• domenica , 27 Settembre 2020

La bistecca sintetica

Il 5 agosto 2013 viene presentata ai media l’esistenza di quella che viene definita ad una prima indagine “carne sintetica”.

Questo esperimento, condotto dallo scienziato Mark Post, è stato testato in diretta tv a Londra dove un cuoco fa assaggiare a due critici culinari un hamburger a base di carne di bovino sintetica, la quale risulta parecchio simile a quella animale sebbene sia meno succulenta.

Carne-sintetica-hamburguesa

Spiega Post che questa carne viene ricavata in realtà dalle cellule staminali della mucca e quindi di per sé non è proprio del tutto corretto definirla sintetica.

Egli ha inoltre rilasciato un’interessante intervista per il Fatto Quotidiano:

“Per vedere la carne artificiale al supermercato, bisognerà aspettare ancora 10-15 anni, perché per ora la tecnologia a disposizione è sperimentale e risulta onerosa (l’equivalente di un hamburger costerebbe circa 250.000 dollari). Questo dipende anche dal fatto che finora ci sono stati pochissimi investimenti nel campo, e questo stesso lavoro è possibile grazie a un benefattore anonimo. Nessuna grande azienda, per ora, vuole che il proprio nome sia associato alla carne artificiale. Si tratta di un investimento ad alto rischio e le imprese sono per natura conservatrici e rifiutano di vedere una cosa che è sotto gli occhi di tutti: l’insostenibilità del sistema attuale per quanto riguarda l’approvvigionamento delle materie prime.”

carne-macinata-450x333

E aggiunge:

“Nei prossimi 40 anni la domanda mondiale di carne raddoppierà. Già oggi consumiamo 285 milioni di tonnellate di carne l’anno (41 chili a persona), una follia, e gli allevamenti assorbono il 10% circa di acqua e l’80% di terra coltivabile. Non solo: oggi usiamo il 70% della capacità dell’agricoltura per gli allevamenti e questi ultimi danno un contributo formidabile al riscaldamento globale (il 18% delle emissioni di gas serra proviene dall’allevamento) con le emissioni di metano e con l’impronta di tutto il processo di allevamento. Con questo tipo di carne – secondo studi dell’Università di Oxford – potremmo abbattere l’impatto ambientale del 90%.”

Grazie a diverse previsioni fatte in questi giorni infatti c’è già chi ne esalta i vantaggi :

“Secondo le previsioni, grazie al “Frankenburger” e agli altri tipi di carne “sintetica” che verranno prodotti e venduti tra 10-20 anni su larga scala, si ridurrà del 99% la terra destinata agli allevamenti, fra l’82% e il 96% l’acqua, e si produrranno fra il 78% e 95% in meno di gas serra. Si potranno, sempre in teoria, sfamare molte più persone rispetto ad oggi.”

L’esperimento è stato finanziato dal co-fondatore di Google, Sergey Brin, ed è costato circa 230’000 euro.

hamburger-300x199

Tuttavia si potrebbe affermare che questo genere di alimento creato in laboratorio, non avendo niente a che fare con la natura, possa non essere accettato appieno dal nostro organismo. Una carne sintetica non potrà mai essere in tutto e per tutto sana e nutriente come una carne derivata da un animale in carne ed ossa.

Inoltre una scoperta di queste dimensioni rischia di indurre le multinazionali concorrere per il monopolio di questa scoperta, e le conseguenze ricadrebbero solamente sui consumatori.

Fatto sta che queste scoperte scientifiche continuano a denaturalizzare la natura e a portarla ad essere un surrogato di una realtà del tutto sintetica e artificiale.

Lo stesso discorso si potrebbe fare allorquando verrà inventato il primo essere umano artificiale. Ci si potrà chiedere, come adesso, a cosa porterà quella scoperta, quali conseguenze etiche e morali comporterà e quali vantaggi apporterà al mondo.

La natura non deve essere trascurata e rimpiazzata da dei surrogati per soddisfare le esigenze di tutti. Essa deve venire ascoltata, alimentata e assecondata prima per poi poterne usufruire al cento per cento.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Potrai visualizzare la lista dei cookies attivi e revocare il consenso collegandoti alla pagina http://ilsalice.liceovalsalice.it/cookie-policy/. Per maggiori informazioni leggi la nostra Cookie Policy.

Chiudi