• venerdì , 25 Settembre 2020

Il potere di una pistola

Al giorno d’oggi è diffusa la possibilità per chiunque di comperare un’arma senza difficoltà. Perlomeno, questa è la realtà di alcuni Paesi del mondo.

Ci si può ritrovare in una dimensione ove si ha il permesso di “includere nel carrello della spesa” anche un articolo particolare. Vale a dire una vera arma da fuoco. Ecco che si presenta l’indecisione: concedersi una pistola all’avanguardia o affidarsi allo storico fucile?

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E’ sorprendente la facilità con cui si possa disporre di una pistola in diverse aree degli Stati Uniti d’ America. Ciò è spiegabile attraverso le leggi di questa Nazione. In particolare, il secondo emendamento della Costituzione. Tale norma stabilisce che “essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto”. Vi sono comunque lievi differenze di regolamenti a riguardo tra i singoli Stati americani.

Problematiche e dibattiti riguardano la strage avvenuta nel gennaio 2011. Un ragazzo, Jared Loughner, uccise a Tucson sei persone ferendone dodici. Aveva utilizzato una pistola semiautomatica (Glock 19) comprata per 500$. Loughner possedeva anche due caricatori ad alta capacità, la cui vendita era stata vietata da Bill Clinton nel 1994 mediante apposita legge. Nel 2001 George Bush, invece, abrogò tale provvedimento.

Affidandosi ai dati proposti dallo Small Arms Survey, pubblicato nel 2007 sul Washington Post, gli Stati Uniti si posizionano al primo posto della classifica di armi per cittadino, presentando una media di 90 armi ogni 100 civili. Al secondo posto risulta lo Yemen, da anni in guerra civile, con 61 armi su 100 abitanti.

PISTOLA

Negli Usa i civili sono più armati dei Paesi in guerra.

Si notano differenze, più o meno marcate, di leggi federali tra i diversi Stati americani. Il teatro della strage di Loughner, l’Arizona, prevede un’età minima di 21 anni, senza bisogno di permessi, per acquistare un’arma.

Pur con alcune varianti, i regolamenti prevedono che dai 18 anni si possa essere armati e, se la situazione personale lo richiede, il limite di età si abbassa ai 16 anni.

L’uso di regole più restrittive è culminato nella legge 1975 che vietava nel District of Columbia il possesso di armi per i residenti. Tale decreto impediva che nella sola area di Washington circolassero civili armati, ciò per salvaguardare maggiormente l’incolumità del Presidente e del Parlamento. Era, di fatto, fortemente incostituzionale e lontana dalle normative degli altri Stati.

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Il tema della legittima difesa, ovunque nel mondo, origina clamore ed interesse.

Il caso americano non è unico, bensì affiancato dalla Svizzera, che dispone di notevoli quantità di armi, spesso illegali o registrate non correttamente.

In riferimento alla difesa personale è evidente che sia richiesta un’attenta scelta della tipologia di arma più indicata.

Indubbiamente, in caso di attacco, la vittima non potrà sfoderare il “coltello del pane” (seppure affilato), perlomeno non con risultati positivi. Sarà per questo che  sono numerose le richieste di armi da fuoco con preferenza di pistole. Essendo la difesa della propria persona un diritto dichiarato a livello Costituzionale e riconosciuto, anche in Italia vengono individuate le migliori formule di tutela di questo diritto.

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Secondo autorevoli esperti internazionali, per prevenire situazioni critiche ed allarmanti come quanto frequentemente accade negli Usa, si potrebbero aumentare le pene e le multe connesse a reati su circolazione, commercio e possesso di armi illegali.

Dopo la strage di Newtown del 2012 l’ America si divise in due:  chi pretende maggior restrizione sulla vendita delle armi e chi vorrebbe maggior libertà di acquisto.

Si ricorda un episodio avvenuto a gennaio 2013, ove centinaia di americani erano in attesa dell’ apertura dei cancelli… non di un Outlet nel periodo dei saldi, ma di un’importante fiera d’armi in Virginia.

La coda di americani in fila alla fiera era dovuta alle possibili restrizioni anticipate dal presidente Obama sulla commercializzazione delle armi. L’eventualità di rimanere “a secco di armi” ha originato la corsa all’acquisto. Così si è registrato un boom di vendita per l’Ar.15S (fucile mitragliatore).

Si avverte il bisogno di una più adeguata regolamentazione della vendita di questi strumenti micidiali ai privati, anche per evitare la diffusione di traffici illegali alimentando così la malavita.

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