dietetica applicata, riabilitazione, medicina alternativa, alimentazione naturale, riflessologia plantare, posturologia, pilates, chinesiologia e kinesiologia applicata. Attualmente svolge con sempre crescente successo la propria attività in varie città italiane, tra cui Formia, Siena, Monza, Milano e Roma.

 

Che cos’è, innanzitutto, la kinesiologia applicata?

Si tratta di una tecnica diagnostica terapeutica non nosologica, ovvero capace di individuare un disturbo o l’organo che lo causa, senza però dargli un nome come fa la medicina allopatica. È basata sul test muscolare, il quale consente di valutare, in base alla risposta del sistema nervoso del paziente, quali rimedi naturali sono necessari al suo benessere psicofisico. È considerata una vera e propria indagine manuale di funzionalità neurologica.

Dove è nata la kinesiologia applicata?

Negli Stati Uniti circa trent’anni fa, per merito di un medico odontoiatra di nome Joseph Goodheart, e si è pian piano diffusa in tutta Europa. Sono sempre più numerose le persone che, alla luce degli ottimi risultati raggiunti da parenti o amici, scelgono di affidarsi a propria volta questa scienza per curare i propri disturbi.

Quali sono i principali centri in Italia in cui si esercita la kinesiologia applicata?

L’Italia resta, purtroppo, l’unico Paese della comunità europea a non riconoscere ancora questa disciplina. Non esistono, di conseguenza, veri e propri centri di kinesiologia applicata; ci sono, tuttavia, sempre più medici, biologi, osteopati, naturopati e quant’altro che utilizzano questa tecnica per risolvere problemi di salute. Si tratta sicuramente di professionisti con una diversa apertura mentale, che approcciano al paziente con una visione più naturale e il meno invasiva possibile.

Quali i benefici della kinesiologia applicata?

I benefici sono molteplici, a partire dal fatto che la kinesiologia cerca di indagare le cause della malattia, non i sintomi, e, soprattutto, non fa uso di farmaci – che il più delle volte cronicizzano la malattia senza risolverla definitivamente -, bensì di rimedi naturali, quali olii essenziali, gemmoterapici, fiori di Bach, oligoelementi e molte altre sostanze che si trovano in natura e che sono quindi prive di effetti collaterali dannosi per l’organismo. La kinesiologia, inoltre, associa nel protocollo terapeutico un’alimentazione detossificante capace di restituire al corpo vigore ed energia.

Quali, invece, i limiti?

I limiti sono in primo luogo legati allo scarso appoggio che la kinesiologia riceve dai mass media, il che fa sì che trovi difficoltà a decollare nel nostro sistema sanitario nazionale legato ormai da decenni al connubio“medico-casa farmaceutica”, ragion per cui una scienza sì molto giovane ma anche molto efficace trova tutta una serie di ostacoli per poter contribuire a migliorare lo stato di salute di intere generazioni.

Quali, dunque, i motivi per cui la kinesiologia applicata viene guardata oggigiorno con sospetto?

Innanzitutto, facendo parte della medicina non convenzionale, non è sottoposta a verifiche propriamente scientifiche, il che la rende vittima di un certo scetticismo da parte di molti. Non si trascuri però che, proprio a motivo del fatto che non si serve di farmaci, bensì di rimedi naturali, la kinesiologia non è fonte di guadagni faraonici, per cui non appetibile per le case farmaceutiche.

Da quanto tempo si occupa di kinesiologia applicata?

Sono ormai cinque anni da quando, dopo aver lavorato a lungo nel campo del benessere e della salute, mi sono reso conto che la visone meccanicistica della medicina tradizionale è troppo limitativa per assicurare lo stato di salute di ognuno di noi ed ho quindi iniziato ad interessarmi di kinesiologia applicata.

Ci dia un suo parere personale riguardo la grande famiglia delle medicine alternative e, ovviamente, in special modo sulla kinesiologia applicata.

A mio giudizio, bisogna avere una visione olistica dell’organismo, cercando di non indagare solo il sintomo, ma, in primis, la causa che genera il disturbo, ponendo al centro l’uomo e non la malattia. Infine, vorrei sottolineare che la kinesiologia applicata rimane una validissima tecnica per quanto concerne i disturbi funzionali e cioè nel momento in cui non si è ancora nella malattia, quando, purtroppo, l’unica possibilità è rivolgersi alla medicina classica.

test muscolare

Esecuzione del test muscolare ad una paziente

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